Con l’arrivo dei mesi autunnali, il territorio dei Monti Prenestini offre uno degli spettacoli naturali più affascinanti dell’area metropolitana di Roma. La dorsale montuosa situata a sud-est della capitale si trasforma in un palcoscenico di tonalità calde, dove il giallo, l’arancione e il rosso scuro ricoprono i fitti boschi di castagni e querce. Questa catena montuosa, che culmina nei 1.218 metri del Monte Guadagnolo, rappresenta una meta fondamentale per il turismo di prossimità, coniugando natura, archeologia e tradizioni enogastronomiche secolari.
Capranica Prenestina e Guadagnolo: la montagna a due passi dalla capitale
Per chi cerca il contatto diretto con l’ambiente naturale, il comune di Capranica Prenestina costituisce il punto di partenza principale. Situato a oltre 900 metri di altitudine, è tra i centri abitati più elevati del Lazio. Il suo territorio offre una rete di sentieri escursionistici segnalati che attraversano boschi incontaminati. Salendo verso la frazione di Guadagnolo, il punto più alto dell’intera catena prenestina, si domina una vista panoramica che nei giorni limpidi spazia dalla Valle del Sacco fino all’Agro Romano e alla costa tirrenica.
A Guadagnolo sorge anche il Santuario della Mentorella, inserito tra le pareti rocciose della montagna. Questo luogo di culto, legato alla tradizione di Sant’Eustachio e visitato nel corso dei secoli da numerose personalità tra cui Papa Giovanni Paolo II, è considerata una delle strutture monastiche più antiche della regione, meta costante di visitatori ed escursionisti.
Palestrina e il Santuario di Fortuna Primigenia
Spostandosi a quote inferiori, Palestrina rappresenta il cuore storico e culturale dei Colli Prenestini. L’intero centro abitato sorge sulle imponenti strutture del Santuario della Fortuna Primigenia, un complesso architettonico d’epoca romana risalente al II secolo a.C. La struttura, disposta su terrazzamenti sovrapposti lungo il pendio del Monte Ginestro, costituisce uno dei più importanti esempi di architettura ellenistica nell’Italia centrale.
In cima al santuario si trova Palazzo Colonna Barberina, sede del Museo Archeologico Nazionale di Palestrina. All’interno del museo è custodito il famoso Mosaico del Nilo, un’opera monumentale di epoca tardo-ellenistica che raffigura con estrema precisione di dettagli il corso del fiume Nilo durante la piena, rappresentando paesaggi, flora, fauna e vita quotidiana dell’antico Egitto. Le terrazze del complesso panoramico permettono di osservare la conformazione del paesaggio circostante, evidenziando il legame profondo tra l’insediamento urbano e la natura collinare.
La tradizione enogastronomica: Zagarolo e Cave
Oltre al patrimonio paesaggistico e archeologico, la stagione autunnale valorizza le risorse agricole ed enogastronomiche dei borghi limitrofi.
A Zagarolo, la coltura della vite vanta una storia millenaria garantita dalla denominazione d’origine controllata Zagarolo DOC. I terreni di origine vulcanica che caratterizzano queste colline offrono le condizioni ideali per la coltivazione dei vitigni tradizionali della zona, come la Malvasia e il Trebbiano. Il centro storico di Zagarolo, sviluppato su un lungo colle di tufo delimitato da due valli, ospita Palazzo Rospigliosi, sede del Museo del Giocattolo e centro culturale del territorio.
Nel vicino comune di Cave, l’autunno è storicamente legato alla castanicoltura. I castagneti che circondano il paese producono varietà pregiate utilizzate sia per il consumo fresco sia nella pasticceria tradizionale locale. I piatti del periodo autunnali riflettono la cucina contadina di un tempo, basata su ingredienti semplici di produzione locale come le zuppe di legumi, le spezzature di carne lavorata secondo ricette tradizionali e i dolci a base di noci, castagne e miele.
I Colli Prenestini offrono dunque un itinerario completo per scoprire il patrimonio storico e naturale del Lazio, unendo in pochi chilometri la maestosità della montagna, le testimonianze dell’antica Roma e i prodotti genuini della terra.

