Zagarolo, la prima Festa dello Sport porta le associazioni nel centro storico

Dove: Zagarolo, centro storicoQuando: domenica 20 settembre 2026, dalle 16 alle 21Ingresso: libero Domenica 20 settembre Zagarolo ha ospitato la prima edizione della Festa dello Sport, una giornata dedicata alle associazioni e alle realtà sportive del territorio. L’iniziativa ha coinvolto il centro urbano trasformando piazze e strade del paese in spazi dedicati alla pratica, alle dimostrazioni e alla scoperta delle diverse discipline sportive presenti nella comunità. La manifestazione è stata organizzata dal Comune di Zagarolo con il contributo della Città Metropolitana di Roma Capitale e si è svolta dalle 16 alle 21. Il cuore dell’evento è stato il centro storico. Le attività si sono distribuite tra Piazza Santa Maria, Corso Vittorio Emanuele, Piazza Indipendenza e le vie circostanti, permettendo alle diverse associazioni di presentare le proprie discipline direttamente a cittadini e visitatori. L’obiettivo della giornata è stato quello di rendere lo sport un elemento visibile della vita cittadina, portandolo fuori dalle tradizionali strutture sportive e collocandolo negli spazi pubblici del centro. Durante il pomeriggio le associazioni hanno avuto la possibilità di mostrare le proprie attività attraverso dimostrazioni e momenti dedicati alla pratica. Il pubblico ha quindi potuto conoscere discipline differenti e avvicinarsi alle realtà sportive presenti sul territorio. La scelta di utilizzare più piazze ha inoltre creato un percorso attraverso il centro storico di Zagarolo. Piazza Santa Maria e Piazza Indipendenza sono diventate due dei principali punti di riferimento dell’iniziativa, mentre Corso Vittorio Emanuele e le strade vicine hanno collegato le diverse aree interessate. Per permettere lo svolgimento della manifestazione, il Comune aveva predisposto alcune modifiche temporanee alla circolazione. In particolare, erano previste limitazioni alla circolazione e alla sosta in alcune zone del centro a partire dal primo pomeriggio e fino alla conclusione dell’evento. La Festa dello Sport si è inserita così nel calendario di settembre dei Monti Prenestini insieme a una serie di appuntamenti culturali e ricreativi organizzati nei comuni dell’area. La manifestazione ha avuto anche una funzione di incontro tra generazioni. Le associazioni sportive locali hanno infatti potuto rivolgersi a bambini, ragazzi, adulti e famiglie, mostrando attività differenti e fornendo informazioni sulle possibilità di praticare sport nel territorio. L’iniziativa rappresenta inoltre un modo per valorizzare il centro storico di Zagarolo attraverso una manifestazione non esclusivamente legata alla cultura o all’enogastronomia. Le piazze sono diventate per alcune ore luoghi dedicati al movimento e alla partecipazione. La prima Festa dello Sport ha quindi portato una nuova tipologia di appuntamento nel calendario cittadino, mettendo in relazione le realtà sportive locali con gli spazi pubblici e con il pubblico. Per chi vive nei comuni dei Monti Prenestini, la giornata del 20 settembre ha rappresentato un’occasione per conoscere più da vicino le associazioni del territorio e scoprire discipline praticabili anche durante il resto dell’anno.
1. Palestrina, la musica protagonista con la prima Festa della Banda

Dove: Palestrina, Scalinata di Via San BiagioQuando: sabato 19 settembre 2026, dalle 17.30Ingresso: gratuito Palestrina ha dedicato un’intera serata alla musica con la prima edizione della Festa della Banda, appuntamento organizzato dall’Associazione Musicale Bandistica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” e ospitato sabato 19 settembre nella Scalinata di Via San Biagio. Una nuova iniziativa nata per portare la musica nel cuore del centro storico e creare un momento di incontro tra cittadini, appassionati e famiglie. La manifestazione ha preso il via alle 17.30, trasformando la particolare conformazione della scalinata in una sorta di piccolo teatro all’aperto. Un luogo del centro storico è diventato così lo scenario per una serata costruita intorno alla musica dal vivo, alla convivialità e alle attività dell’associazione musicale prenestina. Il primo appuntamento musicale della serata è stato alle 18.30 con il concerto della Italian Brass Band, formazione composta da ottoni e percussioni. Il repertorio ha attraversato generi differenti, dalla tradizione dell’opera italiana al jazz, passando per colonne sonore e composizioni originali per brass band. La formazione è attiva in Italia e all’estero e ha ricevuto diversi riconoscimenti in ambito musicale. La Festa della Banda non è stata però pensata esclusivamente come una rassegna musicale. Alle 19.30 sono stati aperti gli stand enogastronomici realizzati in collaborazione con alcune realtà del territorio. La gastronomia ha accompagnato quindi la seconda parte della serata, creando un momento informale nel quale il pubblico ha potuto fermarsi nel centro storico anche dopo il primo concerto. Alle 21 è tornata protagonista la musica con i BANDAZAR, cover band dedicata al repertorio di Antonello Venditti. La scelta di concludere la serata con una formazione dedicata alla musica italiana ha dato alla manifestazione un’impronta più popolare e partecipativa, affiancando alla prima parte più legata alla tradizione bandistica un repertorio conosciuto dal grande pubblico. L’iniziativa è stata inoltre collegata alle attività della scuola musicale dell’associazione. Il 25 settembre è infatti prevista la ripartenza della scuola, che offre lezioni gratuite e che durante la festa ha avuto anche uno spazio dedicato alla presentazione delle proprie attività. La Festa della Banda rappresenta quindi un nuovo appuntamento all’interno del calendario culturale di Palestrina, città che nel corso dell’anno propone numerose iniziative legate alla musica e alla figura di Giovanni Pierluigi da Palestrina. L’appuntamento si è inserito inoltre nel calendario dell’Estate Prenestina 2026, manifestazione organizzata dal Comune e attiva dal 5 giugno al 27 settembre con appuntamenti distribuiti nel centro storico. Per chi frequenta i Monti Prenestini, la serata del 19 settembre ha rappresentato dunque un’occasione per vivere Palestrina attraverso musica dal vivo, gastronomia e attività culturali, con un evento gratuito ambientato direttamente tra le vie del centro.
Sentieri storici e natura a San Vito Romano

Situato a un’altitudine di circa 650 metri sul livello del mare lungo la dorsale settentrionale dei Monti Prenestini, il borgo di San Vito Romano costituisce un punto d’osservazione panoramico di prim’ordine sul paesaggio dell’entroterra laziale. Il mese di settembre rappresenta il momento ideale per visitare questo centro urbano e i suoi dintorni, grazie alle condizioni meteorologiche stabili e a un patrimonio boschivo dominato da castagni, querci e faggi che incorniciano il territorio comunale. La storia di San Vito Romano è storicamente legata alla sua collocazione geografica strategica, posta a presidio delle vie di comunicazione che collegano la Valle del Sacco con la Valle del Giovenzano e il bacino dell’Aniene. Il centro storico, la cui parte più antica è denominata “Borgo Mario”, conserva la struttura urbanistica tipica dei villaggi fortificati medievali, caratterizzata da un tessuto di vicoli stretti, scalinate in pietra locale, archi e palazzi d’epoca. Tra le emergenze architettoniche di maggior rilievo spicca il Palazzo Theodoli, edificio nobiliare che fu sede della famiglia Theodoli, feudataria del luogo per diversi secoli. Il palazzo è affiancato da un parco pubblico alberato, dal cui belvedere si gode di una vista panoramica che abbraccia i vicini complessi montuosi dei Monti Caprini e dei Monti Simbruini. Dal punto di vista dell’escursionismo e delle attività all’aria aperta, San Vito Romano offre numerosi itinerari che si innestano nella rete dei sentieri tracciati dal CAI (Club Alpino Italiano). Uno dei percorsi più frequentati dagli appassionati di trekking è il sentiero che collega il centro abitato di San Vito Romano con i comuni limitrofi di Capranica Prenestina e Pisoniano. Il tracciato si snoda attraverso castagneti secolari e tratti di crinale roccioso, consentendo di osservare le peculiari formazioni geologiche calcaree che caratterizzano la dorsale dei Monti Prenestini. Lungo il cammino è possibile riscontrare forme di carsismo superficiale, come inghiottitoi e doline, oltre a una varietà di specie vegetali tipiche dei contesti sub-montani. L’area è inoltre habitat naturale per diverse specie di fauna selvatica, tra cui poiane, volpi e cinghiali. Un’escursione a San Vito Romano nella prima settimana di settembre permette anche di avvicinarsi alla tradizione enogastronomica locale, fortemente legata ai prodotti della terra e della montagna. La cucina del borgo propone primi piatti a base di pasta fresca fatta in casa, come le sagne e i gnocchi della tradizione prenestina, conditi con sughi a base di carni locali o con i primi funghi porcini raccolti nei boschi circostanti a seguito delle piogge di fine estate. Il comune è raggiungibile in automobile percorrendo la strada statale Empolitana oppure usufruendo delle linee di autobus del servizio di trasporto pubblico regionale COTRAL, con collegamenti diretti in partenza dal capolinea di Roma Ponte Mammolo e dalla stazione ferroviaria di Valmontone.
Settembre nei boschi di Cave e Genazzano

Con l’inizio del mese di settembre e la progressiva diminuzione delle temperature estive, il comprensorio geografico dei Monti Prenestini si presenta come una meta ideale per le attività di escursionismo leggero e per la riscoperta del patrimonio naturalistico rurale. La zona territoriale che comprende i comuni di Cave e Genazzano offre una combinazione equilibrata di estesi boschi secolari, infrastrutture per la mobilità dolce e testimonianze di architettura feudale, rendendo l’area idonea per uscite all’aria aperta fruibili da diverse tipologie di visitatori. Il comune di Cave affonda le proprie radici economiche e sociali nella tradizione agricola e nella gestione delle risorse boschive. Le pendici collinari che circondano il centro abitato sono ricoperte da estesi castagneti coltivati che per secoli hanno rappresentato la fonte primaria di sussistenza per la popolazione locale. Camminare lungo la rete di sentieri che attraversa i boschi di Cave consente di osservare la struttura del paesaggio agrario prenestino e di beneficiare di un microclima fresco. Tra le infrastrutture utilizzate per le passeggiate e le escursioni in bicicletta spicca il tracciato riconvertito dell’ex ferrovia Roma-Fiuggi-Alatri-Vico nel Lazio. Questa linea ferroviaria a scartamento ridotto, la cui operatività è cessata gradualmente nella seconda metà del Novecento, è stata in parte recuperata e trasformata in un percorso ciclopedonale. Il tracciato si caratterizza per pendenze minime e regolari, consentendo di attraversare ampi tratti di campagna e zone alberate in totale sicurezza, lontano dal traffico veicolare. Spostandosi di pochi chilometri in direzione est si raggiunge il comune di Genazzano, il cui centro storico si sviluppa su uno sperone di tufo che domina la vallata sottostante. L’elemento architettonico di maggiore rilevanza è rappresentato dal Castello Colonna, una imponente struttura fortificata di origine medievale successivamente ampliata e trasformata in residenza rinascimentale dalla famiglia Colonna, che ha legato indissolubilmente il proprio nome alle vicende storiche del feudo. A breve distanza dal nucleo urbano principale si trova l’Istituzione Parco Regionale Naturale dell’Ammannato, un’area protetta d’interesse locale istituita per tutelare un ecosistema di notevole valore biologico. Il parco è attraversato dal corso del torrente Elvella ed è ricoperto da boschi di quercia, acero e macchia mediterranea. Una serie di sentieri attrezzati e segnalati permette di percorrere le sponde del torrente, offrendo punti di osservazione sulla flora e sulla fauna ripariale locale. Per coloro che intendono programmare una visita all’inizio del mese di settembre, la zona di Cave e Genazzano risulta facilmente accessibile sia mediante la strada statale Via Casilina sia usufruendo dell’autostrada A1 con uscita al casello di Valmontone. I percorsi naturalistici e ciclopedonali della zona non presentano difficoltà tecniche rilevanti, risultando idonei sia per famiglie con bambini sia per praticanti di camminata sportiva. Dal punto di vista della ristorazione, la prima settimana di settembre permette di gustare i prodotti della gastronomia locale nei ristoranti e nelle fraschette dei borghi, con menù incentrati su paste fresche fatte in casa, insaccati della tradizione contadina e i vini della zona, tra cui la DOC Zagarolo e le produzioni IGT Lazio ricavate dai vigneti della fascia collinare prenestina.
Al via lo spettacolo della “Regata Spaziale” al Planetario dello SMuRC

Il mese di settembre sui Monti Prenestini si aprirà sotto il segno delle grandi scoperte scientifiche e dell’esplorazione del cosmo. Domenica 6 settembre, la quota panoramica di Rocca di Cave si confermerà punto di riferimento per l’astronomia grazie alle iniziative promosse dal Sistema Museale Urbano di Rocca di Cave (SMuRC). Presso la sede del Planetario e Museo Geopaleontologico “Ardito Desio”, situato in Via della Fortezza, prenderà il via la tanto attesa attività intitolata “Regata Spaziale”, una proposta didattica e divulgativa pensata per coinvolgere famiglie, ragazzi e appassionati del cielo. L’evento principale avrà inizio alle ore 11:00 all’interno della cupola del Planetario. La simulazione guiderà il pubblico lungo una competizione tra tre navicelle spaziali immaginarie, portando i viaggiatori a esplorare i confini del Sistema Solare, superando buchi neri, ammassi di stelle ed esoplaneti. A seguire, alle ore 11:30, gli spazi adiacenti della struttura ospiteranno un laboratorio didattico di tipo STEAM intitolato “MENO 3, 2, 1… LANCIO!”, in cui i più piccoli potranno sperimentare in prima persona i principi della fisica applicati al volo spaziale. Per quanti desidereranno proseguire il viaggio tra scienza e storia, a partire dalle ore 12:30 si terrà una seconda proiezione al Planetario dal titolo “Dalla Terra all’Universo”. Durante tutta la mattinata, dalle ore 10:00 alle 13:00, rimarranno aperte le sale del Museo Geopaleontologico, dove esperti locali condurranno visite guidate tra i fossili del barriera corallina cretacea e lungo i camminamenti di Rocca Colonna. Una giornata interamente dedicata all’osservazione e alla conoscenza che permetterà di ammirare da vicino la bellezza del patrimonio scientifico locale prima che abbia inizio la stagione autunnale.
Trekking di cultura sui Monti Prenestini

A pochi chilometri dalla capitale, la catena collinare e montuosa dei Monti Prenestini costituisce una meta ideale per un itinerario di fine estate e inizio settembre. Un weekend in questo territorio offre una combinazione equilibrata di archeologia classica, divulgazione scientifica e paesaggi storici integrati nei borghi altomedievali. Prima tappa: il Santuario monumentale di Palestrina Il percorso comincia a Palestrina, l’antica Praeneste, luogo in cui sorge il Santuario Oracolare della Fortuna Primigenia. L’opera rappresenta uno dei complessi architettonici a terrazze più rilevanti dell’Italia ellenistica e tardo-repubblicana. Seconda tappa: il borgo panoramico di Castel San Pietro Romano Salendo di quota dal centro di Palestrina si raggiunge Castel San Pietro Romano, posizionato sull’acropoli dell’antica città romana. Il comune è celebre sia per le sue viste panoramiche che spaziano verso la Valle del Sacco, sia per la sua storia legata al cinema italiano. Terza tappa: Palazzo Barberini e il Museo Naturalistico a Capranica Prenestina Proseguendo lungo la dorsale montana verso l’interno, l’itinerario raggiunge Capranica Prenestina, borgo situato a oltre 900 metri d’altezza. Il centro storico ospita Palazzo Barberini (edificato tra il XIV e il XV secolo), al cui interno è allestito il Museo Civico Naturalistico dei Monti Prenestini. L’itinerario tra Palestrina, Castel San Pietro Romano e Capranica Prenestina consente di esplorare in pochi chilometri stratificazioni storiche che vanno dall’epoca romana al Medioevo, fino alla tutela ambientale contemporanea.
Il cielo di fine agosto sui Prenestini

L’ultima parte del mese di agosto rappresenta un periodo particolarmente favorevole per l’osservazione della volta celeste. Con il progressivo allungamento delle ore di buio rispetto alle settimane centrali dell’estate, gli appassionati di astronomia e i visitatori dei Monti Prenestini possono godere di cieli sereni e di una trasparenza atmosferica spesso ideale. L’orografia del territorio prenestino, caratterizzata da rilievi che superano i mille metri di altitudine e da borghi storici incastonati tra le montagne, offre diversi punti d’osservazione sopraelevati, lontani dai principali centri di inquinamento luminoso della pianura romana. Le costellazioni del cielo estivo e il Triangolo Estivo Nel cielo di fine agosto, la volta celeste è dominata da una figura geometrica ideale ben nota agli astrofili: il Triangolo Estivo. Non si tratta di una vera e propria costellazione, bensì di un asterismo formato da tre stelle particolarmente luminose appartenenti a tre costellazioni differenti, ben visibili al vertice della volta celeste fin dal primo imbrunire: La scia della Via Lattea e le costellazioni zodiacali Nei luoghi del comprensorio prenestino dotati di un orizzonte libero e buio, le notti di fine agosto consentono di scorgere a occhio nudo la scia opalescente della Via Lattea. La Galassia attraversa il cielo da nord-est a sud-ovest, passando proprio all’interno del Triangolo Estivo. Volgendo lo sguardo verso l’orizzonte meridionale, si osservano le costellazioni zodiacali tipiche della stagione: I punti di osservazione e i consigli pratici L’altitudine dei Monti Prenestini costituisce un vantaggio naturale per l’osservazione astronomica. Tra i siti più idonei si annoverano le alture intorno al borgo di Guadagnolo (che rappresenta il punto più elevato della catena con i suoi 1.218 metri s.l.m.), i valichi di cresta tra Capranica Prenestina e Rocca di Cave, e le aree aperte nei pressi del Santuario della Mentorella. Per un’osservazione ottimale del cielo di fine agosto si raccomanda di attenersi ad alcune semplici regole:
Oltre la metropoli: la svolta verde dei Monti Prenestini

A pochi decine di chilometri dal traffico e dal ritmo frenetico della capitale, la dorsale dei Monti Prenestini sta tracciando un modello alternativo di sviluppo. Borghi come Castel San Pietro Romano, Capranica Prenestina e Rocca di Cave si trovano al centro di una trasformazione basata sulla conservazione ambientale, il turismo lento (slow tourism) e la valorizzazione della vita comunitaria. Un tempo considerati centri periferici esposti allo spopolamento, questi comuni collinari e montani stanno riscoprendo la propria centralità grazie a un’azione sinergica tra istituzioni locali, reti territoriali e cittadini. L’obiettivo primario non è la grande ricettività di massa, bensì la costruzione di un’economia fondata sulla sostenibilità e sul benessere dei residenti e dei visitatori di passaggio. La rete della mobilità dolce e il trekking consapevole Uno dei pilastri del rilancio prenestino riguarda il potenziamento e il recupero della rete sentieristica e pedonale. Attraverso interventi legati ai piani di rigenerazione e di tutela del paesaggio, sentieri storici e mulattiere sono stati messi in sicurezza e tracciati per accogliere escursionisti, camminatori ed e-biker. La vicinanza alla metropoli romana permette a queste comunità di porsi come rifugio naturale dove praticare il turismo di prossimità. La mobilità dolce si traduce in itinerari che collegano direttamente i centri storici alle aree naturali d’alta quota, riducendo l’impatto dei veicoli a motore nelle aree urbane medievali e favorendo una fruizione lenta del paesaggio agricolo e forestale. Educazione ambientale e presidi scientifici sul territorio Il percorso di sostenibilità si riflette direttamente nell’offerta didattica e culturale locale. Borghi come Capranica Prenestina e Rocca di Cave ospitano presidi volti alla divulgazione scientifica e naturalistica, come il Museo Civico Naturalistico dei Monti Prenestini e il Museo Geopaleontologico con il relativo Planetario. Queste strutture svolgono un ruolo attivo nella tutela della biodiversità e della geologia locale. Attraverso laboratori didattici per scuole, percorsi scientifici ed eventi dedicati all’osservazione e allo studio della fauna e della flora locale, la tutela dell’ambiente diviene sia uno strumento didattico, sia una riserva di valore per l’attrattività turistica dei borghi durante tutto il corso dell’anno. Comunità locali, enogastronomia e valorizzazione del territorio La tenuta sociale delle piccole comunità prenestine è sostenuta da un legame profondo con le tradizioni agroalimentari e la filiera corta. La cooperazione tra produttori agricoli, associazioni del territorio e condotte locali (come le reti legate al circuito Slow Food) garantisce la tutela di prodotti tipici e biodiversità agraria. I Monti Prenestini testimoniano come il turismo di prossimità e il rispetto del patrimonio naturale possano tradursi in una concreta strategia socio-economica. Senza stravolgere l’identità dei luoghi, le comunità locali dimostrano che la qualità della vita nei piccoli comuni rappresenta una risposta solida alle sfide della sostenibilità contemporanea.
La Via Francigena del Sud sui Prenestini

La Via Francigena rappresenta uno dei sistemi di cammino storico e spirituale più rilevanti d’Europa. Se la direttrice settentrionale raccoglie tradizionalmente i percorsi provenienti da Canterbury e diretti verso la tomba dell’Apostolo Pietro a Roma, la Via Francigena del Sud costituisce la naturale prosecuzione dell’itinerario che collega la Capitale con i porti d’imbarco della Puglia verso la Terra Santa. Nel suo attraversamento del Lazio centro-meridionale, questo fascio di strade storiche tocca in modo significativo il territorio dei Monti Prenestini, offrendo ai camminatori un percorso che coniuga testimonianze archeologiche, paesaggi agricoli e centri storici di origine antica. Il tracciato nel territorio prenestino Nel settore prenestino, l’itinerario percorribile dai pellegrini e dagli appassionati di turismo lento si sviluppa lungo una direttrice che collega la pianura romana con la Valle del Sacco, attraversando comuni chiave come Palestrina e Genazzano. Caratteristiche del percorso e patrimonio viario Il fondo stradale della Via Francigena del Sud nei Monti Prenestini si presenta vario e riflette la stratificazione storica del territorio: Indicazioni pratiche per i camminatori Per affrontare le tappe della Via Francigena del Sud nel comprensorio prenestino, è utile seguire una serie di raccomandazioni logistiche:
I Monti Prenestini: tramonti e borghi

Nelle ultime settimane del mese di agosto, quando le temperature lungo le pianure e le coste laziale si mantengono elevate, i Monti Prenestini rappresentano una risorsa fondamentale per chi cerca sollievo nell’altitudine e nella natura. Questo rilievo montuoso dell’Antiappennino laziale, situato a est di Roma, offre un paesaggio caratterizzato da ripidi versanti rocciosi, estese faggete e piccoli borghi arroccati che conservano intatto il loro assetto urbanistico medievale. Un itinerario pomeridiano e serale tra Castel San Pietro Romano e Guadagnolo permette di unire la scoperta del patrimonio storico-architettonico alla fruizione di panorami geografici tra i più vasti della regione. Castel San Pietro Romano e la vista sulla pianura La prima tappa dell’itinerario conduce a Castel San Pietro Romano, borgo situato a circa 750 metri di altitudine sulla sommità del Monte Ginestro, proprio sopra l’abitato di Palestrina. Il centro storico, famoso per la sua struttura ben conservata e per essere stato set cinematografico di celebri pellicole del neorealismo italiano, si sviluppa attorno alla maestosa presenza della Rocca Colonna. Passeggiando tra le stradine lastricate, i vicoli stretti e le scalinate in pietra, si raggiungono diversi affacci panoramici che offrono una vista privilegiata sulla Valle del Sacco, sui Monti Lepini e sulla sottostante Cattedrale di Palestrina. La Rocca Colonna, antica fortificazione difensiva che dominava l’area prenestina, testimonia il ruolo strategico che questo borgo ha rivestito nel corso dei secoli per il controllo delle vie di comunicazione tra Roma e l’interno del Lazio. Verso Guadagnolo: la vetta più alta del territorio Proseguendo lungo la strada provinciale che risale la dorsale montuosa, si raggiunge Guadagnolo, frazione del comune di Capranica Prenestina. Situato a 1.218 metri sul livello del mare, Guadagnolo detiene il primato di centro abitato non montano più alto della provincia di Roma e dell’intero Lazio. L’arrivo al borgo regala una drastica variazione del microclima, con temperature decisamente più fresche e una costante ventilazione. La particolare posizione geografica di Guadagnolo, arroccato su uno sperone calcario a picco sulle vallate circostanti, ne fa un punto di osservazione eccezionale. Nelle ore tardo-pomeridiane e al tramonto, la vista spazia senza ostacoli fino alla costa del Mar Tirreno, permettendo di distinguere nettamente la sagoma della capitale, i Colli Albani e la pianura pontina. Natura, percorsi e tradizione gastronomica L’area dei Monti Prenestini è attraversata da una fitta rete di sentieri escursionistici segnalati, adatti sia a camminatori esperti che ad appassionati di trekking leggero, che collegano la vetta di Guadagnolo con il Santuario della Mentorella e con i comuni della Valle della Giovenzana. Con il sopraggiungere della sera, la visita ai borghi montani si completa con l’esperienza della cucina locale nelle trattorie e nelle osterie del territorio. La tradizione enogastronomica dei Monti Prenestini rispecchia la natura contadina e montana del luogo, proponendo piatti a base di pasta fatta in casa, carni locali, formaggi stagionati e ricette tradizionali della campagna romana. Riscoprire questi luoghi alle porte di Roma rappresenta una scelta ideale per un turismo di prossimità sostenibile, capace di coniugare storia, ambiente e cultura locale.