Palestrina e il Santuario della Fortuna Primigenia: Architettura e Storia

Situata a circa 40 chilometri a est di Roma, sulle pendici del Monte Ginestro, l’odierna Palestrina sorge sulle fondamenta dell’antica Praeneste. La città è celebre nel mondo archeologico per ospitare uno dei complessi monumentali più spettacolari dell’architettura ellenistica in Italia: il Santuario della Fortuna Primigenia. Origini e Contesto Storico Le origini di Praeneste risalgono all’epoca arcaica, ma il suo massimo splendore venne raggiunto tra il II e il I secolo a.C. La città era nota non solo per la sua posizione strategica, che dominava la valle del Sacco e i collegamenti tra il Lazio e la Campania, ma soprattutto per il suo culto oracolare. La divinità venerata, la Fortuna Primigenia, era considerata la figlia primogenita di Giove, ma allo stesso tempo madre e nutrice di Giove stesso e di Giunone. Questa ambivalenza la rendeva una divinità potente e misteriosa, legata al destino e alla divinazione attraverso le “sorti” (sortes), piccoli bastoncini di legno di quercia che venivano estratti per predire il futuro. La Struttura Architettonica del Santuario Il complesso che ammiriamo oggi, datato intorno alla fine del II secolo a.C., rappresenta un capolavoro di ingegneria. Gli architetti dell’epoca non si limitarono a costruire su un terreno pianeggiante, ma modellarono l’intera montagna attraverso un sistema di terrazzamenti artificiali sovrapposti, collegati da rampe e scale. Il santuario si articola su sei terrazze principali: La Tecnica Costruttiva Il Santuario di Palestrina è fondamentale per la storia dell’arte perché segna il passaggio dall’architettura greca, basata sul sistema trilitico (colonna e architrave), all’architettura romana, basata sull’arco e sulla volta. L’uso massiccio del cementizio permise di creare spazi interni vasti e di sostenere il peso enorme dei terrazzamenti contro la spinta della montagna. Il Palazzo Colonna Barberini e il Museo Nel XVII secolo, la famiglia Barberini costruì il proprio palazzo nobiliare proprio sopra la cavea del teatro antico, seguendo la curvatura naturale della struttura romana. Oggi, questo palazzo ospita il Museo Archeologico Nazionale di Palestrina. L’opera più preziosa conservata al suo interno è il Mosaico del Nilo. Si tratta di una delle più grandi e importanti pavimentazioni musive di epoca ellenistica giunte fino a noi. Risalente alla fine del II secolo a.C., il mosaico raffigura con estrema precisione l’inondazione del Nilo, descrivendo il paesaggio dall’Etiopia fino al delta del Mediterraneo, completo di fauna esotica, templi egizi e scene di vita quotidiana. Conclusione e Stato di Conservazione Gran parte delle strutture che vediamo oggi sono riemerse grazie ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale (1944), che distrussero l’abitato medievale che si era sovrapposto alle rovine romane. Questo evento tragico permise tuttavia agli archeologi di liberare e studiare le sottostanti strutture repubblicane, restituendo al mondo la visione d’insieme del santuario.
Lazio, approvata la Legge 193/2026: Nuovi contributi per l’agricoltura nelle zone montane

Il 18 febbraio 2026, il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato all’unanimità la Legge Regionale n. 193 (inizialmente presentata come Proposta di Legge n. 193), intitolata “Contributi per favorire l’uso agricolo delle zone montane”. Questo provvedimento nasce con l’obiettivo specifico di contrastare l’abbandono delle terre alte, prevenire il dissesto idrogeologico e rilanciare l’economia rurale nei comuni montani del Lazio. Nuova Legge Regionale Lazio (Febbraio 2026): Sostegno all’Agricoltura di Montagna La nuova normativa approvata nel febbraio 2026 rappresenta una svolta operativa per il territorio laziale, introducendo misure dirette a facilitare l’accesso alla terra e la manutenzione delle colture in contesti geografici difficili. La legge si articola principalmente su due binari di finanziamento. 1. Ristoro delle Spese Notarili per l’Acquisto di Terreni Uno dei principali ostacoli al recupero dei terreni montani è l’incidenza dei costi burocratici e legali, che spesso superano il valore di mercato dei piccoli appezzamenti frammentati. 2. Contributi per la Coltivazione di Specie Arboree La seconda misura è una novità assoluta poiché si rivolge anche a chi non è imprenditore agricolo professionale, incentivando la “cura del territorio” anche su piccola scala. Obiettivi Strategici e Risorse Finanziarie Il legislatore ha stanziato per il triennio 2026-2028 una somma complessiva di circa 630.000 euro, suddivisi tra la copertura degli oneri notarili (circa 250.000 euro) e il sostegno alle coltivazioni (circa 380.000 euro). Perché questa legge è importante? La legge 193/2026 non è solo un aiuto economico, ma una strategia di difesa del suolo. L’abbandono delle colture montane comporta: Come accedere ai contributi Sebbene la legge sia stata approvata il 18 febbraio 2026, la sua piena operatività dipende dall’emanazione della Deliberazione attuativa della Giunta Regionale, prevista entro 90 giorni dall’entrata in vigore. Requisiti generali: Conclusione Questa legge colma un vuoto, offrendo un supporto concreto anche agli “agricoltori per passione” o ai piccoli proprietari che, pur non essendo grandi imprenditori, svolgono un ruolo cruciale come “custodi della montagna”.
Sapori in Comune 2026: L’Eccellenza Enogastronomica tra Valmontone, Labico e Colleferro

Il 2026 segna la nascita di un progetto ambizioso per il territorio della Valle del Sacco e dei Monti Prenestini: la prima edizione della sagra “Sapori in Comune”. Questa manifestazione nasce con l’obiettivo di creare un “distretto del gusto” unico, capace di mettere a sistema le tradizioni culinarie di tre centri limitrofi ma profondamente diversi: Valmontone, Labico e Colleferro. L’iniziativa non è solo una celebrazione del cibo, ma una vetrina strategica per i prodotti a chilometro zero, le certificazioni DOP e IGP e la cultura contadina che ancora oggi definisce l’identità di questa fascia della provincia di Roma. Valmontone: La Patria della Pasta e della Convivialità Il cuore pulsante di Valmontone all’interno della sagra è rappresentato dalla sua storica tradizione legata alla pasta artigianale e ai prodotti da forno. Protagonisti indiscussi sono i Gigli di Valmontone, una pasta dalla forma caratteristica ideale per trattenere i sughi tipici della zona, spesso a base di carni locali o rigaglie. Durante l’evento, particolare rilievo viene dato al Pane di Valmontone, noto per la sua crosta croccante e la mollica compatta, prodotto con farine locali che richiamano la vocazione cerealicola della zona. La gastronomia valmontonese si distingue anche per l’uso sapiente delle carni suine, con preparazioni che affondano le radici nelle antiche norcinerie del borgo. Labico: Il Tempio del “Noccioluto” e della Ristorazione d’Autore Labico è universalmente riconosciuta per un prodotto simbolo: il Noccioluto. Questa specialità è diventata l’emblema del comune e rappresenta uno dei punti di forza dell’offerta di “Sapori in Comune”. La sagra permette di scoprire le varianti artigianali di questo dolce e di comprendere il legame tra il territorio e la coltivazione delle nocciole. Inoltre, Labico porta in dote alla manifestazione la sua fama di borgo della ristorazione d’eccellenza. Le proposte gastronomiche includono spesso le erbe spontanee dei campi circostanti e i legumi locali, trattati con tecniche che uniscono la semplicità della tradizione rurale a una cura estetica di alto livello. Colleferro: Tra Innovazione e il Mercato della Terra Colleferro si presenta all’appuntamento come il baricentro logistico e commerciale, valorizzando il legame con il Mercato della Terra di Slow Food. Le eccellenze messe in risalto nel territorio colleferrino durante la sagra comprendono: Un Itinerario di Sostenibilità e Identità La sagra “Sapori in Comune” 2026 è stata concepita per essere un evento itinerante. I visitatori hanno l’opportunità di percorrere un tragitto enogastronomico che collega le piazze storiche di Valmontone ai vicoli di Labico, fino alle aree moderne e funzionali di Colleferro. L’attenzione alla tracciabilità dei prodotti è massima: ogni stand è tenuto a esporre la provenienza delle materie prime, garantendo che ogni assaggio sia un’esperienza autentica del territorio laziale. Dalla Castagna Mosciarella (spesso ospitata dalle zone limitrofe) ai dolci tipici come la Pupa di Valmontone, l’evento si configura come il più importante appuntamento dell’anno per chi cerca la qualità certificata.
Zagarolo e il mistero dei “Tufelli”

ZAGAROLO – Chi cammina lungo il corso principale di Zagarolo, ammirando le facciate barocche dei palazzi e l’eleganza di Palazzo Rospigliosi, difficilmente immagina che proprio sotto i suoi piedi si estenda una seconda città, silenziosa e speculare. Sotto il basolato del centro storico, infatti, si nasconde un labirinto di grotte e corridoi scavati direttamente nel tufo: sono i celebri “Tufelli”, un patrimonio ipogeo che sfida i secoli e che rappresenta il vero cuore pulsante della tradizione locale. Un miracolo di termoregolazione naturale La caratteristica che più affascina scienziati e visitatori è la straordinaria stabilità climatica di questi ambienti. Indipendentemente dal fatto che fuori ci sia l’arsura di agosto o il gelo di gennaio, all’interno delle cantine la temperatura rimane costante tra i 14 e i 15 gradi centigradi. Questa “climatizzazione naturale” non è un caso, ma il risultato delle proprietà igroscopiche e isolanti del tufo vulcanico, tipico del Lazio. Per i produttori di vino di Zagarolo, questa è la condizione perfetta: un’umidità controllata e una temperatura stabile permettono al vino (soprattutto al celebre Zagarolo DOC) di affinare lentamente, proteggendo le botti da shock termici che ne altererebbero il bouquet. Dalle necropoli romane ai rifugi di guerra Ma i “Tufelli” non nascono solo come depositi agricoli. Le indagini archeologiche hanno rivelato che molte di queste cavità risalgono all’epoca romana. In alcune grotte si possono ancora osservare piccole nicchie, simili a quelle dei colombari, o antiche incisioni rupestri che testimoniano come questi spazi siano stati utilizzati nei millenni come luoghi di culto, necropoli o depositi di granaglie. Durante i secoli bui delle invasioni e, più recentemente, durante i drammatici bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, queste cantine sono diventate dei veri e propri rifugi salvavita per la popolazione. Intere famiglie hanno vissuto per settimane nel “ventre” della città, trovando protezione in quel tufo che oggi, invece, accoglie turisti e intenditori. Un’esperienza sensoriale nel 2026 Oggi, nel 2026, Zagarolo sta puntando con forza sulla valorizzazione di questo patrimonio. Molte di queste cantine storiche sono state recuperate e trasformate in percorsi degustativi dove il visitatore può scendere nelle profondità della terra, respirare l’odore del muschio e del legno umido, e assaggiare i prodotti tipici nel luogo esatto in cui vengono custoditi. Entrare in un “Tufello” significa fare un viaggio a ritroso nel tempo, dove il silenzio e l’oscurità raccontano una storia di sopravvivenza, ingegno contadino e amore per il territorio. È la prova che il tesoro più prezioso dei Colli Prenestini non si trova sotto la luce del sole, ma è custodito con cura nel buio fresco della terra.
Intervista a Massimo Cicchetti – CEO di Cicchetti Appalti e Costruzioni S.r.l.

“Innovazione, sostenibilità e sicurezza: la nostra strada per un futuro migliore” Fondata nel 1986, Cicchetti Appalti e Costruzioni S.r.l. è diventata uno dei leader nel settore delle infrastrutture stradali, nota per la produzione di conglomerati bituminosi grazie al Fondatore Ennio Cicchetti che nel 1988, acquista – appunto – uno stabilimento di produzione di conglomerato bituminoso per avere il controllo diretto sulla qualità e la produzione dei prodotti utilizzati. L’azienda ha saputo evolversi mantenendo un forte legame con la tradizione e l’attenzione alla qualità, integrando al contempo innovazioni all’avanguardia per una produzione più sostenibile e sicura. Oggi ne parliamo con Massimo Cicchetti, amministratore delegato, che ci racconta come la sua azienda stia affrontando le sfide del settore. D: Signor Cicchetti, ci racconti un po’ della storia di Cicchetti Appalti e Costruzioni. Come è iniziata questa avventura imprenditoriale? Massimo Cicchetti: La nostra storia parte nel 1986. Abbiamo sempre avuto una visione chiara: la qualità dei materiali è alla base di ogni progetto di successo. Nel 1988, per mantenere il controllo diretto sulla produzione e la qualità, abbiamo acquisito uno stabilimento per la produzione di conglomerati bituminosi. Questa mossa strategica ci ha permesso di differenziarci dai concorrenti, garantendo sempre materiali di altissima qualità per le nostre opere. Col tempo, abbiamo continuato a investire in tecnologie moderne, ampliando la nostra flotta di macchinari per eseguire lavori in completa autonomia, un fattore che ha favorito una crescita costante. D: Negli ultimi anni avete fatto un passo avanti significativo con l’installazione del nuovo impianto di produzione Benninghoven TBA4000. Perché questo impianto è così importante per voi? Massimo Cicchetti: Il nuovo impianto Benninghoven TBA4000 rappresenta un punto di svolta per la nostra azienda. È il frutto di un’attenta ricerca sul mercato per trovare la soluzione più all’avanguardia, soprattutto per quanto riguarda l’impatto ambientale. La sua capacità produttiva di 240 tonnellate all’ora e la possibilità di utilizzare fino all’80% di materiale riciclato lo rendono unico. Questo impianto ci consente di essere altamente flessibili nelle esigenze di produzione, mantenendo standard altissimi di qualità e rispettando i più severi requisiti ambientali. Abbiamo fatto una scelta precisa: investire in una tecnologia che non solo migliori le nostre prestazioni, ma che riduca significativamente l’impatto ambientale. Le polveri e le emissioni sono abbattute, i livelli di rumore sono ridotti, e abbiamo la possibilità di operare nel pieno rispetto delle normative. D: Sostenibilità e ambiente sembrano essere concetti centrali nella vostra strategia. Ci può spiegare meglio come queste scelte influenzano la vostra attività quotidiana? Massimo Cicchetti: Assolutamente. Oggi, più che mai, è fondamentale coniugare l’efficienza produttiva con il rispetto per l’ambiente. Nel nostro caso, questo significa fare investimenti mirati e adottare processi che minimizzino l’impatto ambientale senza compromettere la qualità del prodotto. L’impianto Benninghoven, ad esempio, è dotato di un sistema avanzato di abbattimento delle polveri nei punti critici di emissione e di un bruciatore che aspira le emissioni diffuse. Inoltre, abbiamo lavorato per ridurre al minimo i consumi energetici, utilizzando inverter sui motori principali, isolando in modo ottimale le superfici riscaldate e riducendo il numero di componenti meccaniche, come le coclee di trasporto. Queste scelte ci permettono di risparmiare energia e migliorare l’efficienza complessiva dell’impianto. Anche l’aspetto estetico è stato curato, con strutture che si integrano meglio nell’ambiente circostante. D: Parlando di efficienza energetica, quali altri accorgimenti avete adottato per ridurre i consumi? Massimo Cicchetti: Un altro aspetto fondamentale riguarda l’energia. Abbiamo scelto di installare cisterne per il deposito del bitume che sono riscaldate elettricamente e coibentate per ridurre le dispersioni termiche. Gli essiccatori e il bruciatore dell’impianto sono estremamente efficienti, permettendoci di ridurre il consumo di energia. Utilizziamo motori elettrici in classe A1, che garantiscono il massimo rendimento con il minimo dispendio di energia. Questo non solo ci consente di abbattere i costi operativi, ma contribuisce anche a ridurre l’impronta ecologica della nostra attività. D: La sicurezza del personale è un tema molto sentito nel vostro settore. Come affrontate questa sfida? Massimo Cicchetti: La sicurezza è sempre stata una priorità per noi. Il nostro impianto è stato progettato per garantire la massima protezione al personale. Tutte le trasmissioni meccaniche sono cofanate per evitare contatti accidentali, e le scale e passerelle hanno larghezze maggiorate per consentire movimenti più sicuri. Inoltre, abbiamo installato blocchi elettrici azionati da funi a strappo, che interrompono immediatamente il funzionamento dell’impianto in caso di emergenza. I sistemi di protezione meccanica per i cavi elettrici e i collegamenti di terra sono ulteriori misure che assicurano la sicurezza degli operatori. Crediamo che l’innovazione tecnologica non possa prescindere da un impegno serio verso la tutela delle persone che lavorano con noi. D: Guardando al futuro, quali sono i vostri obiettivi e progetti a lungo termine? Massimo Cicchetti: Il nostro obiettivo principale è quello di continuare a crescere, espandendo la nostra presenza sia sul mercato nazionale che internazionale. Vogliamo mantenere la leadership nel settore delle infrastrutture stradali e della produzione di conglomerati bituminosi, puntando sempre su qualità, innovazione e sostenibilità. Con il nuovo impianto Benninghoven, siamo già ben posizionati per affrontare le sfide future. Oltre a questo, stiamo lavorando per incrementare ulteriormente la nostra capacità produttiva e migliorare l’efficienza operativa. Un altro progetto che stiamo valutando è l’integrazione di nuove tecnologie digitali, come l’IoT, per ottimizzare i processi di manutenzione predittiva e controllo remoto degli impianti. D: Concludendo, cosa significa per lei e per la sua azienda riuscire a mantenere un equilibrio tra tradizione e innovazione? Massimo Cicchetti: È una sfida entusiasmante, ma anche una grande responsabilità. La tradizione ci insegna il valore della qualità, della dedizione e dell’attenzione verso il cliente, mentre l’innovazione ci spinge a cercare soluzioni nuove e più efficienti. Per noi, innovare non significa dimenticare il passato, ma piuttosto costruire su basi solide e proiettarsi verso il futuro. Siamo convinti che con il giusto equilibrio tra tradizione e tecnologia possiamo continuare a crescere e a offrire un contributo positivo, non solo per i nostri clienti, ma anche per l’ambiente e la comunità. Cicchetti Appalti e Costruzioni S.r.l., grazie alla visione lungimirante di Massimo Cicchetti, si pone come esempio di come un’azienda possa evolversi
L’impegno di Cicchetti Appalti e Costruzioni per i cittadini

Il concetto di sostenibilità non riguarda soltanto l’ambiente naturale, ma anche la qualità della vita delle persone che vivono accanto alle realtà produttive. Cicchetti Appalti e Costruzioni, da sempre attenta alle esigenze del territorio e della comunità, ha dimostrato con fatti concreti come sia possibile coniugare attività industriali e benessere dei cittadini. Tra gli interventi più significativi spiccano i recenti lavori di insonorizzazione degli impianti, pensati per ridurre l’inquinamento acustico e garantire una convivenza armoniosa con la cittadinanza circostante. Inquinamento acustico: un tema di sensibilità sociale Rumori e vibrazioni prodotti da impianti industriali o lavorazioni edili possono rappresentare un disagio per chi vive nelle vicinanze. Negli ultimi anni la sensibilità verso il tema dell’inquinamento acustico è cresciuta notevolmente, spingendo aziende e istituzioni a collaborare per individuare soluzioni efficaci. Cicchetti Appalti e Costruzioni non si è limitata a rispettare le normative, ma ha scelto di andare oltre, investendo in un ampio progetto di riduzione del rumore. Una decisione che riflette un approccio responsabile e lungimirante: lavorare in armonia con il territorio significa creare valore per tutti. Lavori di insonorizzazione: tecnologia e responsabilità Gli interventi realizzati hanno previsto l’installazione di sistemi avanzati di insonorizzazione, studiati per minimizzare le emissioni sonore durante le fasi di produzione e movimentazione dei materiali. Pannelli fonoassorbenti, barriere acustiche e soluzioni tecniche mirate hanno permesso di ottenere risultati concreti, percepibili fin da subito dalla cittadinanza. Grazie a queste opere, i livelli di rumore sono stati drasticamente ridotti, migliorando il comfort acustico nelle aree limitrofe e rafforzando l’immagine di un’azienda capace di coniugare efficienza produttiva e rispetto per la comunità. Un dialogo aperto con i cittadini Un aspetto che distingue Cicchetti Appalti e Costruzioni è la volontà di mantenere un rapporto costante e trasparente con la cittadinanza. Gli interventi di insonorizzazione non sono stati vissuti come un semplice adempimento tecnico, ma come una risposta concreta a esigenze reali espresse dai residenti. L’azienda ha scelto di dialogare con le persone del territorio, ascoltando osservazioni e suggerimenti, e trasformando questo confronto in un’occasione di crescita. Questa vicinanza rafforza la fiducia reciproca e testimonia quanto Cicchetti consideri fondamentale la cura dei rapporti umani oltre a quelli professionali. Benefici per la comunità e per il territorio Gli interventi di riduzione del rumore non hanno portato vantaggi solo ai cittadini, ma anche al territorio nel suo complesso: Tutto ciò contribuisce a creare un clima di fiducia e collaborazione, essenziale per lo sviluppo sostenibile del territorio. Un fiore all’occhiello del settore Con questi interventi Cicchetti Appalti e Costruzioni non solo ha rafforzato la propria immagine di azienda affidabile e all’avanguardia, ma ha voluto anche affermarsi come fiore all’occhiello del settore. La capacità di coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e attenzione sociale rappresenta infatti un modello virtuoso che distingue l’azienda nel panorama delle costruzioni e dei conglomerati bituminosi. Conclusione In un momento storico in cui cittadini, istituzioni e imprese sono chiamati a collaborare per costruire un futuro più sostenibile, Cicchetti Appalti e Costruzioni dimostra con i fatti di voler essere parte attiva di questo percorso. Gli interventi di insonorizzazione, realizzati in concerto con la cittadinanza, sono la prova tangibile di una filosofia aziendale che mette al centro il rispetto, la responsabilità e il dialogo. Scegliere Cicchetti significa affidarsi a un partner che non solo garantisce qualità e competenza tecnica, ma che lavora per creare un ambiente più vivibile e armonioso per tutti. Un impegno che fa di Cicchetti Appalti e Costruzioni non soltanto un’azienda di riferimento, ma un vero esempio di eccellenza e attenzione al territorio.
L’impegno concreto di Cicchetti Appalti e Costruzioni

La sfida della sostenibilità è ormai al centro delle politiche industriali e delle aspettative delle comunità locali. Il settore delle costruzioni e della produzione di conglomerati bituminosi, tradizionalmente percepito come ad alto impatto, oggi può diventare un modello virtuoso grazie a pratiche attente, monitoraggi puntuali e certificazioni riconosciute a livello internazionale.Cicchetti Appalti e Costruzioni, da sempre orientata alla qualità e all’innovazione, ha scelto di intraprendere un percorso di responsabilità ambientale che trova piena espressione nella certificazione ISO 14001 e nell’adozione di strumenti avanzati per il controllo degli odori e delle polveri diffuse. La certificazione ISO 14001: garanzia di un sistema di gestione ambientale La ISO 14001 è una delle certificazioni più importanti in ambito ambientale: non si tratta di un semplice riconoscimento formale, ma di una vera e propria metodologia di lavoro. Questa norma internazionale definisce i requisiti per implementare un sistema di gestione ambientale capace di monitorare, ridurre e migliorare costantemente l’impatto delle attività produttive. Per Cicchetti Appalti e Costruzioni la certificazione ISO 14001 rappresenta un impegno quotidiano: pianificare e controllare ogni fase del processo produttivo, ridurre gli sprechi, ottimizzare l’utilizzo delle risorse e garantire un rapporto trasparente con clienti, istituzioni e comunità locali. Monitoraggio degli odori: rispetto per il territorio e le comunità Uno degli aspetti più delicati legati alla produzione di conglomerati bituminosi è la possibile emissione di odori durante le fasi di lavorazione. Per prevenire qualsiasi disagio e garantire la massima sostenibilità, Cicchetti Appalti e Costruzioni ha attivato sistemi di monitoraggio avanzati, capaci di rilevare in tempo reale la presenza e l’intensità delle emissioni odorigene. Questo approccio consente di: Un impegno che non si traduce solo in conformità normativa, ma soprattutto in una scelta etica: convivere in armonia con l’ambiente e con le comunità che vivono nelle aree vicine agli impianti. Controllo delle polveri diffuse: tecnologie per un’aria più pulita Accanto agli odori, un altro aspetto monitorato con la massima attenzione riguarda le polveri diffuse. Si tratta di particelle che possono generarsi durante le fasi di movimentazione dei materiali e che, se non gestite, rischiano di incidere sulla qualità dell’aria. Cicchetti Appalti e Costruzioni ha adottato soluzioni tecniche avanzate per ridurre drasticamente queste emissioni: Queste pratiche dimostrano un’attenzione concreta, non solo al rispetto delle normative, ma anche alla salute delle persone e alla tutela dell’ambiente. Perché scegliere un’azienda certificata e responsabile Per i clienti, pubblici e privati, affidarsi a un’azienda come Cicchetti Appalti e Costruzioni significa avere la garanzia di collaborare con un partner che non solo offre prodotti di altissima qualità, ma che lavora con un approccio trasparente e sostenibile.La certificazione ISO 14001 e i monitoraggi ambientali costanti diventano un vero e proprio valore aggiunto, capace di fare la differenza nella scelta di un fornitore. Le amministrazioni pubbliche, in particolare, trovano in Cicchetti un alleato affidabile per progetti che devono rispondere a criteri ambientali sempre più stringenti, mentre i privati apprezzano la serietà di un’azienda che unisce performance tecniche e responsabilità sociale. La filosofia Cicchetti: innovazione al servizio dell’ambiente La sostenibilità per Cicchetti Appalti e Costruzioni non è un’etichetta da esibire, ma un percorso di crescita continua. Ogni investimento tecnologico, ogni nuova procedura adottata e ogni certificazione conseguita hanno un obiettivo comune: ridurre l’impatto ambientale e costruire infrastrutture nel rispetto delle generazioni future. Grazie alla certificazione ISO 14001 e all’implementazione dei monitoraggi ambientali, l’azienda si posiziona come punto di riferimento nel settore dei conglomerati bituminosi, unendo tradizione, innovazione e responsabilità. Conclusione In un contesto in cui la sostenibilità ambientale è una priorità irrinunciabile, Cicchetti Appalti e Costruzioni dimostra come sia possibile conciliare esigenze produttive, qualità del prodotto e rispetto per il territorio. Con la certificazione ISO 14001, i sistemi di monitoraggio degli odori e delle polveri e un approccio orientato al miglioramento continuo, l’azienda si distingue come un partner solido e consapevole, capace di garantire risultati concreti e duraturi. Scegliere Cicchetti significa affidarsi a una realtà che fa della responsabilità ambientale un pilastro del proprio lavoro, trasformando ogni progetto in un’opportunità per costruire un futuro più pulito e sostenibile.
I Borghi dei Monti Prenestini Un’Estate tra Paesaggi Incantati

A poca distanza dalla frenesia della capitale, i Monti Prenestini offrono un rifugio ideale per chi cerca una pausa rigenerante. Che si tratti di un weekend o di una vacanza più lunga, Castel San Pietro Romano, Capranica Prenestina e Rocca di Cave si presentano come tre gemme nascoste, pronte a svelare la loro bellezza artistica, i panorami mozzafiato, le storie antiche, le tradizioni autentiche e le prelibatezze enogastronomiche locali. Un Viaggio Senza Tempo Immersi nella Natura Con la loro natura lussureggiante, l’aria cristallina e le viste spettacolari, i Monti Prenestini sono un invito a staccare dalla routine. Qui è possibile riconnettersi con sé stessi attraverso passeggiate, escursioni a cavallo, percorsi ciclabili o arrampicate lungo oltre 40 sentieri naturali, recentemente recuperati e valorizzati. Questi percorsi, adatti a tutti, compresi coloro con mobilità ridotta, si snodano tra boschi secolari, antiche rovine romane e medievali, cascate e ruscelli. Capranica Prenestina: Una Terrazza sul Lazio e un Legame con la Fede Ancora più in alto, quasi sospesa tra le nuvole, si trova Capranica Prenestina, un borgo che incanta con la sua natura e il ricco patrimonio storico-artistico. Passeggiando tra le sue vie, si scopre la Chiesa di Santa Maria Maddalena, con la sua raffinata cupola attribuita ai seguaci del Bramante. Per gli amanti della natura e della spiritualità, il sentiero che conduce al Santuario della Mentorella è un’esperienza da non perdere. Fondato nel IV secolo d.C., è uno dei più antichi luoghi mariani d’Italia e d’Europa, situato a Guadagnolo, la frazione più alta del Lazio (1.218 metri s.l.m.). Raggiungerlo è un’avventura che ripaga con panorami sconfinati. Il Museo Civico Naturalistico dei Monti Prenestini, ospitato nello storico Palazzo Barberini, offre un viaggio interattivo alla scoperta della biodiversità locale. Il Castagneto Prenestino, con i suoi sentieri ombrosi e tronchi maestosi, è un patrimonio agricolo e un simbolo del borgo, celebrato ogni anno con la festa della castagna. La Mosciarella, una pregiata castagna con radici antiche, è un Presidio Slow Food e protagonista di una grande festa a novembre. Rocca di Cave: Un Balzo nel Passato Geologico e Astronomico Proseguendo l’esplorazione, si giunge a Rocca di Cave, un borgo adagiato a ridosso delle mura di una torre di avvistamento del X secolo. Qui si trova il Museo Civico Geopaleontologico, custode di collezioni legate al territorio, inclusi i resti scheletrici di “Tito”, il primo sauropode italiano scoperto nel 2016 sui Monti Prenestini. A Rocca di Cave è possibile ripercorrere la millenaria storia del territorio attraverso emozionanti escursioni. Il sentiero Anello della Scogliera è un percorso affascinante, lungo circa 3 km, che inizia e termina al Museo Geoplanetario. Offre due splendidi punti panoramici: uno vicino al Castello Colonna e l’altro a Punta dell’Olma, con vista sulla Valle del Sacco e i Monti Lepini. Questo itinerario si snoda lungo una “scogliera” calcarea ricca di fossili cretacici, offrendo un viaggio suggestivo tra stratificazioni rocciose che narrano di antichi fondali marini popolati da molluschi, ricci di mare e coralli. Pannelli didattici lungo il percorso illustrano la storia geologica e la fauna marina di milioni di anni fa. Rocca di Cave è un vero tesoro di testimonianze geologiche antichissime, con fossili di oltre cento milioni di anni fa, rendendola un punto di riferimento per gli studi paleoambientali e paleogeografici. E se la terra non basta a saziare la curiosità, il Geomuseo Planetario di Rocca di Cave offre la possibilità di esplorare l’universo, osservare stelle e pianeti, perdersi tra le meraviglie dell’astronomia. Castel San Pietro Romano: Dove la Storia Incontra il Cinema Arroccato sul Monte Ginestro a 760 metri d’altezza, Castel San Pietro Romano domina la valle con la grazia di uno scrigno prezioso. Annoverato tra “I Borghi più belli d’Italia”, questo paese è celebre non solo per la sua architettura, ma anche per aver fatto da sfondo a capolavori cinematografici. Negli anni ’50, fu scelto da Luigi Comencini come set per “Pane, amore e fantasia”, rendendo iconiche le interpretazioni di Gina Lollobrigida e Vittorio De Sica. Le radici di Castel San Pietro Romano affondano nell’età del Bronzo, con testimonianze millenarie come le mura poligonali del VI secolo a.C. e la maestosa Rocca dei Colonna. Restaurata all’inizio degli anni Duemila, la Rocca è oggi uno dei luoghi più suggestivi della zona. Per un’immersione completa, il MUDI (Museo Diffuso) offre un percorso sensoriale unico, dove storia e paesaggio dialogano in un’esperienza coinvolgente. Imperdibile è anche il Monumento Naturale Valle delle Cannucceta, un’area protetta dal 1995, che offre un percorso ad anello tra sorgenti, cunicoli e alberi secolari di notevoli dimensioni, come aceri, cerri e querce, essenziale per la conservazione del patrimonio naturale locale. E per chi ama i sapori autentici, il Giglietto Prenestino, un fragrante biscotto locale, è un Presidio Slow Food che incanta con la sua tradizione dolciaria. Siete pronti a lasciarvi conquistare dal fascino e dalla tranquillità di questi luoghi unici?
Carchitti: fragole, storia e fascino rurale nei Colli Prenestini

Carchitti (frazione di Palestrina, RM), luglio 2025 – Tra le colline dei Colli Prenestini, a circa 1 km da un centro più noto come Palestrina, sorge Carchitti, un piccolo borgo agricolo che sorprende per la sua storia recente e per una vocazione territoriale molto radicata. Pur contenendo poche decine di abitanti, il borgo merita una visita per la sua autenticità e per le tradizioni ancora vive, in poche parole un gioiello tutto da scoprire. Dalle carestie alla “fragolicoltura” Carchitti (frazione di Palestrina, RM), luglio 2025 – Tra le colline dei Colli Prenestini, a circa 1 km da un centro più noto come Palestrina, sorge Carchitti, un piccolo borgo agricolo che sorprende per la sua storia recente e per una vocazione territoriale molto radicata. Pur contenendo poche decine di abitanti, il borgo merita una visita per la sua autenticità e per le tradizioni ancora vive, in poche parole un gioiello tutto da scoprire. Dalle carestie alla “fragolicoltura” Fondato alla fine del XIX secolo, Carchitti nacque in seguito a una carestia che spinse alcune famiglie originarie dei Monti Prenestini a trasferirsi su un terreno più favorevole alla coltivazione. L’area apparteneva al comune di Palestrina e si rivelò idonea alle coltivazioni: in particolare la fragola, diventata nel tempo il prodotto simbolo del borgo. La Sagra delle Fragole di Carchitti celebra l’identità agricola del paese, giunta nel 2016 alla sua 38ª edizione. Dove si trova e com’è fatto Carchitti si estende a circa 416 metri di altitudine, in una zona collinare che guarda verso la pianura romana e la Valle del Sacco. È situata a breve distanza non solo da Palestrina, ma anche da Zagarolo, in una posizione strategica lungo la via Casilina e non lontano dall’ingresso sull’autostrada A1. Il borgo è caratterizzato da case indipendenti, stradine tranquille e una dimensione raccolta che lo rende ideale per una visita lenta e autentica. Tradizione e comunità La vocazione agricola e l’identità contadina hanno plasmato la vita del borgo. La Sagra delle Fragole non è soltanto un evento gastronomico, ma una festa popolare che unisce comunità e visitatori attorno ai prodotti della terra. Si tratta di un momento di convivialità che valorizza la storia del luogo: un borgo che nacque per motivi pratici (sfuggire alla carestia) e che è fiorito attorno a una coltura che è diventata simbolo. Un’oasi tranquilla vicino a Palestrina Pur trovandosi vicino a un centro storico ben più noto come Palestrina, Carchitti conserva una dimensione intima e rurale. Fa parte di un territorio più ampio che include bellezze archeologiche e paesaggistiche, ma è proprio il suo carattere discreto che lo rende interessante. Chi desidera fuggire dai percorsi turistici tradizionali può trovare in questa frazione una parentesi autentica idealmente completa per una gita, un pranzo contadino o anche una semplice passeggiata tra le coltivazioni di fragole. Un tesoro poco noto Carchitti rappresenta uno dei volti più sinceri dei Colli Prenestini: non un borgo monumentale, ma un luogo di vita. Dove la storia recente diventa racconto collettivo. Dove una coltura (la fragola) diventa identità. E dove la semplicità diventa valore. Visitare Carchitti significa assaporare le atmosfere della provincia romana più autentica, in un contesto agricolo e familiare, tra campi, case e un borgo che ha fatto della fragolicoltura la sua ragione d’essere.na, Carchitti conserva una dimensione intima e rurale. Fa parte di un territorio più ampio che include bellezze archeologiche e paesaggistiche, ma è proprio il suo carattere discreto che lo rende interessante. Chi desidera fuggire dai percorsi turistici tradizionali può trovare in questa frazione una parentesi autentica idealmente completa per una gita, un pranzo contadino o anche una semplice passeggiata tra le coltivazioni di fragStrumenti ChatGPT può commettere errori. Assicurati di verificare le informazioni importanti. Vedi Preferenze sui cookie.
Eccellenza tecnologica e controllo di qualità con l’Impianto Benninghoven TBA4000

Da anni punto di riferimento nel settore delle infrastrutture e delle costruzioni, Cicchetti Appalti e Costruzioni si distingue per l’elevato standard qualitativo dei suoi lavori, per la sostenibilità ambientale e per l’adozione delle più avanzate tecnologie. Un esempio tangibile di questo approccio è rappresentato dall’impianto Benninghoven TBA4000, autentico fiore all’occhiello dell’azienda, progettato per garantire prestazioni elevate nel pieno rispetto dell’ambiente e della sicurezza. Tecnologia all’avanguardia al servizio della sostenibilità L’impianto Benninghoven TBA4000 è stato concepito per coniugare produttività, rispetto ambientale e risparmio energetico. Ogni fase del processo produttivo è ottimizzata per ridurre le emissioni, contenere i consumi e garantire la massima qualità dei materiali. Le emissioni sono abbattute attraverso sistemi di aspirazione e filtraggio altamente performanti, che rispettano ampiamente i limiti imposti dalla normativa, contribuendo a un impatto ambientale estremamente contenuto. Anche il rumore prodotto dall’impianto è stato sensibilmente ridotto, e l’estetica delle strutture è curata nei minimi dettagli, con colori in armonia con il paesaggio circostante. Efficienza energetica e sicurezza operativa Dal punto di vista energetico, l’impianto si distingue per il rendimento degli essiccatori e del bruciatore, l’impiego di motori elettrici in classe A1, e l’utilizzo di inverter sui principali componenti per ottimizzare i consumi. Le superfici in temperatura sono coibentate con materiali ad alta efficienza, e le cisterne bitume sono riscaldate elettricamente per assicurare stabilità termica e sicurezza, eliminando l’uso dell’olio diatermico. La sicurezza degli operatori è garantita da una serie di accorgimenti strutturali e impiantistici: cofanature protettive, scale e passarelle larghe e comode, sistemi di blocco elettrico e protezioni meccaniche dei cavi. Ogni dettaglio è pensato per tutelare chi lavora, anche nelle condizioni operative più complesse. Caratteristiche tecniche di alto livello L’impianto presenta una capacità produttiva nominale di 240 tonnellate/ora e integra numerose componenti tecnologiche: Grazie a queste dotazioni, l’impianto può lavorare con grande flessibilità, garantendo l’aggiunta di materiale riciclato fino all’80%, mantenendo alti gli standard qualitativi. Il laboratorio: controllo qualità e affidabilità A completare l’eccellenza dell’impianto c’è il laboratorio interno dell’azienda, dove vengono effettuati controlli e prove tecniche su conglomerati bituminosi, bitumi e inerti. I materiali sono prelevati direttamente dall’impianto o campionati dalle forniture provenienti dalle cave. Ogni test è eseguito secondo un programma rigoroso, in linea con le normative UNI, assicurando così la costanza delle prestazioni e la conformità ai requisiti previsti per le opere stradali e infrastrutturali. Il laboratorio rappresenta un tassello fondamentale nella strategia di qualità di Cicchetti Appalti e Costruzioni: grazie alla competenza del personale tecnico e alla dotazione strumentale aggiornata, l’azienda è in grado di garantire materiali sempre affidabili e prestazioni elevate, in ogni fase del progetto.Ci concentriamo su analisi approfondite di conglomerati bituminosi, bitumi e inerti sfusi. Questi materiali vengono prelevati direttamente dal nostro impianto di produzione o campionati dalle forniture provenienti dalle cave. Ogni test è condotto seguendo una programmazione prestabilita e in stretta osservanza delle normative UNI, assicurando che ogni prodotto rispetti i più alti standard di settore. Questo ci permette di monitorare costantemente la qualità, dalla materia prima al prodotto finito, offrendo ai nostri clienti la massima affidabilità. Per ulteriori informazioni sull’azienda e i suoi servizi, è possibile visitare il sito Cicchetti Appalti e Costruzioni. Cicchetti Appalti e Costruzioni dimostra ogni giorno come innovazione, sicurezza e rispetto ambientale possano convivere con un’efficienza produttiva ai massimi livelli. L’Impianto Benninghoven TBA4000 e il laboratorio interno sono la prova concreta di un impegno costante verso l’eccellenza.