La Leggenda di San Gregorio da Sassola e la Rupe di Capranica

I Colli Prenestini offrono un paesaggio fatto di creste calcaree, fossati scoscesi e borghi arroccati che sembrano sfidare la gravità. In questo contesto orografico impervio e suggestivo si sono sviluppati centri urbani in cui la natura e l’architettura si compenetrano, dando vita a storie di eremiti, santi e fortificazioni inespugnabili. A Capranica Prenestina, il borgo situato sulla vetta più alta del gruppo montuoso, la maestosa Cupola del Vignola domina un panorama che spazia fino al mare. Una delle leggende più radicate nella memoria del territorio riguarda la fondazione di San Gregorio da Sassola e la figura di Papa Gregorio Magno. La tradizione vuole che il pontefice, nel VI secolo d.C., per sfuggire alle devastanti incursioni dei Longobardi e trovare meditazione, si fosse rifugiato tra le forre isolate e inaccessibili dei Colli Prenestini. In questi anfratti naturali, protetti da pareti di roccia e fitti boschi di castagno, il santo fondò monasteri e luoghi di preghiera, lasciando un’impronta spirituale che ha plasmato l’identità di questi borghi. Poco distante, la rocca di Poli e i sentieri dei Monti Prenestini custodiscono le tracce del brigantaggio e delle contese tra le famiglie nobiliari dei Colonna e dei Conti. Ogni pietra, dai monumentali ponti romani dell’Acquedotto fino ai resti dei castelli arroccati, narra di un territorio difeso con tenacia, dove il paesaggio aspro ha protetto per secoli la cultura e l’indipendenza delle comunità locali.
Verrio Flacco e il mistero dei Fasti Prenestini

Tra le ripide pendici dei Colli Prenestini, dove oggi sorge Palestrina, la storia antica non è custode soltanto di santuari monumentali, ma dell’idea stessa con cui i Romani misuravano il tempo e organizzavano il proprio mondo. Molto prima che il calendario diventasse un oggetto cartaceo o digitale, la scansione dei giorni, delle feste religiose e delle ricorrenze civili era affidata al marmo e alla pietra. Tra le testimonianze più straordinarie dell’antichità classica spiccano i Fasti Prenestini, un’opera monumentale che unisce erudizione, propaganda e astronomia. Realizzati tra il 6 e il 10 d.C., i Fasti portano la firma intellettuale di Marco Verrio Flacco, tra i più celebri grammatici del suo tempo e precettore fidato dei nipoti dell’imperatore Augusto (Lucio e Gaio Cesare). Nato probabilmente a Praeneste, Verrio Flacco volle donare alla sua città natale un calendario monumentale composto da dodici grandi lastre di marmo — una per ciascun mese — affisse pubblicamente nel Foro cittadino. Non si trattava di un semplice promemoria per i giorni di mercato o per le udienze giudiziarie: esporre i Fasti nel Foro significava mostrare al popolo la nuova architettura del potere augusteo. Attraverso le incisioni nel marmo, il calendario registrava passaggi fondamentali per la civiltà romana: vi era annotata la riforma dell’anno bisestile introdotta da Giulio Cesare, insieme alla modifica fortemente voluta da Augusto, che rinominò il mese di Sextilis in Augustus (l’odierno agosto) per celebrare la propria grandezza politico-militare. Se in età arcaica la conoscenza del tempo era un segreto gelosamente custodito dai sacerdoti e rivelato solo su decisione dei pontefici, la monumentalizzazione del calendario ne sanciva la dimensione pubblica e politica. Delle dodici lastre originarie, la terra dei Colli Prenestini ha restituito solo preziosi frammenti a partire dalla fine del XVIII secolo, relativi ai mesi di gennaio, marzo, aprile e dicembre. Oggi, per ammirare i frammenti marmorei originali occorre recarsi al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo a Roma, ma la memoria dell’opera vive vivida a Palestrina: il Museo Archeologico Nazionale, alloggiato all’interno del rinascimentale Palazzo Barberini in cima all’antico Santuario della Fortuna Primigenia, ne custodisce una fedele ricostruzione. Guardare da vicino le iscrizioni di Verrio Flacco significa immergersi in un’epoca in cui anche lo scorrere dei giorni era scolpito nell’eternità della pietra.
A Bellegra tornano le Tacchie ai Funghi Porcini

Dove: Bellegra (RM), Piazza del Municipio e centro del paeseQuando: 9, 10 e 11 ottobre 2026Cosa trovare: tacchie ai funghi porcini, prodotti tipici, artigianato, musica e folklore A Bellegra ottobre è dedicato a uno dei piatti più caratteristici della cucina locale. Dopo il primo appuntamento di inizio mese, dal 9 all’11 ottobre torna la 18ª Sagra delle Tacchie ai Funghi Porcini, manifestazione che unisce gastronomia, artigianato, musica e tradizioni del borgo. Le tacchie sono una pasta fatta a mano preparata con acqua, farina e uova. L’impasto viene lavorato e successivamente tagliato a mano in forme irregolari, secondo una preparazione tradizionale che trova nei funghi porcini uno degli abbinamenti più caratteristici. La sagra si sviluppa nel centro di Bellegra attraverso stand gastronomici e artigianali. I visitatori potranno quindi assaggiare il piatto protagonista dell’evento e, allo stesso tempo, scoprire altri prodotti del territorio. La scelta di dedicare la manifestazione a un piatto della cucina locale permette di raccontare anche il rapporto tra gastronomia e territorio. Le tacchie appartengono infatti a una tradizione casalinga e popolare che nel corso degli anni è diventata uno degli elementi riconoscibili della cucina bellegrana. Durante il fine settimana non mancheranno musica e appuntamenti folkloristici. La festa non sarà quindi soltanto un’occasione per sedersi a tavola, ma un momento di incontro che coinvolgerà le strade e le piazze del paese. Tra gli appuntamenti più caratteristici del secondo weekend ci sarà anche il corteo storico “Gens Vitellia”, previsto per domenica 11 ottobre. L’iniziativa permetterà di riportare il pubblico indietro nel tempo, collegando la festa gastronomica alla storia e alle origini del borgo. L’evento può diventare inoltre un’occasione per visitare Bellegra e il territorio dei Colli Prenestini in un periodo dell’anno particolarmente adatto alle passeggiate e alla scoperta dei piccoli centri dell’area. La sagra si rivolge quindi a un pubblico molto ampio: dagli appassionati di cucina tradizionale alle famiglie, fino a chi vuole semplicemente trascorrere una giornata fuori porta e conoscere uno dei prodotti gastronomici più rappresentativi di Bellegra. La 18ª edizione della Sagra delle Tacchie ai Funghi Porcini si svolgerà anche nel weekend del 9-11 ottobre, con degustazioni a pranzo e cena e un programma di iniziative collaterali.
Sapori d’autunno nei Monti Prenestini

Il territorio dei Monti Prenestini, situato nel Lazio a sud di Roma, custodisce un patrimonio enogastronomico di grande valore, profondamente legato alle tradizioni contadine locali e alla stagionalità dei prodotti della terra. Con l’arrivo della stagione autunnale, i borghi di quest’area, tra cui Palestrina, Zagarolo, San Cesareo e Genazzano, riscoprono ricette storiche e ingredienti genuini che affondano le radici nella storia rurale della comunità. Tra le specialità più rinomate che caratterizzano la cucina tradizionale figurano i celebri gnocchetti, preparati rigorosamente a mano con acqua e farina, noti localmente come gnocchetti a coda de soreca. Questo formato di pasta tipico di Zagarolo rappresenta un elemento identitario fondamentale: una sorta di tagliatella spessa e ruvida nata come piatto povero, ideale per trattenere sughi robusti. Accanto alla pasta fatta in casa, un ruolo di primo piano spetta alle eccellenze della carne. Tra i piatti più caratteristici spicca il tordo matto di Zagarolo, un involtino di carne equina speziato e arrotolato, inserito tra i prodotti agroalimentari tradizionali del Lazio. Le carni e gli insaccati di produzione artigianale, uniti alla panificazione tradizionale realizzata con lievito madre, completano l’offerta delle botteghe e delle trattorie storiche sparse tra i vari centri. La ristorazione locale valorizza costantemente questi ingredienti attraverso ricette tramandate di generazione in generazione, offrendo ai visitatori la possibilità di riscoprire sapori autentici in un contesto paesaggistico e culturale di grande fascino. Le ricette tradizionali dei Monti Prenestini si distinguono inoltre per la loro capacità di evitare gli sprechi alimentari, un principio cardine della cucina contadina del passato. Ogni ingrediente veniva utilizzato in tutte le sue parti, e gli avanzi della cucina venivano abilmente trasformati in nuovi piatti saporiti e nutrienti. Questo approccio circolare alla preparazione dei cibi rappresenta oggi un insegnamento prezioso e di grande attualità, che merita di essere riscoperto e valorizzato nell’ambito di una moderna educazione alimentare e di una cucina consapevole. La trasmissione della memoria culinaria avviene non solo attraverso i ricettari scritti o i menù dei ristoranti, ma soprattutto attraverso il racconto orale, la condivisione familiare e il lavoro quotidiano delle persone che abitano il territorio. Le nuove generazioni di cuochi, ristoratori e produttori locali stanno dimostrando una grande sensibilità nel raccogliere questa eredità, unendo il rispetto per la tradizione con l’innovazione nelle tecniche di lavorazione e presentazione dei piatti, senza tuttavia tradire l’autenticità originaria dei sapori. Il legame con il territorio si esprime inoltre attraverso la produzione vinicola, testimoniata da denominazioni storiche come il vino bianco locale, perfetto per accompagnare le pietanze della tradizione nelle osterie del borgo. Durante il periodo autunnale, i menù dei ristoranti locali arricchiscono l’offerta gastronomica con l’impiego di funghi porcini raccolti nei boschi circostanti e castagne, che esaltano la vocazione agricola della zona. Scegliere di percorrere le strade dei Monti Prenestini in questo periodo dell’anno significa dunque intraprendere un viaggio nei sapori della tradizione, capace di unire la scoperta dei borghi antichi al piacere di una cucina genuina.
San Cesareo, torna la Sagra dell’Uva e dei Prodotti Tipici

Dove: San Cesareo, centro urbanoQuando: 25, 26 e 27 settembre 2026Organizzazione: Pro Loco San Cesareo L’ultimo weekend di settembre porta a San Cesareo uno degli appuntamenti gastronomici più importanti del calendario locale: dal 25 al 27 settembre torna la 56ª Sagra dell’Uva e dei Prodotti Tipici. La manifestazione è inserita nel programma dell’Estate Sancesarese 2026 e si svolgerà nel centro urbano. La festa è dedicata all’uva e alle produzioni gastronomiche del territorio e rappresenta uno degli appuntamenti autunnali più legati alla tradizione agricola della zona. Il programma dell’Estate Sancesarese, pubblicato dal Comune, individua nelle giornate del 25, 26 e 27 settembre le date ufficiali della 56ª edizione, affidata alla Pro Loco San Cesareo. La sagra arriva alla fine di una stagione estiva particolarmente ricca di iniziative nel comune. Il calendario 2026 ha infatti accompagnato i mesi estivi con feste di quartiere, appuntamenti gastronomici, attività all’aperto e iniziative organizzate dalle associazioni locali. La Sagra dell’Uva rappresenta il passaggio verso la programmazione autunnale, mantenendo al centro uno dei prodotti che storicamente caratterizzano le feste agricole e gastronomiche dell’area. Il centro urbano diventerà quindi il punto di riferimento per le attività della manifestazione durante i tre giorni. Per residenti e visitatori sarà l’occasione per vivere San Cesareo attraverso prodotti locali, tradizione e momenti di socialità. Il valore di una sagra di questo tipo non riguarda soltanto l’aspetto gastronomico. Questi appuntamenti permettono infatti di mantenere vivo il rapporto tra il territorio e le sue produzioni, riportando nelle piazze elementi della cultura rurale che hanno caratterizzato per generazioni l’economia e la vita sociale dei comuni prenestini. L’evento si inserisce inoltre in un periodo particolarmente ricco di manifestazioni dedicate al cibo e alle tradizioni nel Lazio. L’ultimo fine settimana di settembre vede infatti numerose sagre distribuite nelle diverse province regionali. Per San Cesareo, la 56ª edizione rappresenta anche uno degli appuntamenti conclusivi dell’Estate Sancesarese 2026. Il programma estivo ufficiale del Comune arriva infatti fino alla fine di settembre e comprende, oltre alla Sagra dell’Uva, diversi appuntamenti realizzati dalle associazioni e dai comitati del territorio. La manifestazione è quindi un’occasione per trascorrere una giornata fuori porta senza allontanarsi dalla zona dei Colli e Monti Prenestini. San Cesareo si trova infatti in una posizione facilmente raggiungibile dai comuni dell’area e può essere inserita in un itinerario alla scoperta dei centri storici e delle tradizioni locali. Il fine settimana del 25, 26 e 27 settembre sarà dunque dedicato all’uva e ai prodotti tipici, con la Pro Loco impegnata nell’organizzazione della manifestazione e il centro urbano come scenario principale. Per conoscere il programma dettagliato degli appuntamenti, degli spettacoli e degli eventuali stand gastronomici è consigliabile consultare gli aggiornamenti ufficiali del Comune e della Pro Loco in prossimità delle giornate della festa.
San Cesareo, Zagarolo e Valmontone: il Museumgrandtour arriva nei Monti Prenestini

Dove: San Cesareo, Zagarolo, Valmontone e ArtenaQuando: 26 e 27 settembre 2026Ingresso: gratuito, prenotazione consigliata L’ultimo weekend di settembre offre un appuntamento particolarmente interessante per chi vuole scoprire il patrimonio storico e culturale dei Monti Prenestini. Il 26 e 27 settembre il programma autunnale degli Itinerari del Museumgrandtour arriva infatti tra San Cesareo, Zagarolo, Valmontone e Artena, proponendo visite guidate e percorsi dedicati alla storia del territorio. La manifestazione è partita il 13 settembre e proseguirà fino al 4 ottobre, coinvolgendo diversi comuni dei Castelli Romani e Prenestini. Il progetto mette in relazione musei, centri storici, aree archeologiche e paesaggi attraverso una serie di itinerari tematici. Gli appuntamenti sono gratuiti, con posti limitati e prenotazione consigliata. Sabato 26 settembre il percorso sarà dedicato alle antiche vie del viaggio e coinvolgerà San Cesareo e Zagarolo. Il programma mette in relazione la Ferrovia Museo della Stazione di Colonna con i percorsi storici di Zagarolo, ricostruendo il rapporto tra mobilità, territorio e trasformazioni storiche. Si tratta di un itinerario che permette di guardare il territorio non soltanto attraverso i monumenti, ma anche attraverso le strade e le infrastrutture che nel tempo hanno collegato i diversi centri dei Monti Prenestini. La giornata successiva, domenica 27 settembre, il Museumgrandtour si sposterà tra Valmontone e Artena. A Valmontone è prevista una visita alla rinnovata sezione archeologica del museo, attraverso la quale sarà possibile approfondire le origini della città e conoscere le testimonianze archeologiche legate al territorio. Nel pomeriggio il percorso raggiungerà Artena, dove l’itinerario sarà dedicato alla presenza della famiglia Borghese e al rapporto tra la nobile casata e la storia del borgo. Il Museumgrandtour propone quindi un modo diverso di vivere il territorio: non una singola visita a un museo, ma un percorso che collega luoghi differenti e costruisce una narrazione più ampia della storia locale. Il progetto proseguirà anche dopo settembre. Il 3 ottobre l’itinerario raggiungerà Nemi e il Museo Nazionale delle Navi, mentre il 4 ottobre la conclusione dell’edizione 2026 sarà affidata a Capranica Prenestina e Castel San Pietro Romano, con un percorso dedicato a natura, fotografia e paesaggio. Per chi vive nei Colli Prenestini, gli appuntamenti del 26 e 27 settembre rappresentano quindi una possibilità per riscoprire luoghi vicini attraverso un punto di vista storico e culturale. La particolarità della manifestazione è proprio nella sua dimensione territoriale: musei, centri storici e paesaggi vengono letti come parti di un unico patrimonio, superando i confini amministrativi dei singoli comuni. Le attività sono gratuite, ma i posti sono limitati e la prenotazione è consigliata. Per partecipare è quindi opportuno verificare in anticipo modalità, orari e disponibilità presso gli organizzatori.
San Cesareo, la 56ª Sagra dell’Uva chiude settembre

Dove: San Cesareo, centro urbanoQuando: 25, 26 e 27 settembre 2026Organizzazione: Pro Loco San Cesareo A San Cesareo l’ultimo fine settimana di settembre è dedicato alla tradizione e ai prodotti del territorio. Dal 25 al 27 settembre torna infatti la 56ª Sagra dell’Uva e dei Prodotti Tipici, uno degli appuntamenti inseriti nel calendario dell’Estate Sancesarese 2026. La manifestazione è organizzata dalla Pro Loco San Cesareo e si svolgerà nel centro urbano. La sagra arriva al termine del programma estivo ufficiale del Comune, che ha accompagnato San Cesareo durante i mesi di luglio, agosto e settembre con numerose iniziative organizzate dalle associazioni e dai comitati locali. Il calendario comunale individua proprio nelle giornate del 25, 26 e 27 settembre l’appuntamento con la 56ª edizione della Sagra dell’Uva e dei Prodotti Tipici. L’evento rappresenta uno degli appuntamenti gastronomici tradizionali della zona e porta al centro dell’attenzione l’uva e le produzioni legate alla cultura alimentare locale. Le sagre dedicate ai prodotti agricoli hanno infatti una funzione che va oltre la semplice degustazione. Sono occasioni nelle quali il territorio racconta la propria storia attraverso prodotti, ricette e tradizioni che vengono riproposti all’interno degli spazi pubblici. A San Cesareo la sagra rappresenta inoltre un appuntamento di fine estate. Il mese di settembre segna infatti il passaggio dalla programmazione estiva alle iniziative autunnali e la festa dell’uva diventa uno degli ultimi grandi appuntamenti del calendario comunale. Durante i tre giorni della manifestazione il centro urbano sarà il punto di riferimento per cittadini e visitatori, con iniziative dedicate alla gastronomia e alla convivialità. L’appuntamento si inserisce in un periodo particolarmente ricco per i comuni dei Monti Prenestini. Nello stesso weekend sono infatti previsti eventi culturali e sportivi a Palestrina, Zagarolo, Valmontone e altri centri dell’area. Il 26 settembre, inoltre, San Cesareo sarà coinvolta negli itinerari autunnali del Museumgrandtour, con un percorso dedicato alle antiche vie del viaggio che collegherà il territorio con Zagarolo. La presenza di questi appuntamenti nello stesso fine settimana permette quindi di costruire una giornata più ampia alla scoperta del territorio: dalla cultura alla gastronomia, passando per la storia delle infrastrutture e dei collegamenti che hanno caratterizzato l’area prenestina. Per chi vive nei comuni vicini, la Sagra dell’Uva rappresenta una delle occasioni di settembre per trascorrere una serata all’aperto, incontrare produttori e associazioni e riscoprire alcuni dei sapori legati alla tradizione locale. La 56ª edizione si svolgerà dal 25 al 27 settembre nel centro urbano di San Cesareo. Per orari e programma dettagliato delle singole giornate è opportuno fare riferimento agli aggiornamenti della Pro Loco e del Comune.
Valmontone, quattro giorni di festa per San Luigi Gonzaga

Dove: Valmontone, centro storicoQuando: dal 24 al 27 settembre 2026Ingresso: libero per gli appuntamenti pubblici Valmontone si prepara a vivere quattro giornate dedicate a San Luigi Gonzaga, patrono della città. Dal 24 al 27 settembre il centro cittadino ospiterà un programma che unisce cultura, tradizione, appuntamenti religiosi, memoria e spettacolo. I festeggiamenti inizieranno giovedì 24 settembre con la cerimonia di premiazione della IV edizione del Premio Letterario “Città di Valmontone”, appuntamento culturale inserito nel calendario della festa. Il programma proseguirà nei giorni successivi con gli appuntamenti legati alla tradizione religiosa. Sabato 26 settembre sarà infatti la giornata centrale delle celebrazioni dedicate al patrono. In programma la Santa Messa e la Solenne Processione di San Luigi Gonzaga attraverso le vie del centro storico. La processione sarà accompagnata dalla Banda Musicale Città di Valmontone e vedrà nuovamente protagonista la Macchina del Santo, portata a spalla dai cittadini. L’elemento religioso si inserisce all’interno di una festa che nel corso degli anni ha mantenuto anche una forte componente civile e culturale. Domenica 27 settembre sarà infatti dedicata a una serie di iniziative rivolte anche alla storia della città. Tra gli appuntamenti previsti c’è la Fiera delle Merci, manifestazione legata alla tradizione commerciale di Valmontone. La fiera rappresenta un elemento storico dei festeggiamenti di San Luigi. Il suo legame con l’antica fiera del bestiame è parte della storia della manifestazione e della stessa tradizione commerciale della città. Durante la giornata sono inoltre previste iniziative legate alla memoria della Liberazione e visite guidate a Palazzo Doria Pamphilj, uno dei principali edifici storici del centro di Valmontone. La parte finale della festa sarà invece dedicata alla musica. Piazza Umberto Pilozzi ospiterà infatti il concerto live di Enrico Nigiotti, inserito nel suo Maledetti Innamorati Summer Tour. Il programma crea quindi un percorso che attraversa diversi aspetti della vita cittadina: dalla letteratura alla storia, dalla tradizione religiosa alla fiera, fino alla musica dal vivo. La festa di San Luigi rappresenta anche un appuntamento importante per la valorizzazione del centro storico. Le celebrazioni coinvolgono infatti diverse piazze e strade del cuore cittadino, creando durante i quattro giorni un calendario diffuso , il fine settimana coincide inoltre con altri appuntamenti nei Monti Prenestini, tra cui la Festa dello Sport di Palestrina e gli itinerari del Museumgrandtour tra San Cesareo, Zagarolo, Valmontone e Artena. Per chi vuole trascorrere un fine settimana nella zona, Valmontone può quindi diventare una delle destinazioni da inserire in un itinerario più ampio dedicato alla cultura e alle tradizioni dei Monti Prenestini.
San Cesareo e Zagarolo, un viaggio tra rotaie, strade antiche e memoria

Dove: San Cesareo, Colonna e ZagaroloQuando: sabato 26 settembre 2026Evento: MuseumgrandtourIngresso: gratuito, prenotazione consigliata Sabato 26 settembre i Monti Prenestini diventano un percorso dedicato alla storia dei viaggi e delle comunicazioni con il nuovo appuntamento degli Itinerari del Museumgrandtour. La giornata, intitolata “Lungo le vie del viaggio: tra rotaie, antiche strade e cammini”, coinvolgerà in particolare San Cesareo e Zagarolo, mettendo in relazione la storia ferroviaria con quella delle antiche vie di comunicazione del territorio. Il primo appuntamento della giornata è previsto presso la Ferrovia Museo della Stazione di Colonna, dove sarà possibile ripercorrere oltre un secolo di storia della strada ferrata e conoscere il patrimonio legato alla ferrovia. Il percorso è costruito attorno alla memoria del viaggio. Le rotaie non vengono quindi considerate soltanto come infrastrutture, ma come elementi che hanno modificato il rapporto tra i centri abitati, favorendo gli spostamenti e contribuendo alle trasformazioni sociali ed economiche del territorio. Nel pomeriggio il percorso si sposterà verso Zagarolo, dove è prevista una passeggiata narrata tra vicoli e antiche vie di comunicazione. Il centro storico diventerà quindi il punto di partenza per raccontare il territorio attraverso le strade che nel tempo hanno collegato Zagarolo agli altri centri dei Prenestini. L’itinerario rappresenta uno degli appuntamenti dell’edizione autunnale del Museumgrandtour, rassegna che dal 13 settembre al 4 ottobre propone sette giornate tra musei, centri storici, aree archeologiche e paesaggi dei Castelli Romani e Prenestini. Tutti gli appuntamenti del programma sono gratuiti, con posti limitati e prenotazione consigliata. La caratteristica del Museumgrandtour è proprio quella di superare la semplice visita museale. Gli itinerari collegano infatti musei e territori, cercando di raccontare il patrimonio culturale direttamente nei luoghi nei quali è nato. Nel caso dell’appuntamento del 26 settembre, il tema del viaggio permette di mettere insieme archeologia, storia contemporanea, infrastrutture e urbanistica. Il percorso è particolarmente interessante anche per chi vive nei comuni coinvolti, perché consente di osservare luoghi conosciuti quotidianamente da una prospettiva differente. La giornata arriva inoltre in un weekend particolarmente ricco di iniziative. A San Cesareo è in programma la 56ª Sagra dell’Uva e dei Prodotti Tipici, mentre a Palestrina si svolgerà la Festa dello Sport. Il 26 settembre può quindi diventare una giornata dedicata alla scoperta del territorio, alternando cultura, passeggiate e gastronomia.
Sentieri storici e natura a San Vito Romano

Situato a un’altitudine di circa 650 metri sul livello del mare lungo la dorsale settentrionale dei Monti Prenestini, il borgo di San Vito Romano costituisce un punto d’osservazione panoramico di prim’ordine sul paesaggio dell’entroterra laziale. Il mese di settembre rappresenta il momento ideale per visitare questo centro urbano e i suoi dintorni, grazie alle condizioni meteorologiche stabili e a un patrimonio boschivo dominato da castagni, querci e faggi che incorniciano il territorio comunale. La storia di San Vito Romano è storicamente legata alla sua collocazione geografica strategica, posta a presidio delle vie di comunicazione che collegano la Valle del Sacco con la Valle del Giovenzano e il bacino dell’Aniene. Il centro storico, la cui parte più antica è denominata “Borgo Mario”, conserva la struttura urbanistica tipica dei villaggi fortificati medievali, caratterizzata da un tessuto di vicoli stretti, scalinate in pietra locale, archi e palazzi d’epoca. Tra le emergenze architettoniche di maggior rilievo spicca il Palazzo Theodoli, edificio nobiliare che fu sede della famiglia Theodoli, feudataria del luogo per diversi secoli. Il palazzo è affiancato da un parco pubblico alberato, dal cui belvedere si gode di una vista panoramica che abbraccia i vicini complessi montuosi dei Monti Caprini e dei Monti Simbruini. Dal punto di vista dell’escursionismo e delle attività all’aria aperta, San Vito Romano offre numerosi itinerari che si innestano nella rete dei sentieri tracciati dal CAI (Club Alpino Italiano). Uno dei percorsi più frequentati dagli appassionati di trekking è il sentiero che collega il centro abitato di San Vito Romano con i comuni limitrofi di Capranica Prenestina e Pisoniano. Il tracciato si snoda attraverso castagneti secolari e tratti di crinale roccioso, consentendo di osservare le peculiari formazioni geologiche calcaree che caratterizzano la dorsale dei Monti Prenestini. Lungo il cammino è possibile riscontrare forme di carsismo superficiale, come inghiottitoi e doline, oltre a una varietà di specie vegetali tipiche dei contesti sub-montani. L’area è inoltre habitat naturale per diverse specie di fauna selvatica, tra cui poiane, volpi e cinghiali. Un’escursione a San Vito Romano nella prima settimana di settembre permette anche di avvicinarsi alla tradizione enogastronomica locale, fortemente legata ai prodotti della terra e della montagna. La cucina del borgo propone primi piatti a base di pasta fresca fatta in casa, come le sagne e i gnocchi della tradizione prenestina, conditi con sughi a base di carni locali o con i primi funghi porcini raccolti nei boschi circostanti a seguito delle piogge di fine estate. Il comune è raggiungibile in automobile percorrendo la strada statale Empolitana oppure usufruendo delle linee di autobus del servizio di trasporto pubblico regionale COTRAL, con collegamenti diretti in partenza dal capolinea di Roma Ponte Mammolo e dalla stazione ferroviaria di Valmontone.