Un viaggio nel tempo lungo oltre due settimane, dove storia, spettacolo e tradizione si intrecciano in un racconto unico. Dal 23 aprile al 10 maggio 2026, Narni torna a vivere la sua anima medievale con la 58ª edizione della Corsa all’Anello, una delle manifestazioni più suggestive dell’Umbria.
Per l’occasione, il centro storico si trasforma in un grande palcoscenico a cielo aperto, animato da rievocazioni storiche, spettacoli, incontri culturali e momenti di forte partecipazione collettiva. Un evento capace di coinvolgere l’intera comunità e di attrarre ogni anno visitatori da tutta Italia.
Il cuore della manifestazione affonda le sue radici nel 1371, anno a cui si ispirano gli antichi statuti cittadini, da cui prende vita la tradizione della giostra equestre e dei riti in onore di San Giovenale.
Il programma è ampio e variegato, ma il momento più atteso resta la spettacolare sfida tra i tre terzieri cittadini – Mezule, Fraporta e Santa Maria – che si contendono l’anello d’argento in una gara equestre fatta di precisione, velocità e sangue freddo.
Accanto alla competizione, la città si anima con eventi che restituiscono uno spaccato autentico della vita medievale: botteghe, figuranti in costume, cerimonie religiose e iniziative culturali trasformano Narni in un’esperienza immersiva, capace di far dialogare passato e presente.
L’edizione 2026 è inoltre dedicata a Giovanni Boccaccio, nel 650° anniversario della sua morte. Le sue opere, e in particolare il Decameron, diventano chiave di lettura per raccontare il Medioevo non solo attraverso i grandi eventi, ma anche nella quotidianità, tra relazioni, mestieri e vita sociale.
Non mancano momenti di grande impatto visivo, come il Corteo Storico in notturna, che sfila tra le vie cittadine con centinaia di figuranti in abiti fedelmente ricostruiti, regalando uno spettacolo capace di emozionare pubblico e partecipanti.
La Corsa all’Anello non è solo una rievocazione, ma un’esperienza che coinvolge tutti i sensi: tra cultura, tradizione e identità, Narni si conferma ancora una volta uno dei luoghi simbolo del Medioevo italiano.









