Il Santuario di Fortuna a Palestrina

A circa 35 chilometri a est di Roma, sul versante meridionale dei Monti Prenestini, sorge l’antica città di Praeneste (l’odierna Palestrina). Il centro abitato ospita uno dei complessi monumentali e architettonici più imponenti e significativi dell’Italia antica: il Santuario della Fortuna Primigenia. Costruito e ampliato principalmente verso la fine del II secolo a.C., questo santuario ellenistico rappresenta un capolavoro dell’ingegneria e dell’architettura romana d’epoca repubblicana.

Architettura scenografica a terrazze

Il santuario si sviluppa lungo il rimontare del pendio del Monte Ginestro, integrandosi in modo scenografico con il paesaggio naturale circostante. La struttura venne progettata su una serie di terrazze sovrapposte, collegate tra loro da scalinate, rampe porticate e terrazzamenti in muratura di opus incertum e calcarenite.

  • Le rampe coperte: Alla base del complesso si aprono due ampie rampe coperte convergenti, che servivano a incanalare i fedeli verso le terrazze superiori, offrendo ombra e una prospettiva monumentale verso la pianura.
  • La Terrazza degli Emicicli: Salendo si raggiunge la terrazza caratterizzata da due nicchie semicircolari (emicicli) colonnate. Qui si trovavano aree dedicate al culto e alla divinazione.
  • La Terrazza della Cortina: Proseguendo verso l’alto si accede alla grande piazza porticata, chiusa sul fondo da un portico a tre bracci, al cui centro si apre la cavea teatrale semicircolare.
  • Il tholos sommitale: In cima alla struttura, al di sopra della gradinata del teatro, sorgeva il tempietto circolare (tholos), luogo in cui era collocata la statua di culto della dea Fortuna Primigenia.

Il culto di Fortuna Primigenia e l’oracolo

Il santuario era dedicato alla dea Fortuna Primigenia, divinità legata alla maternità, alla fertilità e alla sorte. L’appellativo “Primigenia” la identificava come prima generata o creatrice originaria.

L’elemento centrale della fama di Praeneste nel mondo antico era legato al suo oracolo e al rito delle Sorti Prenestine (Sortes). Secondo la descrizione fornita da Cicerone nell’opera De Divinatione, le sortes erano tavolette di legno di quercia recanti incise antiche scritte enigmatiche. Durante le consultazioni, un fanciullo estraeva a sorte una delle tavolette da un pozzo sacro (il locus religiosus); la frase incisa veniva poi interpretata dai sacerdoti per rispondere ai quesiti dei devoti.

Il Museo Archeologico Nazionale e il Mosaico del Nilo

Nel corso del Medioevo, la famiglia dei Colonna edificò la propria residenza nobiliare – l’attuale Palazzo Colonna Barberini – direttamente sopra le strutture superiori del santuario, inglobando la cavea teatrale e il portico sommitale.

Oggi il palazzo ospita il Museo Archeologico Nazionale di Palestrina, che conserva i reperti rinvenuti nel santuario, nelle necropoli e nel territorio urbano dell’antica Praeneste. L’opera di maggiore rilevanza artistica e storica custodita all’interno del museo è il celebre Mosaico del Nilo. Risalente alla fine del II secolo a.C., questo grandioso mosaico policromo raffigura in modo dettagliato il corso del fiume Nilo dall’Etiopia fino al delta del Mediterraneo durante la piena stagionale, con ricchezza di fauna, flora, scene di vita quotidiana e architetture dell’Egitto ellenistico.

Informazioni e consigli per la visita

  • Percorso di visita: La visita comprende sia l’area archeologica esterna del santuario – percorrendo le rampe e le terrazze storiche – sia le sale espositive del Museo Archeologico all’interno di Palazzo Barberini.
  • Prospettiva panoramica: Dalla Terrazza della Cortina e dai loggiati del palazzo si gode di un’ampia vista panoramica che domina la Valle del Sacco, i Monti Lepini e la pianura laziale.
  • Fruibilità: Trattandosi di un complesso monumentale articolato su più livelli con gradinate antiche, è raccomandato l’uso di calzature comode per la percorrenza dell’itinerario archeologico.

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