Il Festival del Tordo Matto a Zagarolo: Identità Storica e Valorizzazione del Territorio

Zagarolo – Il centro storico di Zagarolo si prepara ad ospitare il Festival del Tordo Matto, un appuntamento istituzionale ed enogastronomico di rilievo per il territorio dei Monti Prenestini e dei Castelli Romani, programmato dal 19 al 21 giugno 2026. L’evento, promosso dall’Amministrazione Comunale in stretta sinergia con la Pro Loco di Zagarolo, le associazioni locali e i commercianti del borgo, rappresenta il fulcro delle attività di valorizzazione delle tradizioni culinarie della comunità gabina prima dell’inizio della programmazione culturale estiva.

Che cos’è il Tordo Matto: Origini e Disciplinare

A dispetto del nome, che potrebbe trarre in inganno i non residenti, il Tordo Matto non è un piatto a base di selvaggina. Si tratta di un caratteristico involtino di carne equina farcito con un battuto aromatico rigorosamente codificato.

La ricetta prevede l’inserimento all’interno del taglio di carne di:

  • Grasso di prosciutto locale
  • Aglio
  • Prezzemolo
  • Coriandolo (comunemente denominato in dialetto locale “pitartima”)
  • Sale e spezie del territorio

La tradizione orale e i documenti storici del comune fanno risalire l’origine di questa preparazione al 1500. Secondo le ricostruzioni storiche locali, la ricetta nacque dall’ingegno delle famiglie contadine e dei pastori del territorio, che utilizzavano le spezie e le erbe aromatiche autoctone per preservare e insaporire la carne.

Nel 2023, a coronamento di un lungo percorso di tutela, il Tordo Matto di Zagarolo ha ufficialmente ottenuto il marchio De.Co. (Denominazione Comunale d’Origine). Questo riconoscimento, concesso ufficialmente dall’Amministrazione Comunale guidata dalla sindaca Emanuela Panzironi, certifica la tipicità del prodotto, garantendo l’autenticità degli ingredienti e il rispetto della ricetta storica tramandata nei secoli.

La Struttura del Festival e l’Itinerario del Gusto

Il festival è concepito come un vero e proprio “itinerario del gusto” che si snoda lungo le arterie principali e le piazze del nucleo antico del paese, partendo da Piazza Marconi fino a coinvolgere Corso Giuseppe Garibaldi.

L’organizzazione logistica si basa sull’allestimento di stand enogastronomici (storicamente compresi tra i 10 e i 12 punti di degustazione) gestiti dalle associazioni e dai ristoratori locali. Nelle diverse postazioni, i visitatori hanno la possibilità di assaggiare il Tordo Matto preparato secondo i due metodi tradizionali di cottura previsti dal disciplinare:

  1. Alla brace: che conferisce alla carne un sentore affumicato tipico delle feste di piazza.
  2. In padella: cottura che esalta la morbidezza del battuto di grasso interno e la concentrazione degli aromi della pitartima.

Oltre alla versione classica dell’involtino, le storiche botteghe artigiane del borgo introducono varianti nate per l’occasione, come i celebri ravioli di pasta all’uovo ripieni di Tordo Matto o le casarecce condite con il ragù bianco derivato dalla medesima carne. Il percorso degustativo prevede, inoltre, l’abbinamento sistematico della pietanza con i vini locali del territorio, coordinato da sommelier professionisti.

Attività Collaterali: Cultura, Intrattenimento e Didattica

L’evento non si esaurisce nell’offerta culinaria, ma integra un ricco programma culturale studiato per approfondire la storia e l’antropologia del cibo a Zagarolo. Lungo le vie del centro vengono predisposti spazi all’aperto dedicati a:

  • Showcooking e dimostrazioni pratiche: in cui mastri pastai e storici macellai locali mostrano pubblicamente le tecniche di taglio della carne equina e il corretto dosaggio delle spezie per la farcitura.
  • Conferenze e salotti letterari: incentrati sulla valorizzazione della cultura gabina e sulle produzioni agroalimentari d’eccellenza.
  • Laboratori didattici per bambini: ospitati prevalentemente negli spazi del Museo del Giocattolo di Zagarolo (situato presso lo storico Palazzo Rospigliosi), volti a educare le giovani generazioni ai sapori tradizionali e alla stagionalità delle materie prime.

Il tessuto urbano viene infine animato da intrattenimenti musicali dal vivo e performance di folklore locale dislocate a ridosso delle aree di ristoro, garantendo un flusso continuo di visitatori e residenti durante le tre serate del festival.

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