La frazione di Carchitti, situata nel territorio comunale di Palestrina, rappresenta un caso unico nel panorama enogastronomico del Lazio. Nel cuore della primavera, questa comunità celebra il legame con la terra attraverso due eventi storici: la Sagra delle Fragole e la Sagra dell’Asparago Selvatico. Queste manifestazioni non sono solo momenti di svago, ma costituiscono il fulcro dell’identità agricola e sociale di un territorio che ha saputo trasformare prodotti spontanei e coltivati in eccellenze riconosciute a livello regionale.
La Sagra della Fragola: Un’Eredità Storica
La fragola di Carchitti è il simbolo indiscusso della frazione. La sua coltivazione ha radici profonde, risalenti ai primi decenni del Novecento, quando i coloni provenienti prevalentemente dalle zone limitrofe (come l’area di Artena) iniziarono a dissodare questi terreni collinari. La Sagra, giunta alla sua 47ª edizione nel 2026, celebra solitamente la varietà conosciuta come “favetta”, apprezzata per la dolcezza intensa e il profumo persistente.
L’evento si svolge tradizionalmente nella piazza centrale (Piazza del Mercato) e coinvolge l’intero tessuto cittadino. Gli elementi certi che caratterizzano la festa sono:
- La sfilata dei carri allegorici: Un momento centrale dove i carri vengono decorati interamente con fragole fresche e composizioni floreali.
- La partecipazione delle “Fragolare”: Donne e ragazze in costume tipico che distribuiscono i frutti ai visitatori, portando avanti una tradizione estetica che richiama l’antico lavoro nei campi.
- L’aspetto economico: La fragola non è solo spettacolo, ma un prodotto che sostiene l’economia locale, con banchi di vendita diretta curati dai produttori del consorzio locale.
La Sagra dell’Asparago Selvatico: Il Sapore del Bosco

In parallelo alla dolcezza della fragola, Carchitti celebra l’asparago selvatico. A differenza dell’asparago coltivato, quello selvatico cresce spontaneamente nelle aree boschive che circondano i Monti Prenestini. La raccolta richiede perizia e profonda conoscenza del territorio, rendendo questo prodotto raro e prezioso.
La sagra dedicata all’asparago si focalizza principalmente sull’aspetto gastronomico. Le cucine degli stand propongono menu fissi dove l’ortaggio è protagonista assoluto:
- Primi piatti: Fettuccine o gnocchi conditi con sughi a base di asparagi selvatici, spesso abbinati a guanciale o prodotti del sottobosco.
- Frittate: La frittata di asparagi è il piatto tradizionale per eccellenza della zona, simbolo della cucina povera contadina che valorizzava ciò che la natura offriva gratuitamente.
Organizzazione e Calendario 2026
Per l’anno 2026, le date confermate per lo svolgimento delle celebrazioni sono i fine settimana del 9-10 maggio e del 16-17 maggio. L’organizzazione è affidata alla Pro Loco di Carchitti, in stretta collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Palestrina e le associazioni di categoria agricole.
L’impostazione logistica prevede:
- Aree Gastronomiche: Stand coperti dove è possibile degustare piatti caldi dalla mattina fino a tarda sera.
- Mercatini dell’Artigianato: Spazi dedicati all’esposizione di prodotti tipici locali e manufatti artigianali dei Monti Prenestini.
- Spettacoli dal vivo: Concerti di musica popolare e folkloristica che accompagnano le serate, mantenendo vivo lo spirito della festa di piazza.
Il Valore Culturale e Turistico
Queste sagre rappresentano un importante volano per il turismo esperienziale. Migliaia di visitatori raggiungono Carchitti non solo per il cibo, ma per riscoprire il contatto con i cicli stagionali della terra. La sinergia tra la fragola (prodotto della coltivazione intensiva e specializzata) e l’asparago selvatico (simbolo della raccolta spontanea) offre uno spaccato completo della biodiversità laziale.
Dal punto di vista istituzionale, la Sagra della Fragola gode spesso del patrocinio della Regione Lazio e dell’Arsial, a testimonianza del rigore con cui vengono selezionate le materie prime e della volontà di promuovere il marchio “Made in Lazio” in contesti nazionali. Partecipare a queste giornate significa contribuire alla salvaguardia di una micro-economia agricola che resiste alla grande distribuzione, puntando tutto sulla freschezza e sulla stagionalità assoluta.









