- 📅 QUANDO: Dal 31 Gennaio al 31 Ottobre 2026.
- 📍 DOVE: Palestrina (RM), presso il Palazzo dell’ex Seminario Vescovile al Foro di Praeneste (Piazza della Cortina).
- 🕙 ORARI: La mostra segue gli orari del Museo Archeologico Nazionale Prenestino (generalmente 9:00 – 20:00, con ultimo ingresso un’ora prima della chiusura). Si consiglia sempre di verificare eventuali aperture straordinarie.
C’è un’area, a pochi chilometri da Roma, dove il tempo sembra essersi fermato per preservare un segreto millenario. È il sito di Gabii, una delle città più potenti e influenti del Latium Vetus, che oggi torna a parlarci attraverso una mostra straordinaria ospitata nel cuore di Palestrina.
L’esposizione “Gabii: le origini”, inaugurata il 31 gennaio e aperta fino al prossimo 31 ottobre 2026, rappresenta molto più di una semplice collezione di oggetti: è un viaggio antropologico e urbanistico che mette a nudo le radici stesse della nostra civiltà.
Un tesoro diffuso che torna a casa
Il fascino di questa mostra risiede nella sua capacità di riunire, per la prima volta, reperti che per anni sono stati custoditi in istituti diversi. Grazie alla collaborazione tra il Ministero della Cultura e i principali musei nazionali (come il Museo Nazionale Romano, Villa Giulia e il MUCIV), è stato possibile ricostruire un puzzle archeologico di inestimabile valore.
Dalle residenze d’élite che mostrano il lusso delle antiche famiglie principesche, fino alle testimonianze della vita quotidiana nelle prime comunità, il percorso espositivo si snoda attraverso due sezioni fondamentali. Il vero “diamante” della mostra? Le prime testimonianze di scrittura. Gabii non era solo una città di guerrieri e commercianti, ma un faro culturale dove l’alfabeto iniziava a modellare il pensiero del mondo latino.
Oltre il museo: riflessioni su una città “fantasma”
A differenza di Roma, che ha continuato a crescere stratificandosi su se stessa, Gabii è scomparsa, lasciandoci un’istantanea nitida del periodo preromano. Gli scavi recenti hanno portato alla luce manufatti inediti che riscrivono parte della nostra storia.
Una riflessione per i lettori: Spesso camminiamo su terreni che consideriamo “solo campagna”, ignorando che sotto i nostri piedi potrebbero riposare intere città, con le loro piazze, le loro case e i loro sogni. Gabii ci insegna che la memoria è fragile e che basta un secolo di abbandono per cancellare una metropoli. Cosa resterà delle nostre moderne città tra tremila anni se smettessimo di curarle oggi?









