La leggenda della Ninfa Sorres

Mentre la maggior parte dei visitatori estivi si accalca lungo i sentieri più noti dell’Appennino Laziale, esiste una spaccatura verde e incontaminata nel cuore dei Colli Prenestini dove il tempo sembra essersi fermato. Si tratta del Fosso della Mola, una profonda gola fluviale che da Cave conduce verso San Vito Romano, un vero e proprio canyon celato tra le fitte bosaglie di castagno e cerro.

Questo angolo escursionistico, tuttora sconosciuto al turismo di massa, custodisce una suggestiva curiosità legata alla mitologia popolare contadina: la leggenda della Ninfa Sorres. La tradizione orale narra che Sorres fosse una creatura dei boschi guardiana delle sorgenti d’acqua pura che dissetavano le popolazioni preromane dei Prenestini. Quando un bellicoso condottiero tentò di deviare il corso del torrente per assetare i villaggi della valle, la ninfa si scagliò contro la parete rocciosa per far sgorgare una piena improvvisa, salvando la popolazione ma rimanendo intrappolata per sempre nelle viscere della terra. I paesani giurano che nelle giornate di pioggia settembrina, prestando attenzione lungo il ruscello, si possa ancora udire il suo canto di protezione risuonare tra le pareti di tufo.

Dal punto di vista naturalistico, percorrere questo itinerario inesplorato offre un’esperienza sensoriale unica. Il sentiero si snoda tra i ruderi di antichi mulini ad acqua medievali – la “mola”, appunto – ormai inghiottiti da edera selvatica e felci giganti che ricordano le foreste pluviali. Ponticelli in pietra diroccati, piccole cascati e pozze d’acqua smeraldina si susseguono in un microclima sorprendentemente fresco e ombroso, ideale per le camminate di inizio autunno.

Avventurarsi nel Fosso della Mola non richiede doti da scalatore, ma solo uno spirito curioso e scarponi da trekking ben allacciati. È un percorso dove la vegetazione ha ripreso i suoi spazi, cancellando i segni della presenza umana passata e lasciando aperto il campo solo alla natura viva e alla magia delle fiabe popolari. Un trekking fuori dalle mappe tradizionali, perfetto per chi cerca il silenzio e il fascino selvaggio delle terre laziali.

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