Tra le dorsali calcaree, i boschi di castagno e i borghi arrampicati sulle alture a est di Roma, il territorio dei Monti Prenestini custodisce un patrimonio enogastronomico vivo e radicato. La storia di queste terre si riflette direttamente sulla tavola: una cucina sobria, legata alla terra e alla pastorizia, che negli ultimi anni ha saputo valorizzare i propri prodotti simbolo trasformandoli in un potente motore di attrazione turistica e culturale.
Le specialità di montagna: Capranica Prenestina e Guadagnolo
Salendo verso i punti più elevati della catena montuosa, l’identità gastronomica assume i tratti decisi della tradizione alpestre e boschiva. A Capranica Prenestina e nella frazione di Guadagnolo (che con i suoi 1.218 metri di altitudine rappresenta uno dei centri abitati più alti del Lazio), la cucina si fonda storicamente sulle risorse che la montagna offriva nelle stagioni rigide:
- I formaggi della tradizione pastorale: La produzione casara locale predilige pecorini e ricotte fresche e stagionate, lavorati secondo metodi tradizionali legati ai pascoli d’altitudine.
- I piatti della cucina contadina: Polenta servita con ragù di carne o spuntature, zuppe di legumi locali e piatti a base di cacciagione e funghi raccolti nei boschi circostanti rappresentano i capisaldi dell’offerta ristorativa dei rifugi e delle trattorie di montagna.
I dolci storici e i vitigni d’eccellenza: Cave e Zagarolo
Scendendo verso la fascia collinare, il paesaggio cambia e lascia spazio a vigneti, uliveti e noccioleti. Qui la cultura enogastronomica si intreccia con produzioni dolciarie e vitivinicole certificate e riconosciute:
- Il Giglio di Cave: La città di Cave è nota per un dolce tradizionale secolare, il Giglio, la cui ricetta si tramanda tra i maestri pasticceri locali. Caratterizzato da una forma che richiama il fiore e preparato con ingredienti semplici (tra cui farina, zucchero, uova e aromi), rappresenta il simbolo dolce delle festività del borgo.
- La tradizione vitivinicola: L’area che comprende Zagarolo e Palestrina è celebre per la produzione di vino fin dall’epoca romana. La denominazione Zagarolo DOC testimonia la vocazione di questo territorio per la coltivazione di vitigni a bacca bianca (come Trebbiano e Malvasia), perfetti per accompagnare i piatti tipici della cucina laziale serviti nelle storiche osterie e fraschette del centro.
L’olio e le tipicità dei borghi: Poli e San Vito Romano
Sui versanti che guardano verso i Monti Caprini e la Valle del Sacco, i borghi di Poli e San Vito Romano contribuiscono al panorama del gusto con prodotti legati all’olivicoltura e alla norcineria:
- L’olio extravergine d’oliva: Le colline prenestine sono ricche di uliveti secolari che producono un olio fruttato, impiegato a crudo per esaltare le zuppe di pane e verdure della tradizione contadina.
- Salumi e prodotti da forno: La lavorazione della carne suina e la panificazione con lievito madre e farine poco raffinate garantiscono la presenza sui banchi locali di piazze, ciambelle salate e insaccati dal sapore deciso.
Turismo enogastronomico: una risorsa per il territorio
Riscoprire i Monti Prenestini attraverso il cibo significa percorrere un itinerario che unisce la visita ai beni culturali (palazzi storici, musei e santuari) alla sosta di qualità nei locali del territorio. La cucina prenestina non è soltanto un’offerta culinaria, ma una vera e propria testimonianza storica che racconta il profondo legame tra le comunità locali e l’ambiente naturale che le circonda.









