San Cesareo: Torna lo Street Food

Il fine settimana alle porte si preannuncia ricco di gusto e socialità per il territorio dei Monti Prenestini. Da venerdì 17 a domenica 19 luglio 2026, il comune di San Cesareo si trasforma nella capitale locale del cibo da strada e della birra di qualità ospitando l’attesa 8ª Festa dello Street Food e della Birra Artigianale. L’evento, ormai diventato un punto di riferimento fisso nell’estate della provincia romana, promette tre serate all’insegna della convivialità, della valorizzazione gastronomica e del divertimento per tutte le età. Un’iniziativa nel Cuore del Territorio La manifestazione è frutto dell’impegno organizzativo dell’Associazione Pegaso, una realtà locale da sempre attiva nella promozione di eventi che aggregano la comunità e valorizzano il tessuto urbano. La scelta della data e della location non è casuale: il terzo weekend di luglio rappresenta il cuore pulsante dell’estate, il momento ideale per godersi il fresco serale delle aree prenestine fuori dal caos della capitale. L’evento si terrà presso l’Area Ex-Fiera, situata in Via Maremmana III. Questo spazio, ampio e facilmente accessibile, è stato appositamente attrezzato per accogliere in totale sicurezza i visitatori, garantendo ampi spazi per il flusso pedonale, la sosta e il consumo dei prodotti in totale relax. Il Menù: Dai Classici dello Street Food alle Birre d’Autore Il vero fulcro dell’evento è, ovviamente, la proposta enogastronomica. Gli amanti del buon cibo troveranno un’offerta variegata che spazia tra diverse tradizioni culinarie: La filosofia dell’evento si basa sul concetto di “chilometro zero” concettuale: dare spazio a produttori e artigiani che mettono la passione e la freschezza degli ingredienti al primo posto. Un Evento per Famiglie: Spazio al Luna Park La Festa dello Street Food e della Birra Artigianale non è pensata solo per i giovani o per gli appassionati di gastronomia, ma si propone come una vera e propria festa patronale e comunitaria adatta alle famiglie. Per tutta la durata della manifestazione, l’Area Ex-Fiera ospiterà un Luna Park attrezzato con giostre, attrazioni e giochi dedicati ai più piccoli e ai ragazzi. Questa scelta logistica permette ai genitori di godersi la serata in tranquillità, cenando all’aperto mentre i bambini si divertono in un’area controllata e a loro dedicata. Informazioni Pratiche e Logistica L’ingresso all’area della festa è completamente gratuito, lasciando i visitatori liberi di passeggiare tra gli stand, usufruire delle attrazioni del Luna Park e scegliere autonomamente cosa consumare. Dettaglio Informazioni Utili Date Da venerdì 17 a domenica 19 luglio 2026 Orari Apertura stand a partire dalle ore 19:00 fino alle 23:00 circa Luogo Area Ex-Fiera, Via Maremmana III, San Cesareo (RM) Ingresso Libero e gratuito Organizzazione Associazione Pegaso L’area di Via Maremmana III è facilmente raggiungibile sia per chi proviene dai comuni limitrofi dei Monti Prenestini e dei Castelli Romani (come Palestrina, Zagarolo, Colonna), sia per chi arriva da Roma tramite l’autostrada A1 (uscita San Cesareo). Nelle vicinanze dell’area fiera sono presenti zone adibite a parcheggio per facilitare l’afflusso dei visitatori durante le ore di punta serali.
Capranica Prenestina: il Palio della Maddalena tra storia e Medioevo

Nel cuore dei Monti Prenestini, arroccato a oltre 900 metri d’altitudine, il borgo di Capranica Prenestina compie ogni anno un suggestivo viaggio indietro nel tempo. In occasione delle celebrazioni dedicate alla patrona, Santa Maria Maddalena, la comunità locale rievoca le proprie radici storiche trasformando le vie e le piazze in un palcoscenico medievale. Tra cortei storici, abiti d’epoca, spettacoli e giochi tra i rioni, la rievocazione rappresenta uno dei momenti più attesi dell’estate prenestina. Il contesto storico e la devozione patronale La storia di Capranica Prenestina è intrinsecamente legata alle grandi famiglie nobiliari che ne hanno segnato il feudo nei secoli, tra cui i Colonna e i Barberini, e a una profonda devozione popolare. La figura di Santa Maria Maddalena, protettrice del borgo, viene festeggiata con un ricco programma che affianca ai riti religiosi tradizionali una complessa macchina organizzativa a carattere rievocativo. Il Palio della Maddalena nasce proprio per rievocare le atmosfere dell’epoca medievale e rinascimentale, mettendo in scena la vita quotidiana, le arti e le dispute cavalleresche che caratterizzavano il borgo secoli fa. L’evento coinvolge attivamente gli abitanti di tutte le età, impegnati per mesi nella realizzazione delle scenografie, nella sartoria storica e nella preparazione delle prove d’abilità. Il Corteo Storico: abiti, musica e figuranti Il punto culminante della manifestazione è rappresentato dalla maestosa sfilata del corteo storico. Le stradine in pietra del centro antico si popolano di figuranti in costume rigorosamente ricostruiti sulla base di documentazioni iconografiche d’epoca. L’atmosfera viene scandita da elementi chiave della tradizione medievale: Il corteo si snoda tra i vicoli caratteristici per raggiungere la piazza principale, sfilando dinanzi alle autorità e alla popolazione radunata per assistere all’evento. I giochi rionali e la contesa del Palio Oltre alla componente visiva e culturale del corteo, il cuore pulsante della festa è la competizione vera e propria: i giochi rionali. I diversi quartieri o rioni del paese si sfidano in una serie di prove d’abilità, forza e destrezza per aggiudicarsi il drappo del Palio. Le sfide attingono alla tradizione dei giochi popolari antichi e richiedono sia preparazione fisica sia affiatamento di squadra. Tra le competizioni storiche figurano: La rivalità sana tra i rioni accende l’entusiasmo della comunità, trasformando ogni gara in un momento di grande tifo e partecipazione. Intrattenimento, cultura e gusto tra le vie del borgo Durante le giornate dedicate al Palio, il borgo di Capranica Prenestina accoglie i visitatori con un’offerta culturale ed enogastronomica a tema. Il centro storico ospita banchi d’artigianato, dimostrazioni di antichi mestieri e spettacoli di artisti di strada, giullari e sputafuoco che animano gli angoli più suggestivi del paese fino a tarda notte. Non mancano le soste dedicate ai sapori del territorio: le taverne e gli stand gastronomici propongono piatti della tradizione montana e prodotti locali, permettendo di vivere un’esperienza immersiva che unisce storia, spettacolo e gastronomia nello scenario fresco e panoramico dei Monti Prenestini.
Rocca di Cave: Tra Cielo e Abissi Preistorici

L’estate spinge da sempre alla ricerca di luoghi in cui la frescura del clima si coniuga con la possibilità di vivere esperienze culturali stimolanti. Nel territorio dei Monti Prenestini, a breve distanza dalla Capitale, esiste un borgo che risponde perfettamente a queste esigenze, offrendo al contempo un viaggio straordinario nel tempo e nello spazio. Si tratta di Rocca di Cave, un comune situato a 933 metri di altitudine sul livello del mare, caratteristica che lo colloca al secondo posto tra i centri più alti dell’intera provincia di Roma. Questa posizione geografica privilegiata non solo garantisce temperature gradevoli anche durante le giornate più calde di luglio, ma lo rende un punto di osservazione ideale per l’astronomia e una miniera a cielo aperto per la paleontologia. Il cuore scientifico e culturale del paese è rappresentato dal polo didattico e museale ospitato all’interno della storica Rocca Colonna, la fortezza medievale che domina l’abitato. Questa struttura accoglie al suo interno il Planetario e il Museo Geopaleontologico “Ardito Desio”. La particolarità di questo sito risiede nella straordinaria sovrapposizione tra la storia umana medievale e le epoche geologiche più remote del nostro pianeta. Il museo espone reperti di inestimabile valore scientifico che documentano l’evoluzione del territorio laziale nel corso di milioni di anni. La rilevanza paleontologica di Rocca di Cave è legata a una scoperta di portata globale: i resti fossili di una barriera corallina risalente al periodo del Cretaceo superiore, databile a circa 100 milioni di anni fa. All’epoca, l’area che oggi costituisce la catena dei Monti Prenestini si trovava sommersa da un mare caldo e poco profondo, un ambiente di tipo tropicale del tutto simile alle attuali Bahamas. I sedimenti di quell’antico fondale marino si sono cementati nel tempo, conservando una quantità straordinaria di organismi fossili, tra cui spiccano i molluschi bivalvi noti come rudiste, oltre a coralli, echinodermi e gasteropodi. Questo affioramento fossilifero è talmente importante da essere stato formalmente istituito e tutelato come Monumento Naturale Regionale dalla Regione Lazio. L’attrattiva più celebre per gli appassionati di preistoria e per le famiglie è senza dubbio il legame con la scoperta di “Tito”, il primo dinosauro sauropode erbivoro rinvenuto in Italia. I resti fossilizzati di questo dinosauro, vissuto circa 112 milioni di anni fa, appartengono a un esemplare di titanosauro di medie dimensioni. Il ritrovamento dei suoi frammenti ossei proprio nei depositi calcarei sedimentati a Rocca di Cave ha rivoluzionato le teorie dei paleontologi sulla paleogeografia della penisola italiana, dimostrando l’esistenza di terre emerse stabili e di passaggi migratori per i grandi rettili terrestri laddove si pensava vi fosse esclusivamente un oceano profondo. Per valorizzare questo patrimonio unico, il comune e i curatori del museo hanno realizzato il “Sentiero dei Dinosauri”. Si tratta di un percorso escursionistico naturalistico lungo circa un chilometro, facilmente percorribile e attrezzato con pannelli didattici illustrativi. Il sentiero si sviluppa lungo le pendici del colle della Rocca e permette di osservare direttamente sul terreno i fossili incastonati nella roccia calcarea, offrendo ai visitatori un’esperienza di trekking scientifico all’aria aperta, particolarmente suggestiva e fresca nelle ore del tardo pomeriggio. Parallelamente alle meraviglie del sottosuolo, Rocca di Cave si proietta verso lo studio del cosmo. Grazie all’altitudine e alla scarsa presenza di inquinamento luminoso rispetto alla vicina area metropolitana di Roma, il Planetario e l’Osservatorio Astronomico della fortezza organizzano regolarmente durante i fine settimana estivi sessioni di osservazione del cielo notturno. Attraverso telescopi professionali e sotto la guida di esperti astrofili, i visitatori possono esplorare le costellazioni del cielo estivo, la Luna, i pianeti visibili e i principali oggetti del profondo cielo, rendendo il borgo prenestino una meta ideale per chiunque desideri unire la divulgazione scientifica al piacere della natura incontaminata.
Palestrina celebra il Giglietto

Quattro giorni tra sapori, spettacoli e tradizioni nel cuore del centro storico. Torna il Festival del Giglietto & Ghiottonerie dei Monti Prenestini, appuntamento simbolo dell’estate prenestina dedicato alle eccellenze gastronomiche e culturali del territorio. Palestrina si prepara a vivere uno degli eventi più attesi dell’estate con il ritorno del Festival del Giglietto & Ghiottonerie dei Monti Prenestini, manifestazione che dal 30 luglio al 2 agosto 2026 animerà il centro storico della città con un ricco programma di appuntamenti dedicati alla gastronomia, alla cultura e alle tradizioni locali. Giunta alla 28ª edizione, la manifestazione rappresenta ormai un punto di riferimento per residenti, turisti e appassionati della cucina tipica, confermandosi come uno degli eventi più importanti del calendario estivo dei Monti Prenestini. Per quattro giorni le antiche vie e le piazze del centro storico si trasformeranno in un percorso del gusto, dove sarà possibile degustare prodotti tipici, assistere a spettacoli dal vivo e partecipare a momenti di intrattenimento pensati per coinvolgere visitatori di tutte le età. Protagonista assoluto sarà ancora una volta il Giglietto di Palestrina, il celebre biscotto che da secoli rappresenta uno dei simboli gastronomici della città. Preparato secondo un’antica ricetta tramandata nel tempo, il Giglietto è conosciuto per la sua consistenza fragrante e per la caratteristica preparazione a 3 ingredienti : farina, zucchero e uova. Accanto al dolce simbolo della manifestazione, il festival offrirà un’ampia selezione di prodotti tipici provenienti dai Monti Prenestini, valorizzando le produzioni locali e il lavoro delle aziende del territorio. L’iniziativa nasce infatti con l’obiettivo di promuovere non soltanto le eccellenze enogastronomiche, ma anche il patrimonio storico, culturale e turistico di Palestrina, offrendo ai visitatori un’occasione per scoprire il fascino della città attraverso un percorso che unisce gusto e tradizione. Nel corso degli anni il Festival del Giglietto è cresciuto fino a diventare una manifestazione capace di richiamare migliaia di persone da tutta l’area metropolitana di Roma e dalle province limitrofe. Il successo dell’iniziativa è legato anche alla sua capacità di valorizzare il centro storico, trasformandolo in un luogo di incontro dove cultura, musica e gastronomia si fondono in un’unica esperienza. L’organizzazione dell’evento è resa possibile grazie alla collaborazione tra il Comitato del Giglietto, la Pro Loco di Palestrina, le associazioni del territorio e numerosi volontari che ogni anno contribuiscono alla realizzazione della manifestazione. Un lavoro condiviso che permette di mantenere viva una tradizione ormai consolidata e di promuovere il territorio attraverso una delle sue eccellenze più conosciute. Anche l’Amministrazione comunale invita cittadini e visitatori a partecipare alla nuova edizione del festival, sottolineando l’importanza della manifestazione come occasione di promozione turistica e valorizzazione delle tradizioni locali. Passeggiare tra le vie del centro storico, degustare le specialità del territorio e assistere agli spettacoli in programma rappresenta infatti un modo per vivere da vicino l’identità culturale di Palestrina e dei Monti Prenestini. Con il suo mix di sapori autentici, convivialità e iniziative dedicate al pubblico, il Festival del Giglietto continua a essere uno degli appuntamenti più rappresentativi dell’estate laziale, capace di raccontare la storia e le tradizioni di un territorio ricco di cultura e di eccellenze gastronomiche. Info utili Evento: Festival del Giglietto & Ghiottonerie dei Monti Prenestini – 28ª edizione Date: Dal 30 luglio al 2 agosto 2026 Luogo: Centro storico di Palestrina (Roma) Ingresso: Libero
MUDI e Magazzini di Storia: il patrimonio di Castel San Pietro Romano

Arroccato sulla vetta del Monte Ginocchio, Castel San Pietro Romano è rinomato per i suoi panorami mozzafiato sulla campagna romana e per la sua architettura medievale. Tuttavia, oltre alla bellezza visibile dei suoi vicoli e della Rocca Colonna, il borgo conserva un ricco patrimonio culturale che si snoda tra collezioni espositive e ambienti ipogei. Al centro di questo racconto ci sono il MUDI (Museo Diffuso) e lo spazio espositivo dei Magazzini di Storia, luoghi che permettono di ripercorrere le stratificazioni storiche, artistiche e archeologiche di questo territorio. Il MUDI e i Magazzini di Storia: un racconto a più livelli Il concetto di museo a Castel San Pietro Romano supera i confini tradizionali dell’esposizione al chiuso per abbracciare l’intero tessuto urbano. Insieme, questi due poli offrono al visitatore una visione completa dell’evoluzione storica locale, integrando la visita archeologica con la scoperta del paesaggio. Riscoprire il sotterraneo e le serate al museo Durante la stagione estiva, la fruizione del patrimonio museale di Castel San Pietro Romano si arricchisce di formule dinamiche pensate per coinvolgere un pubblico ampio e diversificato. L’apertura serale dei siti archeologici e museali diventa l’occasione per vivere l’arte in un’atmosfera suggestiva e rilassata. Visite guidate notturne Le visite serali condotte da guide esperte permettono di esplorare i dettagli architettonici e i reperti con una luce differente. Percorrere i camminamenti della Rocca o addentrarsi negli ambienti ipogei e nei passaggi coperti durante le ore fresche della sera consente di apprezzare aspetti storici e costruttivi che spesso sfuggono durante il giorno. Le spiegazioni storiche si soffermano sull’importanza strategica del sito nel corso dei secoli e sulle campagne di scavo che hanno riportato alla luce il materiale oggi conservato nei Magazzini di Storia. Aperitivi al Museo Un’altra iniziativa consolidata per la promozione del MUDI è l’organizzazione di eventi che uniscono la cultura alla valorizzazione delle eccellenze locali, come gli aperitivi al museo. Questi appuntamenti prevedono un percorso guidato tra le sale espositive o i punti panoramici del borgo, seguito da una degustazione di prodotti tipici del territorio prenestino (tra cui spiccano i celebri Giglietti, biscotti presidio Slow Food). La formula permette di fondere la conoscenza della storia locale con la convivialità e la promozione enogastronomica. Mostre temporanee e valorizzazione culturale Oltre all’esposizione permanente dei reperti, gli spazi dei Magazzini di Storia e della Rocca Colonna ospitano periodicamente mostre temporanee, rassegne fotografiche ed esposizioni d’arte contemporanea. Queste iniziative collaterali consentono di mantenere vivo l’interesse culturale attorno al borgo, creando un dialogo costante tra l’archeologia antica e le espressioni artistiche moderne. Attraverso la sinergia tra la conservazione del passato e nuove forme di accoglienza turistica, Castel San Pietro Romano conferma il MUDI e i Magazzini di Storia come punti di riferimento fondamentali per la tutela e la divulgazione del patrimonio dei Monti Prenestini.
Michele Mari vince il Premio Strega 2026

L’attesa è finita per il mondo delle lettere italiane. Nella serata di mercoledì 8 luglio 2026, la storica cornice di Piazza del Campidoglio a Roma ha ospitato l’atto conclusivo dell’ottantesima edizione del Premio Strega. L’ambìto riconoscimento letterario è stato assegnato a Michele Mari con il suo romanzo I convitati di pietra, pubblicato da Einaudi. L’autore ha ottenuto una netta vittoria conquistando anche il favore delle giurie giovanili, segnando una doppietta memorabile per questa edizione d’anniversario. La classifica della serata finale Lo spoglio dei voti complessivi ha confermato i pronostici della vigilia, delineando una gerarchia chiara all’interno della sestina dei finalisti. Di seguito viene riportato il quadro ufficiale delle preferenze espresse dai giurati: L’opera di Mari ha convinto la platea dei votanti grazie a una struttura narrativa che unisce ironia, introspezione e tinte noir. La trama segue le vicende di un gruppo di ex compagni di scuola che, all’indomani dell’esame di maturità, stringono un patto finanziario ed esistenziale: alimentare un fondo comune che verrà interamente ereditato solo dagli ultimi tre superstiti della classe. Un pretesto che si trasforma in una profonda riflessione sulla memoria e sullo scorrere del tempo. Che cos’è il Premio Strega: storia e tradizione Nato nel secondo dopoguerra, il Premio Strega rappresenta la più prestigiosa competizione letteraria in Italia. Fondato a Roma nel 1947 dalla scrittrice Maria Bellonci e da Guido Alberti, proprietario della storica azienda produttrice del Liquore Strega di Benevento (da cui il premio prende il nome), l’evento nacque con l’obiettivo di rilanciare la cultura e la narrativa nazionale dopo i traumi del conflitto mondiale. Il nucleo originario dei giurati fu battezzato “Amici della Domenica”, un gruppo d’intellettuali, scrittori e artisti che si riunivano periodicamente nel salotto di casa Bellonci per discutere di libri e società. Nel corso dei decenni, l’albo d’oro del premio ha visto trionfare i più grandi nomi della letteratura italiana del Novecento, tra cui Elsa Morante, Alberto Moravia, Giorgio Bassani, Natalia Ginzburg, Primo Levi e Umberto Eco, trasformando la manifestazione in un termometro fondamentale dei gusti e delle tendenze culturali del Paese. Il meccanismo di voto odierno Il Premio Strega mantiene salda la sua tradizione pur essendosi adeguato nel tempo alle nuove dinamiche editoriali. La giuria attuale è profondamente ampliata rispetto ai primi anni e comprende: La competizione si articola tradizionalmente in due fasi principali: una prima selezione in tarda primavera che riduce i candidati alla storica cinquina (diventata eccezionalmente una sestina in questa edizione per includere i piccoli editori ex aequo), e la grande serata finale di inizio luglio a Roma, durante la quale avviene lo spoglio pubblico in diretta televisiva che decreta il vincitore assoluto.
Sagra del Fallacciano a Bellegra: il fico dei Prenestini

Nel cuore dei Monti Prenestini, il borgo di Bellegra custodisce una tradizione agroalimentare antica e preziosa. Ogni estate, le vie del centro storico celebrano uno dei prodotti simbolici del territorio: il fico Fallacciano. Questo frutto, noto per la straordinaria dolcezza e la polpa succosa, è il protagonista assoluto di una sagra promossa dalla Pro Loco locale che richiama appassionati di gastronomia, visitatori e storici produttori da tutta la regione. Storia e identità del Fico Fallacciano Il fico Fallacciano rappresenta una varietà autoctona storicamente legata alla campagna bellegrana. La sua maturazione estiva regala frutti dalla buccia sottile e dalla polpa zuccherina, con un bilanciamento ideale tra morbidezza e aromaticità. La raccolta di questo frutto richiede grande attenzione e manualità a causa della sua estrema delicatezza. I coltivatori e i produttori della zona mantengono vive tecniche di stacco rigorosamente manuali, depositi attenti nei cestini protetti da foglie fresche per evitare di intaccare la buccia e una selezione accurata per garantire la massima qualità al momento del consumo. “Trattare il Fallacciano significa rispettare i tempi della natura: la delicatezza del frutto impone una raccolta manuale all’alba, quando la temperatura fresca preserva l’integrità della polpa.” — Testimonianza dei produttori locali Il percorso di degustazione: abbinamenti e sapori del territorio Durante la manifestazione gastronomica, il borgo di Bellegra si trasforma in un itinerario del gusto a cielo aperto. I banchi di degustazione allestiti lungo le piazze offrono la possibilità di assaporare il Fallacciano sia in purezza sia all’interno di combinazioni tradizionali e rivisitazioni culinarie. I principali abbinamenti proposti nei menù della festa valorizzano il contrasto tra la dolcezza naturale del frutto e la sapidità dei prodotti tipici della zona: Dalla tradizione alla cucina d’autore Oltre all’offerta degli stand gastronomici classici, la valorizzazione del fico Fallacciano trova spazio anche in proposte culinarie elaborate. Chef del territorio e maestri della panificazione collaborano spesso alla creazione di ricette che uniscono la semplicità dell’ingrediente contadino a tecniche di cottura moderne. Tra le ricette più rappresentative presentate nelle varie edizioni figurano il millefoglie di fichi e prosciutto, l’utilizzo di riduzioni al Fallacciano per accompagnare carni di maiale al forno e la pizza in teglia ad alta idratazione condita con fico fresco a crudo e formaggi erborinati o pecorini locali. Un’esperienza tra enogastronomia e cultura La Sagra del Fallacciano non è soltanto una celebrazione del cibo, ma una manifestazione completa che unisce: La combinazione tra clima fresco di collina, accoglienza locale e autenticità dei sapori rende la visita a Bellegra un’occasione fondamentale per conoscere da vicino il patrimonio enogastronomico dei Prenestini.
Il ritorno del Palio di Carchitti

La comunità di Carchitti, frazione di spicco del Comune di Palestrina, si appresta a vivere una stagione estiva di eccezionale rilevanza storica e sociale. Le istituzioni locali hanno ufficializzato il ritorno definitivo della “Festa dei Rioni”, una manifestazione storica che si riaffaccia sul territorio dopo un lungo periodo di assenza durato esattamente venticinque anni. Il programma dettagliato della kermesse, vidimato e diffuso attraverso i canali istituzionali del Comune, delinea una struttura organizzativa complessa e articolata, concepita per coinvolgere l’intera cittadinanza in una serie di competizioni che si protrarranno per un mese intero. L’inizio ufficiale delle attività è fissato per sabato 4 luglio 2026, mentre la serata conclusiva, durante la quale verrà assegnato il palio al rione vincitore, avrà luogo sabato 1° agosto 2026. L’obiettivo primario della rassegna è la riattivazione del tessuto sociale della frazione attraverso la sana competizione sportiva e la valorizzazione dei giochi tradizionali all’aperto. La partecipazione alle gare è formalmente regolamentata: le liste di iscrizione sono accessibili esclusivamente ai cittadini residenti che abbiano compiuto il quattordicesimo anno di età al momento dell’inizio dei giochi. I cinque rioni e il calendario delle sfide tradizionali Il territorio di Carchitti è stato suddiviso in cinque rioni storici, ciascuno dei quali è chiamato a ospitare una specifica giornata di competizioni tradizionali sul proprio suolo di pertinenza. I punteggi accumulati durante questi appuntamenti del sabato sera risulteranno determinanti per la stesura della classifica finale. Le sessioni di gara del sabato si svolgono rigidamente nella fascia oraria compresa tra le ore 20:00 e le ore 22:00. Il calendario ufficiale prevede la seguente progressione di eventi e location: I tornei sportivi infrasettimanali Ad integrazione delle prove tradizionali del fine settimana, l’amministrazione e i comitati di quartiere hanno predisposto un fitto programma di discipline sportive di squadra. Questi tornei si tengono durante i giorni feriali e osservano la medesima turnazione oraria stabilita per le prove del sabato, ovvero dalle ore 20:00 alle ore 22:00. La sede unica designata per lo svolgimento di tutte le partite infrasettimanali è l’Oratorio Don Bosco di Carchitti. Il cronoprogramma dello sport rionale prevede una netta divisione temporale tra le due discipline ammesse: Logistica e aggregazione comunitaria Oltre alla componente prettamente agonistica, il documento programmatico del Comune di Palestrina evidenzia la forte valenza aggregativa dell’evento. Al termine delle gare serali, l’intrattenimento prosegue all’interno degli spazi pubblici designati con l’allestimento di cene collettive gestite direttamente dai comitati rionali, accompagnate da momenti di intrattenimento musicale. Tale struttura è finalizzata alla promozione della coesione e del consolidamento dell’identità comunitaria locale in un contesto festivo formale e coordinato.
Volare alto a Guadagnolo: aquiloni e sentieri panoramici

Raggiungere Guadagnolo, la frazione montana del comune di Capranica Prenestina, significa salire al punto più alto dei Monti Prenestini e dell’intero territorio laziale per quanto riguarda i centri abitati non montani. Situato a un’altitudine di oltre 1.200 metri, questo borgo arroccato offre una terrazza naturale straordinaria che spazia dalla campagna romana fino alle vette dell’Appennino. È il luogo ideale per chi cerca una giornata a contatto con la natura, lontano dalla frenesia della città e dalle alte temperature estive, offrendo un’esperienza perfetta per le famiglie e gli amanti del trekking. La Festa degli Aquiloni: colore e divertimento in quota Tra le manifestazioni più suggestive che vedono protagonista la vetta di Guadagnolo vi è la tradizionale Festa degli Aquiloni. Grazie alla posizione geografica privilegiata, caratterizzata da correnti d’aria stabili e da ampi spazi aperti affacciati sul vuoto, il piano sommitale del monte si trasforma in un campo di volo a cielo aperto. L’evento è pensato in particolarmente per le famiglie e i bambini, ma attrae visitatori di ogni età. Le attività principali comprendono: L’iniziativa rappresenta un’occasione unica per riscoprire il valore dei giochi tradizionali e per trascorrere ore di spensieratezza in un ambiente naturale incontaminato. I sentieri panoramici e il Cammino Naturale dei Parchi Guadagnolo non è solo una meta per eventi e picnic in quota, ma anche uno dei nodi escursionistici più affascinanti della Regione Lazio. Da qui passa infatti il CNP (Cammino Naturale dei Parchi), un grande itinerario di trekking che collega diverse aree protette della regione. L’anello di Guadagnolo e il Santuario della Mentorella Una delle passeggiate più suggestive da percorrere con la famiglia (adatta anche a camminatori poco esperti, prestando la dovuta attenzione ad alcuni tratti) è il sentiero che collega il borgo al vicino Santuario della Mentorella. Arroccato su una rupe scoscesa a picco sulla valle del Giovenzano, la Mentorella è uno dei santuari mariani più antichi d’Europa, molto caro a Papa Giovanni Paolo II, che lo visitava frequentemente. Il percorso a piedi per raggiungerlo consente di: Escursioni per tutte le capacità I sentieri che circondano il rilievo di Guadagnolo sono ben tracciati e segnalati dalla rete CAI. Per le famiglie con bambini piccoli o per chi preferisce una camminata rilassante, la cresta del monte offre brevi passeggiate ad anello quasi pianeggianti, dove la vista si estende a 360 gradi. Per gli escursionisti più allenati, invece, i sentieri scendono verso i comuni di Capranica Prenestina, Casape e Poli, attraversando ambienti di notevole valore botanico e faunistico. Un’esperienza tra natura, storia e sosta di gusto Una giornata a Guadagnolo permette di combinare perfettamente l’attività motoria e il divertimento all’aperto con la scoperta delle tradizioni locali. I belvedere del borgo offrono punti di ristoro dove è possibile assaggiare i piatti tipici della cucina montana prenestina, oppure usufruire delle aree attrezzate per un pranzo al sacco rigenerante. Che si tratti di veder volare un aquilone nel vento o di percorrere un tratto del Cammino Naturale dei Parchi, la vetta di Guadagnolo si conferma una destinazione d’eccellenza per vivere la montagna a misura di famiglia.
Luglio nei Monti Prenestini: la guida agli eventi estivi

Quando l’estate romana comincia a farsi sentire con la sua morsa di calore e asfalto rovente, la risposta più immediata e rigenerante si trova a pochi chilometri dalla Capitale. Risalire le curve che portano al cuore dei Monti Prenestini significa cambiare completamente scenario nel giro di mezz’ora: l’aria si fa frizzante, la vegetazione rigogliosa sostituisce il cemento e le serate tornano a richiedere una maglia leggera. Durante il mese di luglio, questo polmone verde alle porte di Roma non offre soltanto sollievo termico, ma si trasforma in un vivace palcoscenico a cielo aperto. I borghi della zona prendono vita con un ricchissimo cartellone estivo che intreccia cultura, spettacolo, natura e grande tradizione enogastronomica. Fuggire dal caldo: i borghi d’alta quota Per chi cerca il massimo del refrigerio senza rinunciare al fascino della storia, la rotta da seguire punta verso i comuni situati alle altitudini più elevate del comprensorio: Il cartellone di Luglio: tra spettacoli e serate all’aperto Il programma degli eventi di luglio nei Monti Prenestini soddisfa i gusti di ogni tipologia di visitatore, combinando intrattenimento culturale e valorizzazione del territorio. Teatro e Musica al Belvedere Uno dei punti di forza della programmazione estiva è la rassegna di eventi dal vivo ad altitudine panoramica. Il Belvedere di Castel San Pietro Romano e la suggestiva cornice della Rocca Colonna diventano palcoscenici d’eccezione per spettacoli teatrali, concerti di musica classica, serate jazz ed esibizioni acustiche. Assistere a una rappresentazione al calar del sole, con le luci della vallata a fare da sfondo e la brezza serale a rinfrescare l’ambiente, è un’esperienza che unisce arte e natura in modo unico. Cinema sotto le Stelle Durante i fine settimana di luglio, diverse piazze storiche dei borghi prenestini ospitano proiezioni cinematografiche all’aperto. Le edizioni del cinema estivo propongono grandi classici della commedia italiana, pellicole d’autore e film dedicati alle famiglie, trasformando i sagrati delle chiese e i cortili interni in sale cinematografiche a cielo aperto. Passeggiate Serali ed Escursioni Notturne Per gli amanti dell’outdoor e del trekking, il mese di luglio propone numerose iniziative di passeggiate guidate al tramonto o in notturna. Attraverso i sentieri del territorio prenestino e le vie transumanti, le escursioni serali consentono di scoprire la flora e la fauna locali lontano dalle ore più calde della giornata, spesso accompagnati dall’osservazione delle stelle e da brevi tappe di degustazione di prodotti tipici locali. Un’esperienza tra storia e sapori Unisciti alle attività culturali e goditi le serate nei Monti Prenestini senza dimenticare una sosta nelle trattorie e nelle sagre locali. Tra i prodotti tipici da non perdere spiccano i giglietti di Palestrina e Castel San Pietro Romano (tipici biscotti tradizionali presidio Slow Food), i formaggi dei pascoli locali e i piatti a base di carne e funghi delle montagne vicine. Che si tratti di una fuga infrasettimanale per respirare aria pulita o di un weekend dedicato alla scoperta dei monumenti e degli spettacoli dal vivo, i Monti Prenestini a luglio rappresentano la combinazione perfetta di refrigerio, cultura e relax a breve distanza da Roma.