ZAGAROLO – Chi cammina lungo il corso principale di Zagarolo, ammirando le facciate barocche dei palazzi e l’eleganza di Palazzo Rospigliosi, difficilmente immagina che proprio sotto i suoi piedi si estenda una seconda città, silenziosa e speculare. Sotto il basolato del centro storico, infatti, si nasconde un labirinto di grotte e corridoi scavati direttamente nel tufo: sono i celebri “Tufelli”, un patrimonio ipogeo che sfida i secoli e che rappresenta il vero cuore pulsante della tradizione locale.
Un miracolo di termoregolazione naturale
La caratteristica che più affascina scienziati e visitatori è la straordinaria stabilità climatica di questi ambienti. Indipendentemente dal fatto che fuori ci sia l’arsura di agosto o il gelo di gennaio, all’interno delle cantine la temperatura rimane costante tra i 14 e i 15 gradi centigradi.
Questa “climatizzazione naturale” non è un caso, ma il risultato delle proprietà igroscopiche e isolanti del tufo vulcanico, tipico del Lazio. Per i produttori di vino di Zagarolo, questa è la condizione perfetta: un’umidità controllata e una temperatura stabile permettono al vino (soprattutto al celebre Zagarolo DOC) di affinare lentamente, proteggendo le botti da shock termici che ne altererebbero il bouquet.
Dalle necropoli romane ai rifugi di guerra
Ma i “Tufelli” non nascono solo come depositi agricoli. Le indagini archeologiche hanno rivelato che molte di queste cavità risalgono all’epoca romana. In alcune grotte si possono ancora osservare piccole nicchie, simili a quelle dei colombari, o antiche incisioni rupestri che testimoniano come questi spazi siano stati utilizzati nei millenni come luoghi di culto, necropoli o depositi di granaglie.
Durante i secoli bui delle invasioni e, più recentemente, durante i drammatici bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, queste cantine sono diventate dei veri e propri rifugi salvavita per la popolazione. Intere famiglie hanno vissuto per settimane nel “ventre” della città, trovando protezione in quel tufo che oggi, invece, accoglie turisti e intenditori.
Un’esperienza sensoriale nel 2026
Oggi, nel 2026, Zagarolo sta puntando con forza sulla valorizzazione di questo patrimonio. Molte di queste cantine storiche sono state recuperate e trasformate in percorsi degustativi dove il visitatore può scendere nelle profondità della terra, respirare l’odore del muschio e del legno umido, e assaggiare i prodotti tipici nel luogo esatto in cui vengono custoditi.
Entrare in un “Tufello” significa fare un viaggio a ritroso nel tempo, dove il silenzio e l’oscurità raccontano una storia di sopravvivenza, ingegno contadino e amore per il territorio. È la prova che il tesoro più prezioso dei Colli Prenestini non si trova sotto la luce del sole, ma è custodito con cura nel buio fresco della terra.









