Cultura e Tradizione: La Notte Nazionale del Liceo Classico a Palestrina

Il comune di Palestrina si conferma, anche in questa edizione del marzo 2026, uno dei poli culturali più vibranti del Lazio grazie alla celebrazione della Notte Nazionale del Liceo Classico. L’evento, che coinvolge l’Istituto d’Istruzione Superiore “Eliano-Luzzatti”, non è soltanto una manifestazione scolastica, ma un vero e proprio festival della cultura umanistica che apre le porte della scuola alla cittadinanza, unendo il rigore degli studi antichi alla creatività contemporanea. Le Origini e lo Spirito dell’Iniziativa Nata da un’idea del professor Rocco Schembra e sostenuta dal Ministero dell’Istruzione, la Notte Nazionale del Liceo Classico ha l’obiettivo di dimostrare la persistente vitalità degli studi classici. A Palestrina, città che poggia letteralmente sulle fondamenta dell’antica Praeneste e del Santuario della Fortuna Primigenia, questa celebrazione assume un valore simbolico ancora più profondo. L’evento si svolge in contemporanea con centinaia di licei su tutto il territorio nazionale. La serata inizia solitamente con la lettura di un brano comune a tutti gli istituti e si conclude con la recitazione di un testo classico, spesso in greco o latino, che funge da ponte ideale tra il passato e il presente. Il Programma dell’Edizione Prenestina L’IIS Eliano-Luzzatti trasforma per una notte i suoi spazi didattici in laboratori teatrali, sale da concerto e gallerie espositive. Il programma è il risultato di mesi di preparazione che vedono gli studenti protagonisti attivi nella scrittura dei testi, nella regia e nell’allestimento scenico. Il Legame con il Territorio La Notte del Liceo a Palestrina non rimane confinata tra le mura scolastiche. Essa interagisce attivamente con il patrimonio archeologico della città. Gli studenti del liceo classico fungono spesso da “ciceroni”, collegando i temi trattati durante la serata ai reperti custoditi nel Museo Archeologico Nazionale di Palestrina. Questa sinergia rafforza il senso di appartenenza della comunità locale e offre ai giovani l’opportunità di vedere le materie di studio non come nozioni astratte, ma come elementi vivi presenti nelle strade e nei monumenti che abitano quotidianamente. Valore Formativo e Sociale Oltre all’aspetto puramente accademico, l’evento ha una forte valenza educativa. Gli studenti imparano a lavorare in gruppo, a gestire lo stress della performance pubblica e a comunicare concetti complessi a un pubblico eterogeneo. Per Palestrina, la manifestazione attira visitatori dai comuni limitrofi (come Castel San Pietro Romano, Cave e Zagarolo), confermando il ruolo della città come guida culturale del distretto prenestino. La partecipazione numerosa di genitori, ex alunni e semplici appassionati dimostra che il desiderio di bellezza e di approfondimento culturale è più vivo che mai, smentendo l’idea di una “crisi” delle discipline umanistiche. Conclusione In un’epoca dominata dalla velocità digitale, la Notte Nazionale del Liceo Classico di Palestrina invita a rallentare e a riscoprire la profondità del pensiero umano. È un invito alla riflessione, al dialogo e alla celebrazione della parola che, da millenni, continua a definire l’identità della nostra civiltà.
Cave: Il Successo del Progetto “Luci nel Buio” tra Caffè Letterari e Valorizzazione Territoriale

Il Comune di Cave si conferma un polo culturale di rilievo nel panorama della Città Metropolitana di Roma grazie alla prosecuzione delle attività legate a “Luci nel Buio”. Questo progetto, che ha saputo coniugare la riscoperta della memoria storica con l’animazione contemporanea, continua a registrare una partecipazione attiva della cittadinanza e dei visitatori, puntando sulla formula dei Caffè Letterari e degli incontri tematici. La Genesi e gli Obiettivi del Progetto “Luci nel Buio” nasce con l’intento di illuminare aspetti meno noti della storia locale, trasformando i luoghi fisici del territorio in spazi di narrazione collettiva. L’iniziativa, sostenuta dall’amministrazione comunale e spesso realizzata in collaborazione con enti regionali, mira a: I Caffè Letterari: Luoghi di Incontro e Pensiero Il cuore pulsante della programmazione recente è rappresentato dai Caffè Letterari. Questi appuntamenti non sono semplici presentazioni di libri, ma veri e propri salotti di approfondimento. Gli incontri si svolgono solitamente in spazi di pregio, come le sale del Museo Civico Lorenzo Ferri o i chiostri storici, garantendo un’atmosfera intima e stimolante. Le tematiche trattate spaziano dalla saggistica storica alla narrativa contemporanea, con un occhio di riguardo per le opere che indagano l’identità del territorio laziale. La partecipazione di moderatori esperti e la possibilità per il pubblico di intervenire direttamente nel dialogo con gli autori hanno reso questi eventi un punto di riferimento per la vita sociale del borgo. Iniziative Culturali e Multidisciplinari Oltre ai dibattiti letterari, il progetto “Luci nel Buio” si è articolato attraverso una serie di manifestazioni collaterali che includono: L’Impatto sul Territorio Le iniziative legate a “Luci nel Buio” hanno generato un indotto positivo non solo culturale ma anche turistico. La continuità degli eventi ha permesso di destagionalizzare l’offerta culturale di Cave, attirando visitatori dai comuni limitrofi e dalla Capitale. L’integrazione tra la proposta letteraria e la fruizione dei musei cittadini (come la sezione dedicata al Maestro Lorenzo Ferri) ha creato un circuito virtuoso di valorizzazione del patrimonio. L’amministrazione comunale ha ribadito più volte come la cultura rappresenti un motore fondamentale per la coesione sociale. La gratuità di gran parte degli appuntamenti e la qualità degli ospiti coinvolti sottolineano la volontà di rendere il sapere accessibile a tutti, contrastando l’isolamento culturale e promuovendo il borgo come centro di eccellenza. Prospettive Future Il calendario degli eventi è in costante aggiornamento, con l’obiettivo di integrare nuove forme d’arte, come la musica da camera e il teatro di narrazione, sempre sotto l’egida della qualità e del rigore scientifico. La sinergia tra associazioni locali e istituzioni rimane la chiave di volta per la riuscita di un progetto che, partendo dall’ombra del passato, continua a proiettare “Luci” sul futuro della comunità caviscia.
Addio a Enrica Bonaccorti: Ritratto di una Protagonista della Cultura Italiana

Il mondo dello spettacolo e della cultura italiana piange la scomparsa di Enrica Bonaccorti, spentasi a Roma ieri, 12 marzo 2026, all’età di 76 anni. Con lei scompare una figura di rara poliedricità, capace di attraversare cinquant’anni di storia nazionale restando sempre fedele a uno stile colto, ironico e profondamente empatico. La sua carriera non è stata solo una successione di successi televisivi, ma un percorso intellettuale che ha toccato la musica, il teatro e la letteratura. Le Radici nel Teatro e la Sensibilità Poetica Nata a Savona il 18 novembre 1949, Enrica Bonaccorti ha vissuto una giovinezza itinerante a causa della carriera del padre, ufficiale di carriera, stabilendosi infine a Roma. È nella capitale che inizia la sua formazione artistica nel teatro d’avanguardia degli anni Sessanta, collaborando con icone come Paola Borboni. Questa base teatrale le ha conferito una padronanza del mezzo espressivo e una dizione impeccabile che sarebbero diventate il suo marchio di fabbrica. Tuttavia, il suo primo grande contributo alla cultura di massa avviene “dietro le quinte” come autrice di testi musicali. L’incontro con Domenico Modugno genera un sodalizio artistico storico: la Bonaccorti scrive le parole di brani immortali come “La lontananza” (1970) e “Amara terra mia” (1971). In queste canzoni, la sua scrittura si rivela capace di coniugare la semplicità popolare con una profondità poetica che ancora oggi risuona nelle antologie della musica leggera italiana. L’Epoca d’Oro della Televisione Il grande pubblico la identifica indissolubilmente con il volto rassicurante e intelligente della televisione degli anni Ottanta e Novanta. Nel 1985, riceve il testimone da Raffaella Carrà per la conduzione di “Pronto, chi gioca?” su Rai 1. Sotto la direzione di Gianni Boncompagni, Enrica Bonaccorti trasforma il salotto pomeridiano in un luogo di dialogo diretto con gli spettatori, vincendo tre Telegatti e diventando una delle conduttrici più amate d’Italia. Il passaggio a Fininvest (oggi Mediaset) all’inizio degli anni Novanta segna un’altra tappa fondamentale. Conduce con successo “Cari genitori” e inaugura la prima stagione di “Non è la Rai” (1991). In un contesto dominato dall’esuberanza giovanile, la sua conduzione misurata e professionale ha garantito l’equilibrio necessario al lancio di quello che sarebbe diventato un fenomeno di costume generazionale. Il Ritorno alla Parola: Radio e Letteratura Nonostante il successo televisivo, la Bonaccorti non ha mai smesso di coltivare la passione per la parola parlata e scritta. La sua voce è stata per anni protagonista su Rai Radio 2, dove in programmi come “Chiamate Roma 3131” ha dimostrato una straordinaria capacità di ascolto e di analisi dei problemi sociali, trattando con rispetto e competenza le storie della gente comune. Nell’ultima fase della sua vita, si è dedicata con vigore alla carriera di scrittrice. I suoi romanzi, tra cui spiccano “La pecora rossa” (2007), “L’uomo d’amore” (2010) e il più recente “Condominio addio!” (2022), testimoniano una maturità narrativa che affronta le complessità delle relazioni umane e i paradossi della società moderna con uno sguardo lucido e mai banale. Un’Eredità di Stile e Integrità Enrica Bonaccorti è stata colpita da una grave malattia nell’ultimo periodo della sua vita, un percorso che ha affrontato con la consueta dignità e trasparenza, mantenendo un legame costante con il suo pubblico attraverso interventi pubblici e social. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile in un panorama mediatico che lei stessa ha contribuito a costruire e a nobilitare. Non è stata solo una conduttrice, ma una comunicatrice a tutto tondo: attrice, paroliere, giornalista e romanziera. La sua eredità risiede nella lezione di garbo e preparazione che ha lasciato a chiunque voglia intraprendere la carriera nello spettacolo, dimostrando che la popolarità può e deve andare di pari passo con la cultura e il rigore professionale.
Zagarolo celebra il femminile: la rassegna “Donne, Generazioni e Confronti”

Il Comune di Zagarolo ha inaugurato per il mese di marzo 2026 un denso programma di appuntamenti culturali sotto il titolo “Donne, Generazioni e Confronti”. La rassegna, che trova il suo cuore pulsante all’interno delle sale storiche di Palazzo Rospigliosi, nasce dalla collaborazione tra l’Amministrazione Comunale, l’Istituzione Palazzo Rospigliosi e la Biblioteca Comunale “Giovanni Coletti”. L’obiettivo dichiarato dell’iniziativa è quello di offrire uno spazio di riflessione multidisciplinare sul ruolo della donna nella società contemporanea, analizzando il passaggio del testimone tra diverse generazioni e le sfide ancora aperte sul fronte della parità e dei diritti. Il contesto e gli obiettivi La scelta di Zagarolo come polo culturale per questa rassegna non è casuale. Il borgo, da anni attivo nella promozione di eventi legati alla memoria storica e all’innovazione sociale, utilizza il mese di marzo per trasformare il proprio patrimonio architettonico in un laboratorio di idee. “Donne, Generazioni e Confronti” non si limita a celebrare la ricorrenza dell’8 marzo, ma estende il dibattito a tutto il mese, puntando su tre pilastri fondamentali: la letteratura, il teatro e il confronto diretto tra esperienze di vita differenti. La programmazione letteraria Il calendario degli incontri letterari si svolge prevalentemente presso la Biblioteca Comunale “G. Coletti” e il Salone delle Bandiere di Palazzo Rospigliosi. Questi appuntamenti vedono la partecipazione di autrici contemporanee che, attraverso i loro saggi e romanzi, esplorano l’universo femminile da prospettive diverse. Uno dei fili conduttori degli incontri è la narrazione del quotidiano. Si discute di come le donne abbiano saputo reinventarsi nel corso dei decenni, passando dalle battaglie per l’emancipazione degli anni ’70 alle complessità del mondo digitale e della conciliazione tra vita privata e professionale oggi. La rassegna pone particolare enfasi sul dialogo tra “madri e figlie”, cercando di capire come i valori e le conquiste passate vengano percepiti e rielaborati dalle nuove generazioni. Spettacolo e Impegno: “Frullato fegato e fiori” Tra gli eventi di punta della rassegna figura lo spettacolo teatrale dal titolo “Frullato fegato e fiori”, un’opera che affronta con toni intensi ma necessari le tematiche dell’identità e della resilienza. Il teatro viene utilizzato in questo contesto come strumento di indagine sociale, capace di arrivare al pubblico con un linguaggio immediato ed emotivo. La rappresentazione si inserisce in un percorso di sensibilizzazione che il Comune di Zagarolo porta avanti per contrastare la discriminazione e promuovere una cultura del rispetto. Coinvolgimento istituzionale e sociale La rassegna vede il patrocinio di diverse realtà locali e regionali, a testimonianza dell’importanza sovracomunale dell’evento. Durante le giornate della kermesse, i servizi sociali e culturali della città restano a disposizione per fornire informazioni e supportare il dibattito. L’iniziativa coinvolge attivamente anche il mondo dell’associazionismo locale, che contribuisce all’organizzazione dei momenti di dibattito post-presentazione, rendendo l’evento un’occasione di coesione comunitaria. Informazioni logistiche e accessibilità Tutti gli eventi inseriti nel programma “Donne, Generazioni e Confronti” sono a ingresso libero, compatibilmente con la capienza delle sale. Palazzo Rospigliosi, sede principale delle attività, garantisce l’accessibilità alle strutture. Per i cittadini e i visitatori che desiderano partecipare, la segreteria organizzativa raccomanda di consultare regolarmente i canali social ufficiali del Comune di Zagarolo e dell’Istituzione Palazzo Rospigliosi per eventuali aggiornamenti dell’ultimo minuto o per la prenotazione di posti riservati in occasione degli spettacoli teatrali più affollati. Questa rassegna conferma Zagarolo come un centro culturale vivace, capace di trasformare la riflessione di genere in un’opportunità di crescita collettiva che va oltre la semplice celebrazione, puntando sulla qualità dei contenuti e sul valore dell’incontro umano.
La storia di Castel San Pietro Romano rivive in un libro: presentazione del 27 luglio

Castel San Pietro Romano si prepara a ospitare un evento di grande rilevanza culturale: la presentazione del libro “Lo Statuto di Castel San Pietro Romano”, il prossimo 27 luglio alle ore 18:30 presso il suggestivo Palazzo Mocci. Un appuntamento con la storia Mario Nardi, curatore della trascrizione, ha lavorato meticolosamente per riportare alla luce questo prezioso documento storico, custodito nell’Archivio Storico del Comune di Castel San Pietro Romano. Il libro offre uno spaccato unico della vita comunitaria del borgo tra il Seicento e il Settecento, fornendo un’importante testimonianza delle tradizioni e delle dinamiche sociali dell’epoca. Un luogo di fascino storico Castel San Pietro Romano, spesso descritto come uno dei borghi più belli del Lazio, è noto non solo per la sua rilevanza storica ma anche per il suo patrimonio architettonico. Il borgo ospita la Rocca dei Colonna, costruita nel punto più alto dell’acropoli nel 970 d.C., e le antichissime mura ciclopiche di origine pre-romana, che raccontano una storia di secoli di battaglie e ricostruzioni. Un evento da non perdere La presentazione del libro rappresenta un’occasione imperdibile per gli appassionati di storia e per chiunque voglia approfondire la conoscenza delle radici culturali di questo affascinante borgo. Durante l’evento, i partecipanti avranno la possibilità di immergersi nella storia locale e di scoprire le tradizioni che hanno plasmato la comunità di Castel San Pietro Romano nel corso dei secoli. Informazioni pratiche L’evento si terrà sabato 27 luglio 2024 alle ore 18:30 presso Palazzo Mocci, situato nel centro storico di Castel San Pietro Romano. L’ingresso è gratuito e aperto a tutti. Per ulteriori informazioni, è possibile contattare gli organizzatori al numero 3314547183 (Monti Prenestini). Non perdete l’opportunità di partecipare a questo viaggio nel passato e di scoprire le radici storiche di Castel San Pietro Romano attraverso le pagine di “Lo Statuto di Castel San Pietro Romano”. Un appuntamento con la cultura e la storia locale da segnare in agenda.
Due anni senza Biblioteche comunali: Parte il grande restyling a Roma

Da luglio partiranno i primi cantieri del vasto piano di riqualificazione del sistema bibliotecario di Roma, che comporterà la chiusura di 21 delle sue 41 sedi per due anni. I sindacati avvertono: «Questi presidi culturali non avranno sostituti». Roma – Sta per iniziare una trasformazione significativa per il sistema delle Biblioteche di Roma. A partire da luglio, ben 21 sedi comunali chiuderanno per due anni a causa di un grande piano di riqualificazione reso possibile da 17,5 milioni di euro del Pnrr. Questa maxi operazione, annunciata a marzo 2024, coinvolgerà 21 delle 41 biblioteche cittadine, risparmiando solo i municipi I e VIII. Caos tra i Dipendenti Il piano ha già sollevato non poche preoccupazioni tra i dipendenti. I sindacati della Funzione Pubblica sono sul piede di guerra, chiedendo certezze sui trasferimenti dei lavoratori, garanzie per nuove assunzioni e maggiore attenzione a un settore che, negli ultimi dieci anni, ha visto ridurre drasticamente risorse umane e finanziarie. Con l’inizio dei lavori a luglio, metà del personale sarà trasferita. Le Chiusure Alcuni municipi stanno cercando soluzioni temporanee per sopperire alla chiusura delle biblioteche, ma i sindacati denunciano una scarsa collaborazione da parte dell’Istituzione. Tra le biblioteche destinate a chiudere ci sono la “Quarticciolo” (municipio V) e la “Vaccheria Nardi” (municipio IV), con sei sedi tra i municipi III e V pronte a fermarsi. Preoccupazioni dei Lettori Anche tra i lettori cresce la preoccupazione. Anche le biblioteche che non chiuderanno, come la “Enzo Tortora” (municipio I) e la “Penazzato” (municipio V), stanno riducendo gli orari di apertura. I frequentatori temono per il futuro dei loro spazi culturali, essenziali per le attività comunitarie e gli eventi locali. Tagli a Finanziamenti e Personale Le preoccupazioni riguardano anche i tagli ai fondi per il triennio 2024-2026, con una riduzione del budget da 21 milioni del 2013 a meno di 17 milioni quest’anno. Inoltre, il numero di dipendenti disponibili è in calo, con meno di 200 persone per gestire 41 strutture, mentre la pianta organica teorica prevede 684 unità. La comunità dei lettori, i lavoratori e i sindacati sono in attesa di risposte concrete dall’amministrazione, sperando che le biblioteche non diventino un’altra vittima delle ristrutturazioni e dei tagli.
“Dio. La scienza, le prove. L’alba di una rivoluzione”, il libro

“Dio. La scienza, le prove. L’alba di una rivoluzione” rappresenta un’opera di grande rilevanza nel panorama contemporaneo, affrontando in modo completo e dettagliato il dibattito sul rapporto tra scienza e spiritualità, con particolare attenzione alle possibili prove scientifiche dell’esistenza di una realtà divina. Scritto da Michel-Yves Bolloré e Olivier Bonnaisses, il libro offre una panoramica esaustiva delle recenti scoperte scientifiche e delle teorie che potrebbero indicare l’esistenza di un’intelligenza superiore o di una forza creatrice. Una delle premesse fondamentali del libro è la consapevolezza che il progresso scientifico ha portato a una profonda revisione delle concezioni dell’universo e della vita, sottolineando come ciò che una volta era considerato come verità assoluta possa essere superato dalle nuove scoperte e teorie scientifiche. Attraverso questa lente, gli autori esaminano le principali concezioni scientifiche del passato e del presente, contestualizzando il dibattito sull’esistenza di Dio in un contesto di costante evoluzione della conoscenza umana. Il testo si articola in una serie di temi chiave, suddivisi in capitoli indipendenti, che spaziano dalla cosmologia alla biologia, dalla matematica alla teologia. In ogni capitolo, vengono esaminate le evidenze scientifiche e le argomentazioni teoriche che potrebbero suggerire l’esistenza di una dimensione trascendente o divina. Ad esempio, vengono esplorate le teorie sulla nascita dell’universo, con particolare attenzione al Big Bang e alle implicazioni cosmologiche che ne derivano, così come viene analizzato il principio antropico e la sua possibile rilevanza nel contesto dell’evoluzione della vita. Un aspetto significativo del libro è la sua inclusione di prefazioni da parte di eminenti scienziati, come Robert W. Wilson e Antonino Zichichi, il che conferisce ulteriore autorevolezza alla trattazione scientifica proposta dagli autori principali. Questi esperti apportano contributi significativi alla discussione, fornendo prospettive uniche e informazioni rilevanti sulle scoperte scientifiche che possono informare la nostra comprensione del mondo e, potenzialmente, dell’esistenza di una realtà divina. Con uno stile di scrittura accessibile e coinvolgente, gli autori cercano di raggiungere un vasto pubblico, composto sia da persone con una fede religiosa consolidata che da individui più scettici o agnostici. L’obiettivo principale del libro è quello di offrire al lettore una visione equilibrata e informativa delle prove scientifiche sull’esistenza di Dio, consentendo loro di esplorare la questione in modo critico e riflessivo. In conclusione, “Dio. La scienza, le prove. L’alba di una rivoluzione” rappresenta un importante contributo al dibattito contemporaneo sulla relazione tra scienza e spiritualità, offrendo una trattazione dettagliata e ben documentata delle evidenze scientifiche che potrebbero indicare l’esistenza di una dimensione trascendente o divina. Attraverso una serie di argomentazioni e analisi approfondite, il libro invita i lettori a esplorare in modo critico e aperto le implicazioni filosofiche e teologiche delle scoperte scientifiche moderne, con la speranza di promuovere una maggiore comprensione e dialogo su questa importante questione esistenziale. La domanda sull’esistenza di Dio è una delle più profonde e complesse che l’umanità si sia posta nel corso della storia. Come affermano gli autori del saggio, la risposta a questa domanda esiste, indipendentemente da noi. Tuttavia, ciò che possiamo comprendere e interpretare di questa risposta dipende dalla nostra capacità di comprendere il mondo che ci circonda, incluso il vasto panorama delle scoperte scientifiche, delle esperienze personali e delle riflessioni filosofiche. È importante riconoscere che le prove o gli argomenti a favore o contro l’esistenza di Dio possono variare notevolmente da persona a persona, poiché ognuno ha una prospettiva unica e una base di conoscenza diversa. Tuttavia, gli autori suggeriscono che ci sono campi della conoscenza, come la cosmologia, la biologia, la filosofia e la teologia, che stanno gettando nuova luce su questa questione fondamentale. L’obiettivo del libro non è tanto quello di imporre una risposta definitiva, ma piuttosto di fornire ai lettori gli strumenti e le informazioni necessarie per riflettere in modo critico e informarsi in modo completo su questa questione esistenziale. Gli autori sperano che, alla fine della lettura, ogni individuo sia in grado di decidere liberamente cosa credere, basandosi su una comprensione approfondita e ponderata delle argomentazioni presentate nel libro. In ultima analisi, la questione dell’esistenza di Dio rimane una questione personale e profondamente soggettiva, e la risposta che ciascuno di noi trova può essere influenzata da una moltitudine di fattori, comprese le esperienze personali, le convinzioni culturali e le considerazioni razionali. La speranza degli autori è che attraverso la lettura e la riflessione, i lettori possano arrivare a una comprensione più chiara e autentica delle proprie credenze e dei propri valori spirituali.