Note emergenti e movida: la notte giovane di Palestrina e Zagarolo

I borghi dell’area prenestina si confermano uno dei punti di riferimento più dinamici per le nuove generazioni di artisti e per il pubblico giovanile. Attraverso iniziative diffuse come i Primigenia Music Awards e le rassegne di concerti all’aperto, i comuni di Palestrina e Zagarolo hanno trasformato i propri centri storici in veri e propri palcoscenici a cielo aperto, capaci di unire valorizzazione dei talenti emergenti, grandi ospiti delle scene pop e rap e intrattenimento serale. Primigenia Music Awards: una vetrina per la musica emergente Il Primigenia Music Awards rappresenta una delle realtà concorsuali e performative più significative per la promozione della musica dal vivo nel territorio di Palestrina. Il nome stesso richiama la profonda identità storica della città — legata al culto del Santuario della Fortuna Primigenia — proiettandola tuttavia in una dimensione contemporanea e proiettata verso il futuro. Il contest e i palchi correlati nascono con obiettivi ben precisi: Le fasi finali e i concerti legati al premio trasformano le piazze di Palestrina in un catalizzatore di energia, attirando appassionati e addetti ai lavori da tutta la provincia e dalla capitale. I concerti in piazza tra Zagarolo e Palestrina: tra rap, pop e grandi ospiti L’offerta musicale per i giovani non si limita ai contest per emergenti, ma si estende a una ricca programmazione di concerti in piazza che vede protagonisti i borghi di Palestrina e la vicina Zagarolo. Le storiche piazze e le corti dei palazzi d’epoca — come la maestosa cornice di Palazzo Rospigliosi a Zagarolo o le piazze centrali di Palestrina — diventano l’ambientazione ideale per gli spettacoli dal vivo. La linea artistica sviluppata nelle ultime stagioni punta su un mix equilibrato e accattivante: La movida serale e il valore per il territorio L’integrazione tra la musica dal vivo e la movida serale garantisce un impatto altamente positivo per l’intero tessuto socio-economico dei due borghi. Le serate dei concerti vedono locali, pub, ristoranti e attività di ristorazione gremiti di giovani, creando un’atmosfera viva e di grande fermento. Questo modello di intrattenimento dimostra come i centri storici d’epoca non siano soltanto luoghi di conservazione del passato, ma possano diventare spazi urbani vibranti e a misura di giovane. La combinazione tra l’accoglienza tipica delle comunità locali, la qualità delle proposte musicali e la suggestione dei contesti architettonici rende la notte di Palestrina e Zagarolo una delle esperienze più coinvolgenti dell’estate prenestina.
Il cammino dei sapori nei Monti Prenestini

Tra le dorsali calcaree, i boschi di castagno e i borghi arrampicati sulle alture a est di Roma, il territorio dei Monti Prenestini custodisce un patrimonio enogastronomico vivo e radicato. La storia di queste terre si riflette direttamente sulla tavola: una cucina sobria, legata alla terra e alla pastorizia, che negli ultimi anni ha saputo valorizzare i propri prodotti simbolo trasformandoli in un potente motore di attrazione turistica e culturale. Le specialità di montagna: Capranica Prenestina e Guadagnolo Salendo verso i punti più elevati della catena montuosa, l’identità gastronomica assume i tratti decisi della tradizione alpestre e boschiva. A Capranica Prenestina e nella frazione di Guadagnolo (che con i suoi 1.218 metri di altitudine rappresenta uno dei centri abitati più alti del Lazio), la cucina si fonda storicamente sulle risorse che la montagna offriva nelle stagioni rigide: I dolci storici e i vitigni d’eccellenza: Cave e Zagarolo Scendendo verso la fascia collinare, il paesaggio cambia e lascia spazio a vigneti, uliveti e noccioleti. Qui la cultura enogastronomica si intreccia con produzioni dolciarie e vitivinicole certificate e riconosciute: L’olio e le tipicità dei borghi: Poli e San Vito Romano Sui versanti che guardano verso i Monti Caprini e la Valle del Sacco, i borghi di Poli e San Vito Romano contribuiscono al panorama del gusto con prodotti legati all’olivicoltura e alla norcineria: Turismo enogastronomico: una risorsa per il territorio Riscoprire i Monti Prenestini attraverso il cibo significa percorrere un itinerario che unisce la visita ai beni culturali (palazzi storici, musei e santuari) alla sosta di qualità nei locali del territorio. La cucina prenestina non è soltanto un’offerta culinaria, ma una vera e propria testimonianza storica che racconta il profondo legame tra le comunità locali e l’ambiente naturale che le circonda.
Incontri d’autore e percorsi sensoriali a Poli e San Vito Romano

Nel panorama culturale del territorio prenestino e dei Monti Caprini, i borghi di Poli e San Vito Romano si distinguono per un approccio innovativo alla promozione della lettura e dell’arte. Le rassegne letterarie estive abbandonano la forma della classica presentazione frontale per trasformarsi in vere e proprie esperienze immersive. All’interno di cornici architettoniche di pregio, come i chiostri storici e i cortili dei palazzi d’epoca, la letteratura si intreccia con percorsi sensoriali, ascolti sonori e degustazioni al buio, offrendo al pubblico una fruizione partecipativa della cultura. Le serate letterarie nei chiostri storici I centri storici di Poli e San Vito Romano mettono a disposizione il proprio patrimonio monumentale per ospitare eventi culturali che valorizzano la parola scritta. I chiostri e le corti interne offrono una dimensione intima e acusticamente protetta, ideale per l’ascolto e il confronto con gli autori. Le serate letterarie vedono la partecipazione di scrittori, saggisti e poeti che presentano le proprie opere attraverso formule dinamiche: L’ambientazione nei chiostri consente di riscoprire spazi storici sotto una luce differente, coniugando l’interesse per la letteratura con la tutela e la promozione del patrimonio architettonico locale. Degustazioni al buio ed esperienze sensoriali Per arricchire la fruizione dei testi e stimolare una percezione più profonda delle storie raccontate, le rassegne culturali di Poli e San Vito Romano integrano momenti dedicati ai sensi. Tra le proposte più suggestive figurano le degustazioni al buio. Queste esperienze guidate invitano i partecipanti a privarsi temporaneamente della vista per concentrarsi esclusivamente sugli altri sensi: L’assenza di stimoli visivi amplifica la concentrazione della mente, preparando il pubblico a una ricezione più intima ed emotiva delle letture e dei racconti che accompagnano l’evento. Percorsi sonori immersivi Un altro elemento distintivo delle attività culturali nei due borghi è rappresentato dall’impiego di percorsi sonori immersivi. Attraverso l’uso di tecnologie audio dedicate, paesaggi sonori e composizioni musicali elettroacustiche, la narrazione letteraria si espande nello spazio. I visitatori vengono guidati all’interno degli ambienti storici ascoltando tracce audio curate nei minimi dettagli, in cui le voci narranti si fondono con i suoni della natura, frammenti musicali e campionamenti ambientali. Questo formato permette di creare un legame diretto tra l’ambientazione fisica del borgo e la dimensione immaginativa del testo letterario, trasformando la semplice lettura in un viaggio percettivo a 360 gradi. Cultura e promozione del territorio La sinergia tra Poli e San Vito Romano dimostra come la cooperazione tra comuni vicini possa dare vita a un’offerta culturale articolata e di alta qualità. Unire la presentazione di libri a formule esperienziali quali la degustazione sensoriale e i percorsi sonori consente di attirare un pubblico trasversale, appassionato sia di letteratura sia di turismo culturale ed enogastronomico.
Palestrina in Festa: Tradizione e Musica per la Madonna del Carmine

La città di Palestrina rinnova ogni estate uno degli appuntamenti religiosi e popolari più sentiti dall’intera comunità: le celebrazioni in onore della Madonna del Carmine. Questa ricorrenza unisce fede profonda, folklore di quartiere e una prestigiosa tradizione musicale che affonda le sue radici nella storia rinascimentale della città, patria del celebre compositore Giovanni Pierluigi da Palestrina. Il quartiere Borgo: il cuore pulsante dei festeggiamenti rionali I festeggiamenti legati alla Madonna del Carmine trovano il loro fulcro ideale e storico nel quartiere Borgo, uno dei rioni più antichi e caratteristici di Palestrina. Tra vicoli addobbati, stendardi e luminarie, la devozione mariana si traduce in un’atmosfera viva e accogliente che coinvolge residenti e visitatori. La macchina organizzativa, guidata dal comitato festeggiamenti e dalla comunità locale, propone un programma che intreccia i momenti liturgici alla vita di piazza: La festa del Carmine al Borgo rappresenta una testimonianza tangibile di come le tradizioni popolari riescano a conservare l’identità di un luogo, tramandando di generazione in generazione il legame tra il quartiere e la sua protettrice. La Cattedrale di Sant’Agapito e la grande tradizione corale Se il quartiere Borgo incarna l’anima popolare della festa, la Cattedrale di Sant’Agapito Martire ne rappresenta il fulcro spirituale e culturale. La basilica cattedrale, principale edificio di culto di Palestrina, fa da cornice solenne alle funzioni religiose e, in particolare, ai concerti di musica sacra e corale che arricchiscono il programma delle celebrazioni. Palestrina vanta un’eredità musicale di livello internazionale grazie alla figura di Giovanni Pierluigi da Palestrina, uno dei più grandi maestri della polifonia rinascimentale. In occasione delle festività del Carmine, la Cattedrale accoglie esibizioni corali di alto profilo: Un legame profondo con la comunità Ciò che rende unica la Festa della Madonna del Carmine a Palestrina è la perfetta armonia tra la dimensione sacra e quella profana, tra la solennità delle esecuzioni corali in Cattedrale e la calore delle feste di strada nel quartiere Borgo. La manifestazione dimostra come la memoria storica e la fede religiosa continuino a essere elementi di coesione sociale imprescindibili. Partecipare a questi giorni di festa significa immergersi nell’autentica cultura prenestina, riscoprendo un patrimonio fatto di devozione sincera, eccellenza musicale e forte senso della famiglia e del territorio.
San Cesareo: Torna lo Street Food

Il fine settimana alle porte si preannuncia ricco di gusto e socialità per il territorio dei Monti Prenestini. Da venerdì 17 a domenica 19 luglio 2026, il comune di San Cesareo si trasforma nella capitale locale del cibo da strada e della birra di qualità ospitando l’attesa 8ª Festa dello Street Food e della Birra Artigianale. L’evento, ormai diventato un punto di riferimento fisso nell’estate della provincia romana, promette tre serate all’insegna della convivialità, della valorizzazione gastronomica e del divertimento per tutte le età. Un’iniziativa nel Cuore del Territorio La manifestazione è frutto dell’impegno organizzativo dell’Associazione Pegaso, una realtà locale da sempre attiva nella promozione di eventi che aggregano la comunità e valorizzano il tessuto urbano. La scelta della data e della location non è casuale: il terzo weekend di luglio rappresenta il cuore pulsante dell’estate, il momento ideale per godersi il fresco serale delle aree prenestine fuori dal caos della capitale. L’evento si terrà presso l’Area Ex-Fiera, situata in Via Maremmana III. Questo spazio, ampio e facilmente accessibile, è stato appositamente attrezzato per accogliere in totale sicurezza i visitatori, garantendo ampi spazi per il flusso pedonale, la sosta e il consumo dei prodotti in totale relax. Il Menù: Dai Classici dello Street Food alle Birre d’Autore Il vero fulcro dell’evento è, ovviamente, la proposta enogastronomica. Gli amanti del buon cibo troveranno un’offerta variegata che spazia tra diverse tradizioni culinarie: La filosofia dell’evento si basa sul concetto di “chilometro zero” concettuale: dare spazio a produttori e artigiani che mettono la passione e la freschezza degli ingredienti al primo posto. Un Evento per Famiglie: Spazio al Luna Park La Festa dello Street Food e della Birra Artigianale non è pensata solo per i giovani o per gli appassionati di gastronomia, ma si propone come una vera e propria festa patronale e comunitaria adatta alle famiglie. Per tutta la durata della manifestazione, l’Area Ex-Fiera ospiterà un Luna Park attrezzato con giostre, attrazioni e giochi dedicati ai più piccoli e ai ragazzi. Questa scelta logistica permette ai genitori di godersi la serata in tranquillità, cenando all’aperto mentre i bambini si divertono in un’area controllata e a loro dedicata. Informazioni Pratiche e Logistica L’ingresso all’area della festa è completamente gratuito, lasciando i visitatori liberi di passeggiare tra gli stand, usufruire delle attrazioni del Luna Park e scegliere autonomamente cosa consumare. Dettaglio Informazioni Utili Date Da venerdì 17 a domenica 19 luglio 2026 Orari Apertura stand a partire dalle ore 19:00 fino alle 23:00 circa Luogo Area Ex-Fiera, Via Maremmana III, San Cesareo (RM) Ingresso Libero e gratuito Organizzazione Associazione Pegaso L’area di Via Maremmana III è facilmente raggiungibile sia per chi proviene dai comuni limitrofi dei Monti Prenestini e dei Castelli Romani (come Palestrina, Zagarolo, Colonna), sia per chi arriva da Roma tramite l’autostrada A1 (uscita San Cesareo). Nelle vicinanze dell’area fiera sono presenti zone adibite a parcheggio per facilitare l’afflusso dei visitatori durante le ore di punta serali.
Capranica Prenestina: il Palio della Maddalena tra storia e Medioevo

Nel cuore dei Monti Prenestini, arroccato a oltre 900 metri d’altitudine, il borgo di Capranica Prenestina compie ogni anno un suggestivo viaggio indietro nel tempo. In occasione delle celebrazioni dedicate alla patrona, Santa Maria Maddalena, la comunità locale rievoca le proprie radici storiche trasformando le vie e le piazze in un palcoscenico medievale. Tra cortei storici, abiti d’epoca, spettacoli e giochi tra i rioni, la rievocazione rappresenta uno dei momenti più attesi dell’estate prenestina. Il contesto storico e la devozione patronale La storia di Capranica Prenestina è intrinsecamente legata alle grandi famiglie nobiliari che ne hanno segnato il feudo nei secoli, tra cui i Colonna e i Barberini, e a una profonda devozione popolare. La figura di Santa Maria Maddalena, protettrice del borgo, viene festeggiata con un ricco programma che affianca ai riti religiosi tradizionali una complessa macchina organizzativa a carattere rievocativo. Il Palio della Maddalena nasce proprio per rievocare le atmosfere dell’epoca medievale e rinascimentale, mettendo in scena la vita quotidiana, le arti e le dispute cavalleresche che caratterizzavano il borgo secoli fa. L’evento coinvolge attivamente gli abitanti di tutte le età, impegnati per mesi nella realizzazione delle scenografie, nella sartoria storica e nella preparazione delle prove d’abilità. Il Corteo Storico: abiti, musica e figuranti Il punto culminante della manifestazione è rappresentato dalla maestosa sfilata del corteo storico. Le stradine in pietra del centro antico si popolano di figuranti in costume rigorosamente ricostruiti sulla base di documentazioni iconografiche d’epoca. L’atmosfera viene scandita da elementi chiave della tradizione medievale: Il corteo si snoda tra i vicoli caratteristici per raggiungere la piazza principale, sfilando dinanzi alle autorità e alla popolazione radunata per assistere all’evento. I giochi rionali e la contesa del Palio Oltre alla componente visiva e culturale del corteo, il cuore pulsante della festa è la competizione vera e propria: i giochi rionali. I diversi quartieri o rioni del paese si sfidano in una serie di prove d’abilità, forza e destrezza per aggiudicarsi il drappo del Palio. Le sfide attingono alla tradizione dei giochi popolari antichi e richiedono sia preparazione fisica sia affiatamento di squadra. Tra le competizioni storiche figurano: La rivalità sana tra i rioni accende l’entusiasmo della comunità, trasformando ogni gara in un momento di grande tifo e partecipazione. Intrattenimento, cultura e gusto tra le vie del borgo Durante le giornate dedicate al Palio, il borgo di Capranica Prenestina accoglie i visitatori con un’offerta culturale ed enogastronomica a tema. Il centro storico ospita banchi d’artigianato, dimostrazioni di antichi mestieri e spettacoli di artisti di strada, giullari e sputafuoco che animano gli angoli più suggestivi del paese fino a tarda notte. Non mancano le soste dedicate ai sapori del territorio: le taverne e gli stand gastronomici propongono piatti della tradizione montana e prodotti locali, permettendo di vivere un’esperienza immersiva che unisce storia, spettacolo e gastronomia nello scenario fresco e panoramico dei Monti Prenestini.
Rocca di Cave: Tra Cielo e Abissi Preistorici

L’estate spinge da sempre alla ricerca di luoghi in cui la frescura del clima si coniuga con la possibilità di vivere esperienze culturali stimolanti. Nel territorio dei Monti Prenestini, a breve distanza dalla Capitale, esiste un borgo che risponde perfettamente a queste esigenze, offrendo al contempo un viaggio straordinario nel tempo e nello spazio. Si tratta di Rocca di Cave, un comune situato a 933 metri di altitudine sul livello del mare, caratteristica che lo colloca al secondo posto tra i centri più alti dell’intera provincia di Roma. Questa posizione geografica privilegiata non solo garantisce temperature gradevoli anche durante le giornate più calde di luglio, ma lo rende un punto di osservazione ideale per l’astronomia e una miniera a cielo aperto per la paleontologia. Il cuore scientifico e culturale del paese è rappresentato dal polo didattico e museale ospitato all’interno della storica Rocca Colonna, la fortezza medievale che domina l’abitato. Questa struttura accoglie al suo interno il Planetario e il Museo Geopaleontologico “Ardito Desio”. La particolarità di questo sito risiede nella straordinaria sovrapposizione tra la storia umana medievale e le epoche geologiche più remote del nostro pianeta. Il museo espone reperti di inestimabile valore scientifico che documentano l’evoluzione del territorio laziale nel corso di milioni di anni. La rilevanza paleontologica di Rocca di Cave è legata a una scoperta di portata globale: i resti fossili di una barriera corallina risalente al periodo del Cretaceo superiore, databile a circa 100 milioni di anni fa. All’epoca, l’area che oggi costituisce la catena dei Monti Prenestini si trovava sommersa da un mare caldo e poco profondo, un ambiente di tipo tropicale del tutto simile alle attuali Bahamas. I sedimenti di quell’antico fondale marino si sono cementati nel tempo, conservando una quantità straordinaria di organismi fossili, tra cui spiccano i molluschi bivalvi noti come rudiste, oltre a coralli, echinodermi e gasteropodi. Questo affioramento fossilifero è talmente importante da essere stato formalmente istituito e tutelato come Monumento Naturale Regionale dalla Regione Lazio. L’attrattiva più celebre per gli appassionati di preistoria e per le famiglie è senza dubbio il legame con la scoperta di “Tito”, il primo dinosauro sauropode erbivoro rinvenuto in Italia. I resti fossilizzati di questo dinosauro, vissuto circa 112 milioni di anni fa, appartengono a un esemplare di titanosauro di medie dimensioni. Il ritrovamento dei suoi frammenti ossei proprio nei depositi calcarei sedimentati a Rocca di Cave ha rivoluzionato le teorie dei paleontologi sulla paleogeografia della penisola italiana, dimostrando l’esistenza di terre emerse stabili e di passaggi migratori per i grandi rettili terrestri laddove si pensava vi fosse esclusivamente un oceano profondo. Per valorizzare questo patrimonio unico, il comune e i curatori del museo hanno realizzato il “Sentiero dei Dinosauri”. Si tratta di un percorso escursionistico naturalistico lungo circa un chilometro, facilmente percorribile e attrezzato con pannelli didattici illustrativi. Il sentiero si sviluppa lungo le pendici del colle della Rocca e permette di osservare direttamente sul terreno i fossili incastonati nella roccia calcarea, offrendo ai visitatori un’esperienza di trekking scientifico all’aria aperta, particolarmente suggestiva e fresca nelle ore del tardo pomeriggio. Parallelamente alle meraviglie del sottosuolo, Rocca di Cave si proietta verso lo studio del cosmo. Grazie all’altitudine e alla scarsa presenza di inquinamento luminoso rispetto alla vicina area metropolitana di Roma, il Planetario e l’Osservatorio Astronomico della fortezza organizzano regolarmente durante i fine settimana estivi sessioni di osservazione del cielo notturno. Attraverso telescopi professionali e sotto la guida di esperti astrofili, i visitatori possono esplorare le costellazioni del cielo estivo, la Luna, i pianeti visibili e i principali oggetti del profondo cielo, rendendo il borgo prenestino una meta ideale per chiunque desideri unire la divulgazione scientifica al piacere della natura incontaminata.
Palestrina celebra il Giglietto

Quattro giorni tra sapori, spettacoli e tradizioni nel cuore del centro storico. Torna il Festival del Giglietto & Ghiottonerie dei Monti Prenestini, appuntamento simbolo dell’estate prenestina dedicato alle eccellenze gastronomiche e culturali del territorio. Palestrina si prepara a vivere uno degli eventi più attesi dell’estate con il ritorno del Festival del Giglietto & Ghiottonerie dei Monti Prenestini, manifestazione che dal 30 luglio al 2 agosto 2026 animerà il centro storico della città con un ricco programma di appuntamenti dedicati alla gastronomia, alla cultura e alle tradizioni locali. Giunta alla 28ª edizione, la manifestazione rappresenta ormai un punto di riferimento per residenti, turisti e appassionati della cucina tipica, confermandosi come uno degli eventi più importanti del calendario estivo dei Monti Prenestini. Per quattro giorni le antiche vie e le piazze del centro storico si trasformeranno in un percorso del gusto, dove sarà possibile degustare prodotti tipici, assistere a spettacoli dal vivo e partecipare a momenti di intrattenimento pensati per coinvolgere visitatori di tutte le età. Protagonista assoluto sarà ancora una volta il Giglietto di Palestrina, il celebre biscotto che da secoli rappresenta uno dei simboli gastronomici della città. Preparato secondo un’antica ricetta tramandata nel tempo, il Giglietto è conosciuto per la sua consistenza fragrante e per la caratteristica preparazione a 3 ingredienti : farina, zucchero e uova. Accanto al dolce simbolo della manifestazione, il festival offrirà un’ampia selezione di prodotti tipici provenienti dai Monti Prenestini, valorizzando le produzioni locali e il lavoro delle aziende del territorio. L’iniziativa nasce infatti con l’obiettivo di promuovere non soltanto le eccellenze enogastronomiche, ma anche il patrimonio storico, culturale e turistico di Palestrina, offrendo ai visitatori un’occasione per scoprire il fascino della città attraverso un percorso che unisce gusto e tradizione. Nel corso degli anni il Festival del Giglietto è cresciuto fino a diventare una manifestazione capace di richiamare migliaia di persone da tutta l’area metropolitana di Roma e dalle province limitrofe. Il successo dell’iniziativa è legato anche alla sua capacità di valorizzare il centro storico, trasformandolo in un luogo di incontro dove cultura, musica e gastronomia si fondono in un’unica esperienza. L’organizzazione dell’evento è resa possibile grazie alla collaborazione tra il Comitato del Giglietto, la Pro Loco di Palestrina, le associazioni del territorio e numerosi volontari che ogni anno contribuiscono alla realizzazione della manifestazione. Un lavoro condiviso che permette di mantenere viva una tradizione ormai consolidata e di promuovere il territorio attraverso una delle sue eccellenze più conosciute. Anche l’Amministrazione comunale invita cittadini e visitatori a partecipare alla nuova edizione del festival, sottolineando l’importanza della manifestazione come occasione di promozione turistica e valorizzazione delle tradizioni locali. Passeggiare tra le vie del centro storico, degustare le specialità del territorio e assistere agli spettacoli in programma rappresenta infatti un modo per vivere da vicino l’identità culturale di Palestrina e dei Monti Prenestini. Con il suo mix di sapori autentici, convivialità e iniziative dedicate al pubblico, il Festival del Giglietto continua a essere uno degli appuntamenti più rappresentativi dell’estate laziale, capace di raccontare la storia e le tradizioni di un territorio ricco di cultura e di eccellenze gastronomiche. Info utili Evento: Festival del Giglietto & Ghiottonerie dei Monti Prenestini – 28ª edizione Date: Dal 30 luglio al 2 agosto 2026 Luogo: Centro storico di Palestrina (Roma) Ingresso: Libero
MUDI e Magazzini di Storia: il patrimonio di Castel San Pietro Romano

Arroccato sulla vetta del Monte Ginocchio, Castel San Pietro Romano è rinomato per i suoi panorami mozzafiato sulla campagna romana e per la sua architettura medievale. Tuttavia, oltre alla bellezza visibile dei suoi vicoli e della Rocca Colonna, il borgo conserva un ricco patrimonio culturale che si snoda tra collezioni espositive e ambienti ipogei. Al centro di questo racconto ci sono il MUDI (Museo Diffuso) e lo spazio espositivo dei Magazzini di Storia, luoghi che permettono di ripercorrere le stratificazioni storiche, artistiche e archeologiche di questo territorio. Il MUDI e i Magazzini di Storia: un racconto a più livelli Il concetto di museo a Castel San Pietro Romano supera i confini tradizionali dell’esposizione al chiuso per abbracciare l’intero tessuto urbano. Insieme, questi due poli offrono al visitatore una visione completa dell’evoluzione storica locale, integrando la visita archeologica con la scoperta del paesaggio. Riscoprire il sotterraneo e le serate al museo Durante la stagione estiva, la fruizione del patrimonio museale di Castel San Pietro Romano si arricchisce di formule dinamiche pensate per coinvolgere un pubblico ampio e diversificato. L’apertura serale dei siti archeologici e museali diventa l’occasione per vivere l’arte in un’atmosfera suggestiva e rilassata. Visite guidate notturne Le visite serali condotte da guide esperte permettono di esplorare i dettagli architettonici e i reperti con una luce differente. Percorrere i camminamenti della Rocca o addentrarsi negli ambienti ipogei e nei passaggi coperti durante le ore fresche della sera consente di apprezzare aspetti storici e costruttivi che spesso sfuggono durante il giorno. Le spiegazioni storiche si soffermano sull’importanza strategica del sito nel corso dei secoli e sulle campagne di scavo che hanno riportato alla luce il materiale oggi conservato nei Magazzini di Storia. Aperitivi al Museo Un’altra iniziativa consolidata per la promozione del MUDI è l’organizzazione di eventi che uniscono la cultura alla valorizzazione delle eccellenze locali, come gli aperitivi al museo. Questi appuntamenti prevedono un percorso guidato tra le sale espositive o i punti panoramici del borgo, seguito da una degustazione di prodotti tipici del territorio prenestino (tra cui spiccano i celebri Giglietti, biscotti presidio Slow Food). La formula permette di fondere la conoscenza della storia locale con la convivialità e la promozione enogastronomica. Mostre temporanee e valorizzazione culturale Oltre all’esposizione permanente dei reperti, gli spazi dei Magazzini di Storia e della Rocca Colonna ospitano periodicamente mostre temporanee, rassegne fotografiche ed esposizioni d’arte contemporanea. Queste iniziative collaterali consentono di mantenere vivo l’interesse culturale attorno al borgo, creando un dialogo costante tra l’archeologia antica e le espressioni artistiche moderne. Attraverso la sinergia tra la conservazione del passato e nuove forme di accoglienza turistica, Castel San Pietro Romano conferma il MUDI e i Magazzini di Storia come punti di riferimento fondamentali per la tutela e la divulgazione del patrimonio dei Monti Prenestini.
Michele Mari vince il Premio Strega 2026

L’attesa è finita per il mondo delle lettere italiane. Nella serata di mercoledì 8 luglio 2026, la storica cornice di Piazza del Campidoglio a Roma ha ospitato l’atto conclusivo dell’ottantesima edizione del Premio Strega. L’ambìto riconoscimento letterario è stato assegnato a Michele Mari con il suo romanzo I convitati di pietra, pubblicato da Einaudi. L’autore ha ottenuto una netta vittoria conquistando anche il favore delle giurie giovanili, segnando una doppietta memorabile per questa edizione d’anniversario. La classifica della serata finale Lo spoglio dei voti complessivi ha confermato i pronostici della vigilia, delineando una gerarchia chiara all’interno della sestina dei finalisti. Di seguito viene riportato il quadro ufficiale delle preferenze espresse dai giurati: L’opera di Mari ha convinto la platea dei votanti grazie a una struttura narrativa che unisce ironia, introspezione e tinte noir. La trama segue le vicende di un gruppo di ex compagni di scuola che, all’indomani dell’esame di maturità, stringono un patto finanziario ed esistenziale: alimentare un fondo comune che verrà interamente ereditato solo dagli ultimi tre superstiti della classe. Un pretesto che si trasforma in una profonda riflessione sulla memoria e sullo scorrere del tempo. Che cos’è il Premio Strega: storia e tradizione Nato nel secondo dopoguerra, il Premio Strega rappresenta la più prestigiosa competizione letteraria in Italia. Fondato a Roma nel 1947 dalla scrittrice Maria Bellonci e da Guido Alberti, proprietario della storica azienda produttrice del Liquore Strega di Benevento (da cui il premio prende il nome), l’evento nacque con l’obiettivo di rilanciare la cultura e la narrativa nazionale dopo i traumi del conflitto mondiale. Il nucleo originario dei giurati fu battezzato “Amici della Domenica”, un gruppo d’intellettuali, scrittori e artisti che si riunivano periodicamente nel salotto di casa Bellonci per discutere di libri e società. Nel corso dei decenni, l’albo d’oro del premio ha visto trionfare i più grandi nomi della letteratura italiana del Novecento, tra cui Elsa Morante, Alberto Moravia, Giorgio Bassani, Natalia Ginzburg, Primo Levi e Umberto Eco, trasformando la manifestazione in un termometro fondamentale dei gusti e delle tendenze culturali del Paese. Il meccanismo di voto odierno Il Premio Strega mantiene salda la sua tradizione pur essendosi adeguato nel tempo alle nuove dinamiche editoriali. La giuria attuale è profondamente ampliata rispetto ai primi anni e comprende: La competizione si articola tradizionalmente in due fasi principali: una prima selezione in tarda primavera che riduce i candidati alla storica cinquina (diventata eccezionalmente una sestina in questa edizione per includere i piccoli editori ex aequo), e la grande serata finale di inizio luglio a Roma, durante la quale avviene lo spoglio pubblico in diretta televisiva che decreta il vincitore assoluto.