Lazio, approvata la Legge 193/2026: Nuovi contributi per l’agricoltura nelle zone montane

Il 18 febbraio 2026, il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato all’unanimità la Legge Regionale n. 193 (inizialmente presentata come Proposta di Legge n. 193), intitolata “Contributi per favorire l’uso agricolo delle zone montane”.

Questo provvedimento nasce con l’obiettivo specifico di contrastare l’abbandono delle terre alte, prevenire il dissesto idrogeologico e rilanciare l’economia rurale nei comuni montani del Lazio.


Nuova Legge Regionale Lazio (Febbraio 2026): Sostegno all’Agricoltura di Montagna

La nuova normativa approvata nel febbraio 2026 rappresenta una svolta operativa per il territorio laziale, introducendo misure dirette a facilitare l’accesso alla terra e la manutenzione delle colture in contesti geografici difficili. La legge si articola principalmente su due binari di finanziamento.

1. Ristoro delle Spese Notarili per l’Acquisto di Terreni

Uno dei principali ostacoli al recupero dei terreni montani è l’incidenza dei costi burocratici e legali, che spesso superano il valore di mercato dei piccoli appezzamenti frammentati.

  • Oggetto del contributo: La Regione Lazio rimborsa gli oneri notarili sostenuti per l’acquisto di terreni o fabbricati destinati all’uso agricolo situati in zone montane.
  • Entità del contributo: Il rimborso copre l’intero importo delle spese notarili, partendo da un minimo di 1.000 euro fino a un massimo di 5.000 euro.
  • Beneficiari e Priorità: Possono accedere sia persone fisiche che giuridiche. La legge stabilisce criteri di priorità per:
    • Aziende agricole già operanti in zone montane.
    • Giovani agricoltori (fino a 41 anni di età).
    • Forme di agricoltura associata.
    • Acquisti che portano a un accorpamento fondiario (terreni di maggiore estensione).

2. Contributi per la Coltivazione di Specie Arboree

La seconda misura è una novità assoluta poiché si rivolge anche a chi non è imprenditore agricolo professionale, incentivando la “cura del territorio” anche su piccola scala.

  • A chi è rivolto: Soggetti (proprietari o affittuari) che conducono terreni montani, con l’esclusione degli imprenditori agricoli professionali (per i quali esistono già altre misure del CSR/PSR).
  • Criteri di calcolo: Il contributo varia da un minimo di 150 euro a un massimo di 600 euro, calcolato come segue:
    • 10 euro per ogni singola pianta di olivo, castagno, nocciolo, noce o altra specie da frutto.
    • 50 euro per ogni 1.000 metri quadrati di superficie coltivata a vite (da tavola o da vino).

Obiettivi Strategici e Risorse Finanziarie

Il legislatore ha stanziato per il triennio 2026-2028 una somma complessiva di circa 630.000 euro, suddivisi tra la copertura degli oneri notarili (circa 250.000 euro) e il sostegno alle coltivazioni (circa 380.000 euro).

Perché questa legge è importante?

La legge 193/2026 non è solo un aiuto economico, ma una strategia di difesa del suolo. L’abbandono delle colture montane comporta:

  1. Aumento del rischio incendi: I terreni incolti accumulano biomassa secca.
  2. Dissesto idrogeologico: La mancanza di regimazione delle acque e di manutenzione dei terrazzamenti favorisce frane e smottamenti.
  3. Perdita di biodiversità: Il recupero di castagneti e oliveti storici tutela il patrimonio genetico vegetale del Lazio.

Come accedere ai contributi

Sebbene la legge sia stata approvata il 18 febbraio 2026, la sua piena operatività dipende dall’emanazione della Deliberazione attuativa della Giunta Regionale, prevista entro 90 giorni dall’entrata in vigore.

Requisiti generali:

  • I terreni devono ricadere nei comuni classificati come “montani” secondo la normativa europea e nazionale vigente nel Lazio.
  • I contributi verranno concessi attraverso bandi a sportello o graduatoria fino a esaurimento dei fondi.
  • Sarà necessario presentare documentazione attestante l’avvenuta compravendita (per il contributo notarile) o l’effettiva conduzione delle piante (per il contributo alla coltivazione).

Conclusione

Questa legge colma un vuoto, offrendo un supporto concreto anche agli “agricoltori per passione” o ai piccoli proprietari che, pur non essendo grandi imprenditori, svolgono un ruolo cruciale come “custodi della montagna”.

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