Nelle calde serate estive, la montagna offre un’alternativa affascinante al mare e alla città: l’escursionismo in notturna. Tra le esperienze più suggestive del territorio prenestino spiccano i percorsi a piedi che attraversano la Spina di Capranica e salgono verso il Monte Guadagnolo, culminando nella maestosa cornice del Santuario della Mentorella. Camminare al chiaro di luna sui sentieri montani permette di sfuggire alla calura diurna, riscoprendo il paesaggio sotto una luce del tutto nuova, in un perfetto connubio tra natura, storia e osservazione astronomica.
I sentieri della Spina di Capranica e del Monte Guadagnolo
Il rilievo del Monte Guadagnolo, che con i suoi 1.218 metri rappresenta la vetta più alta della catena dei Monti Prenestini, offre una rete di sentieri di grande interesse paesaggistico e naturalistico. Tra questi, la cresta nota come la Spina di Capranica (che collega il borgo di Capranica Prenestina alle alte quote del massiccio) costituisce uno degli itinerari più panoramici e battuti dagli appassionati di trekking.
Affrontare questi percorsi in modalità notturna presenta vantaggi unici:
- Temperature ideali: Le altitudini e le brezze di montagna garantiscono un clima fresco e gradevole, ideale per lo sforzo fisico rispetto al caldo torrido del giorno.
- Flora e fauna al crepuscolo: Il bosco e la macchia montana cambiano volto; il profumo delle essenze vegetali si fa più intenso e non è raro avvistare o ascoltare i richiami della fauna selvatica notturna, come caprioli, volpi e volatili notturni.
- Orientamento e sicurezza: I percorsi principali della Spina e dell’altopiano di Guadagnolo seguono tracce ben segnate e prive di passaggi esposti estremi, rendendoli adatti alle camminate di gruppo con torce e lampade frontali.
L’arrivo al Santuario della Mentorella: storia e panorama
Punto d’arrivo o tappa fondamentale di queste passeggiate è il Santuario di Nostra Signora della Mentorella. Arroccato su uno sperone roccioso a picco sulla Valle del Giovenzano, il santuario è uno dei luoghi di culto mariano più antichi d’Europa, storicamente legato alla figura di Sant’Eustachio e molto caro a Papa Giovanni Paolo II.
Raggiungere la Mentorella di notte regala un’emozione profonda:
- L’Atmosfera del Luogo: Il silenzio che avvolge la rupe sacra nelle ore serali ne amplifica la carica spirituale e suggestiva.
- Il Belvedere sulla Valle: Dal piazzale del santuario e dalle alture circostanti si gode di una vista mozzafiato. Nelle notti limpide, lo sguardo spazia dai borghi illuminati della valle sottostante fino alle luci in lontananza dell’area metropolitana di Roma, creando un contrasto affascinante tra la quiete della montagna e il bagliore della civiltà.
Osservazione astronomica: un cielo al riparo dall’inquinamento luminoso
Oltre alla componente escursionistica e paesaggistica, le passeggiate notturne verso Guadagnolo e la Mentorella offrono condizioni eccellenti per l’osservazione delle stelle. L’altitudine elevata e la parziale schermatura del rilievo montuoso riducono l’impatto dell’inquinamento luminoso urbano, regalando un cielo buio e limpido.
Durante le soste lungo la cresta della Spina o nei pressi della cima di Guadagnolo, gli escursionisti possono fermarsi ad ammirare:
- Le Costellazioni Estive: La Via Lattea si mostra ben visibile ad occhio nudo, insieme alle principali costellazioni del cielo estivo come il Cigno, la Lira e l’Aquila.
- Pianeti e Stelle Cadenti: Nei mesi estivi, le serate astronomiche consentono di individuare con facilità i pianeti visibili e le meteore delle Perseidi.
L’abbinamento tra la camminata notturna e l’astronomia rende queste passeggiate un’esperienza completa, capace di unire benessere fisico, avventura e contemplazione del cielo stellato nel cuore dei Monti Prenestini.









