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TEMPIO-SANTUARIO della FORTUNA PRIMIGENIA

Dal sito www.lazioturismo.it la storia del Tempio della Fortuna. Leggi tutto l’articolo al link http://www.lazioturismo.it/asp/scheda_archeo.asp?id=9Il panorama di Palestrina (la Praenestae degli antichi) – da qualunque parte lo si guardi – è dominato dai monumentali resti del Santuario della Fortuna Primigenia, forse il più grandioso e scenografico della romanità. Palestrina ha un ricco passato e conserva anche altre importanti vestigia romane, oltre che prestigiosi monumenti delle epoche successive. Alla sommità del Santuario sorge il Palazzo Barberini dove ha sede il Museo Archeologico Prenestino (famoso Mosaico del Nilo).AMBIENTE E STORIA
Il SANTUARIO DELLA FORTUNA PRIMIGENIA sorge nel centro storico di Palestrina, antico abitato alle pendici degli omonimi monti (MONTI PRENESTINI) che orlano ad Est l’inizio della Valle del Sacco. Siamo ad una trentina di chilometri a Sud Est di Roma; nella parte opposta della valle sorgono i Colli Albani: questa era la c.d. Valle Latina. Il luogo dove sorge Palestrina era abitato già nell’Età del Ferro e la città (chiamata PRAENESTE nell’antichità) era molto fiorente già nell’VII sec. a.C.; nell’area si sono trovate anche testimonianze della PRESENZA ETRUSCA. Praeneste fece attivamente parte di alleanze contro Roma, ma fu soggiogata da questa nel 338 a.C.. Durante la guerra civile parteggiò per la fazione perdente (MARIO) e venne distrutta nell’82 a.C. dal vincitore (SILLA) che però la ricostruì facendone UNA DELLE PIÙ IMPORTANTI CITTÀ DELL’EPOCA.L’area prenestina è disseminata di testimonianze romane (numerosi i RESTI DEI PRINCIPALI ACQUEDOTTI E DELLA VIA PRENESTINA; in città si conservano tratti della Cinta muraria romana e della Basilica (sotto la Cattedrale) nonché di una Villa Imperiale inglobata nell’area del locale cimitero.Ma il più imponente monumento di Palestrina rimane il SANTUARIO DELLA FORTUNA PRIMIGENIA i cui grandiosi resti (messi completamente in luce da un tragico bombardamento alleato del 1944) dominano l’intero centro storico. Il Santuario era uno degli edifici più monumentali della romanità e fu realizzato – fra il II ed il I sec. a.C. – da ricche famiglie prenestine specie quelle che avevano fatto fortuna nell’Oriente Mediterraneo (il suo carattere scenografico è dovuto ad architetti greci); notevole è il segno lasciato dal RIFACIMENTO OPERATO DA SILLA.
Il culto della Fortuna Primigenia era originariamente legato alla FECONDITÀ, ma già in tempi antichi essa era anche DIVINITÀ VATICINANTE. Questo spiega, tra l’altro, la presenza – nella zona bassa – dell’ANTRO DELLE SORTI (suggestiva struttura, difficilmente visitabile) e l’accostamento della Dea prenestina ad ISIDE.
Al massimo del suo sviluppo il Santuario indusse CARNEADE, famoso filosofo (ricordato dal Don Abbondio manzoniano) a dire di non aver mai visto una FORTUNA PIÙ FORTUNATA DI QUELLA DI PRAENESTE.

I RESTI DEL SANTUARIO OGGI
Le strutture, in opera cementizia, ma ormai prive del rivestimento marmoreo, si innalzano ripidamente, partendo dal Foro della città, con grandi scalee simmetriche, anche porticate, che mettono in comunicazione ben sei spianate (sulla più bassa era il simulacro della Primigenia vaticinante e sull’ultima il Santuario Superiore della Dea guerriera). Resta complessa la interpretazione della disposizione rituale, della tipologia e simbologia dei simulacri delle divinità e delle loro origini (comprese le contaminazioni da Culti Orientali). Si è fatta l’ipotesi (in linea con lo spirito pratico dei romani) che il FUOCO VOTIVO – che doveva sempre ardere sulla cima di questo Santuario – servisse anche da faro per i naviganti che dall’alto mare erano diretti al Porto di Anzio i quali, traguardando il varco tra i Monti Lepini ed i Colli Albani avrebbero avuto la direzione per quel porto.
A parte i resti archeologici romani, Palestrina conserva molte testimonianze della sua importanza nei secoli di mezzo con prestigiosi EDIFICI MEDIOEVALI e BAROCCHI.Sulla sommità del Santuario sorge il seicentesco PALAZZO BARBERINI, sede del MuSEO Archeologico Prenestino che ospita (oltre ai marmi del Santuario e dell’area prenestina in genere ( bellissimi i reperti di questo lembo di presenza etrusca in territorio latino quali gioielli, specchi e ciste decorate) ma sopratutto lo stupefacente MOSAICO DEL NILO. Al mosaico manca una scena che fu acquistata dal Granduca di Toscana e si trova oggi all’Altes Museum di Berlino

FONTE http://www.lazioturismo.it/asp/scheda_archeo.asp?id=9