Salute

Lazio, 70 dosi di vaccino in media a farmacia, i farmacisti: “Non basteranno”

Dal sito https://www.rifday.it/ al link https://www.rifday.it/2020/10/11/lazio-70-dosi-di-vaccino-in-media-a-farmacia-i-farmacisti-non-basteranno/

Roma, 12 ottobre – I medici di famiglia del Lazio stanno già cominciando a vaccinare gli anziani, dai 60 anni in su, le persone con patologie pregresse gravi e i bambini da sei mesi e fino a sei anni. Hanno ricevuto in totale, per ora, circa 450mila dosi di vaccino antinfluenzale.

Per chi non rientra in queste categorie, però, l’unica strada è l’acquisto in farmacia: dal 15 ottobre, assicura la Regione Lazio, negli esercizi con la croce verde saranno disponibili circa 100mila dosi. Che, divisi per le circa 1.500 farmacie presenti sul territorio regionale,  significa che in ciascuna di esse avrà in media a disposizione dosi di 70 vaccino. Che oggettivamente non sono pochi se paragonati al fabbisogno degli scorsi anni, o anche a quelli di cui non si sa nemmeno se potranno disporre le farmacie delle Regioni che hanno provveduto in ritardo a ordinare i vaccini e che, per coprire le sole necessità di copertura pubblica, dovranno ricorrere alla solidarietà delle amministrazioni regionali.

Ma , ma troppo pochi rispetto alle richieste dei cittadini. In molte farmacie le liste ormai contengono ottanta o cento nomi e per ora i farmacisti non solo non sanno quante dosi avranno a disposizione, ma neanche quando e con quali modalità., Ha provato a raccoglierne gli umori la testata giornalistica on line fanpage.it, con un giro di interviste a farmacisti romani.

Al momento non è dato sapere quando arriveranno e in che modalità. Negli anni scorsi ne abbiamo venduti dai 50 ai 100. Quindi a parole saranno sufficienti per il normale servizio quelli messi a disposizione, ma visto l’allarme sociale non saprei, diventa difficile fare un pronostico” spiega Roberto Dominici, farmacista di Roma.

Noi abbiamo una marea di gente che ci arriva per prenotarsi per i vaccini. Avremo almeno 20 persone al giorno che si vorrebbero prenotare. L’anno scorso più o meno 60, ma non c’era questa emergenza. Dicono che dal 15 ottobre i vaccini saranno disponibili, stiamo aspettando. Già siamo passati a 100mila vaccini, che non è poco. Accontentiamoci di questi e somministriamoli in maniera corretta” racconta Maria Cecilia Zelli, un’altra farmacista romana. D’accordo anche Emilia Bernocchi“Rispetto allo scorso anno basterebbero, rispetto alle richieste che abbiamo avuto finora e che abbiamo direi di no. Ai clienti sto dicendo che stanno arrivando i vaccini e che entro pochi giorni la Regione, speriamo, ci farà sapere qual è la modalità di approvvigionamento, e sto facendo una lista. Siamo arrivati attualmente a circa 80 persone, per questo dico che non bastano”.

Qualche numero può aiutare a  chiarire il quadro della situazione e delle criticità di cui si parla: nel 2018 sono stati vaccinati nel Lazio 922.693 cittadini (di cui circa il 52 per cento della popolazione anziana, cioè gli over 65 in quel caso). Quest’anno, però, le cose si complicano, per la compresenza (e i correlati timori) del coronovirus e per il fatto che la soglia d’età per la vaccinazione gratuita è stata abbassata a 60 anni. Due fattori che inevitabilmente aumenteranno il ricordo al vaccino: se tutti gli over 60 e le cosiddette categorie a rischio dovessero vaccinarsi, si tratterebbe di circa 2,2 milioni di cittadini. A cui vanno aggiunte le persone di età compresa tra i 7 e i 59 anni che, a causa dell’emergenza coronavirus, decideranno quest’anno di vaccinarsi anche contro l’influenza.

L’obiettivo della Regione Lazio è di somministrare almeno “1,5 milioni di dosi di vaccino” negli studi medici. La parte restante andrà nelle farmacie e nei centri vaccinali. Il tar del Lazio ha annullato l’ordinanza sull’obbligo di vaccinazione per gli anziani, quindi è possibile che alcune dosi non vengano effettivamente utilizzate dai medici di famiglia. Il Lazio ha ordinato, lo scorso 31 aprile, 2,5 milioni di dosi di vaccino e ne ha a disposizione, a oggi, circa 900mila. Mancano ancora all’appello 1,6 milioni di dosi, e il tempo stringe, dal momento che i virus infleunzali sobo sul punto di arrivare. E questo è un altro serissimo problema: nella vaccinazione, infatti, il fattore tempo è cruciale: “Dal momento dell’inoculo e fino al momento della formazione degli anticorpi, passa del tempo” spiega ancora Dominici. “Se facciamo il vaccino a novembre, fino ad aprile abbiamo una copertura adeguata. Se noi lo facciamo più tardi. e di solito l’influenza arriva a dicembre, ecco lì che siamo stretti con i tempi”.

Più cittadini saranno vaccinati, meno casi……………………………

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