Istituzionale

Il Tar annulla l’ordinanza della Regione Lazio sull’obbligo di vaccini influenzali per over 65

Dal sito del giornale IL FATTO QUOTIDIANO al link https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/10/02/coronavirus-nel-lazio-obbligo-di-mascherina-anche-allaperto-zingaretti-previste-multe-un-milione-di-test-salivari-per-i-bimbi-a-scuola/5951687/Il tribunale amministrativo ha annullato l’ordinanza firmata il 17 aprile scorso dal governatore Nicola Zingaretti: la competenza a fissare la soglia tra obbligo e raccomandazione spetta al legislatore statale e “non potrebbe essere derogata dalle regioni neppure in melius, ossia in senso più restrittivo”. Intanto la Regione introduce l’obbligo di mascherina anche all’apertoLa competenza a fissare la soglia tra obbligo e raccomandazione spetta al legislatore statale e non può essere derogata dalle regioni: con questa motivazione il Tar ha annullato l’ordinanza con la quale il 17 aprile scorso il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, aveva imposto l’obbligo della vaccinazione antinfluenzale stagionale per tutte le persone al di sopra dei 65 anni di età, nonché per tutto il personale sanitario e sociosanitario operante in ambito regionale, raccomandandola per i bambini tra i sei mesi ed i sei anni. Il Tribunale amministrativo ha accolto un ricorso proposto dall’Associazione Codici Nazionale e del Lazio.Il Tar ha ritenuto che “non è disconosciuta dalla Corte costituzionale la possibilità che le Regioni possano legiferare in settori riservati al legislatore statale”, ma “a condizione che vengano rispettati i ‘principi‘ fissati dalla legge statale”. “Nel caso di specie la ‘soglia’ stabilita dal legislatore statale tra obbligo e raccomandazione del vaccino antinfluenzale – si legge – non potrebbe essere derogata dalle regioni neppure in melius, ossia in senso più restrittivo“. “La normativa emergenziale Covid non ammette simili interventi regionali in materia di vaccinazioni obbligatorie”, prosegue il Tar. Le disposizioni, sottolineano i giudici amministrativi, “non recano previsioni che possano autorizzare le regioni ad adottare questo tipo di ordinanze allorché il fenomeno assuma, come nella specie, un rilievo di carattere nazionale. L’ordinamento costituzionale non tollera interventi regionali di questo genere, diretti nella sostanza ad alterare taluni difficili equilibri raggiunti dagli organi del potere centrale”. E la conclusione è che “al di là della ragionevolezza della misura, la sua introduzione non rientra nella sfera di attribuzioni regionale ma, semmai, soltanto in quella statale“.“Vista l’enorme portata della pandemia, è il governo che deve assumere decisioni simili e grazie a questa sentenza viene riportato il giusto ordine a livello normativo”, dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici, commentando la decisione del Tar del Lazio. “Ci teniamo a chiarirlo, per sgombrare il campo da equivoci: per noi il problema non è vaccino sì-vaccino no, ma la necessità di affrontare in maniera globale e coerente la situazione, adottando iniziative che siano fondate su basi scientifiche certe e che non calpestino i diritti dei cittadini”, aggiunge Giacomelli. “Il vaccino antinfluenzale oggetto del ricorso non protegge da tutti i ceppi circolanti, non ha valenza a livello di immunità di gregge, in quanto si considera quella regionale quando a contare è quella nazionale“. Inoltre, prosegue Giacomelli, “risulta efficace solo in una quota che tra 70% e 85% dei vaccinati. A nostro avviso sono altre le strade da perseguire per contrastare il Covid”, conclude……continua a leggere tutto l’articolo su  https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/10/02/coronavirus-nel-lazio-obbligo-di-mascherina-anche-allaperto-zingaretti-previste-multe-un-milione-di-test-salivari-per-i-bimbi-a-scuola/5951687/