Musica

MORTO IL GENIO DELLA MUSICA ITALIANA, CI LASCIA FRANCO BATTIATO

All’età di 76 anni ci lascia uno dei più grandi Geni della musica Italiana. Muore Franco Battiato.

L’Artista siciliano muore a Milo nella ua casa Il cantautore si è spento oggi nella sua residenza di Milo, era malato da tempo.

Battiato era semplicemente Battiato…..impossibile identificarlo con un genere uno stile musicale. Impossibile “Etichettarlo”…. Era semplicemente un artista….un Genio!

Noto ai più come uno dei più grandi cantautori che abbiano calcato le scene italiane, ma Battiato è stato anche un bravissimo Regista Cinematografico e un ottimo Pittore! Nella sua lunghissima carriera ha firmato brani indimenticabili….Voglio Vederti Danzare, Centro di Gravità Permanente, La Cura, Cucuruccucu Paloma….. ha segnato la vita di ben più di una generazione.

Cos’era la morte per lui: “La Morte non esiste è solo trasformazione”.

Battiato una storia cominciata nel 1971

Il Genio iniziò con musica commerciale nella Milano del Boom visto che in Sicilia non riusciva a dar sfogo al suo estro. Ma lui ha semore rinnegato quegli inizi Commerciali.

Il Battiato che abbiamo conosciuto inizia la sua avventura all’inizio degli anni 70 con Album quali Fetus e Pollution. Era spietato, abnorme, col volto trasfigurato dai trucchi, una vocazione all’“épater le bourgeois” che tutto sommato gli è rimasta addosso per tutta la vita, anche quando da quelle lussureggianti provocazioni era passato a qualcosa di più consonante.

Arriva l’epoca dell’Era del cinghiale bianco che ha segnato l’adolescenza di chi vi scrive e dell’intera generazione adolescente negli anni 70/80. Questo Almum fu una perla di rara bellezza, delicato e suggestivo, intrigante, ipnotico, capace di indicare una strada nuova percorsi che la nostra canzone non aveva mai battuto.

Poi arrivò l’esplosione commerciale, puntuale e travolgente con La voce del padrone, con pezzi che sembrarono inni intelligenti e spiazzanti dell’alba degli anni Ottanta, ovvero Bandiera bianca, Cuccurucucù e Centro di gravità permanente, una sbalorditiva sequenza che andò a celebrare un periodo irripetibile della canzone d’autore italiana e che portò al livello di massa idee e concetti che nessuno avrebbe mai potuto immaginare solo qualche anno prima.

Di quel clamoroso successo Battiato era allo stesso tempo lusingato, appagato, ma anche infastidito. Dopo questo periodo più commerciale disse a se stesso che bisognava evolversi, avanzare e tornò ad essere il Maestro che si cullava su ritmi e suoni più riflesivi, preziosi quasi dolorosi! Fino ad arrivare a  L’oceano di silenzio e l’ inarrivabile La cura, tutti pezzi che possedevano l’insondabile ambiguità del doppio significato, rivolti ad amori terreni, così come a pensieri astratti, celesti, spirituali.

In realtà Battiato è stato anche tante altre cose, regista di film, autore di opere, bravissimo Pittore, “elargitore” di Pezzi per giovani artisti e anche per Mostri Sacri come Alice e Milva. .

In fin dei conti è stato soprattutto un accanito ricercatore di arte e spiritualità, non disposto a compromessi, rigoroso, coerente. A volte sembrava spigoloso, quasi burbero, ma in genere capitava quando si trovava di fronte all’imbecillità o all’ignoranza, quelle davvero non le sopportava, altrimenti era gentile, protettivo, un uomo che aveva scelto la musica per raggiungere un obiettivo che andava molto al di là della musica stessa. Per questo il suono gli era sacro, per questo l’atto della composizione era per lui il più sublime e insostituibile dei gesti umani, l’unico in grado di elevarci, di portarci in prossimità di quella verità che ha inseguito per tutta la vita, fino all’ultimo dei suoi giorni terreni.