Natura Territorio

FALCHI PELLEGRINI IN NIDIFICAZIONE, LE ARRAMPICATE RISCHIANO DI FAR ABBANDONARE LA COVA

Oggi vi proponiamo un articolo tratto dal sito http://www.parcocastelliromani.it/ una delle meraviglie della nostra zona….

Vi invitiamo a seguire assiduamente le News del Parco che troverete sul sito… scoprirete un mondo di meraviglie e scoprirete il duro impegno che mettono le persone per la conservazione e il mantenimento di questo paradiso…. Sostenete il Parco dei Castelli Romani

“Il Parco dei Castelli Romani, che da molti anni monitora le coppie di uccelli rupicoli che abitano i pochi ambienti rupestri presenti nell’area protetta, informa che è fatto divieto di arrampicata libera e che tale divieto è esteso in tutto il territorio protetto; di conseguenza non si possono allestire nuove vie di salita.

Tale divieto è da intendersi valido per tutto l’anno, in ragione del fatto che le pareti rocciose, anche al di fuori del periodo riproduttivo, costituiscono luoghi di rifugio, di alimentazione e di riposo per gli uccelli.

Il Parco è popolato da ben oltre cento specie di uccelli, tra stanziali e nidificanti estive. Ciascuna possiede abitudini proprie e spesso distinte dalle altre. Ad esempio, per quanto concerne gli aspetti legati alla riproduzione, alcune specie usano nidificare nel tronco degli alberi, come i picchi e alcuni rapaci notturni, altre sulla chioma (come le poiane o le cornacchie), altre scavando tunnel nel terreno erodibile (come i gruccioni), altre addirittura sotto le tegole dei tetti (come i rondoni) e altre ancora sfruttando cavità o piccole cenge sulle pareti rocciose. Le taccole, il passero solitario e anche il falco pellegrino sono uccelli soliti utilizzare proprio le pareti rocciose. Tutte queste specie sono molto sensibili al disturbo generato dalle attività umane nei pressi del nido e, in particolare, il falco pellegrino è spinto ad abbandonare le uova o i pulcini in caso di prolungato disturbo. Una delle attività riconosciute come potenziali fonti di disturbo è l’arrampicata libera o free-climbing. Una notevole mole di letteratura scientifica ne ha riconosciuto il potenziale impatto negativo sulle specie cosiddette “rupicole” e, proprio per questo, molti parchi naturali e riserve hanno emanato, nel corso degli anni, specifiche ordinanze di divieto di arrampicata………..”

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